17 Aprile, 2006

Colmando il vuoto

Cerchiamo qualcosa nel nostro focolare, nel nostro quotidiano che possa riempire il nostro cuore e portarci più tranquillità.


Aver cura dell'emozionale, aver cura di sè stesso, fortificare la fede in Dio. Tutti siamo stato orientati che il caos si sarebbe impiantato. E questo è appena un colpetto.


Cercare una maggiore interiorizzazione per cominciare a comprendere come e in qual modo i custodi ci parlano. Aiutarli; infine, loro vivono attorno a noi dicendoci le cose, e noi ci fingiamo sordi. Adesso è il tempo di fare qualcosa poichè essi non sono nostri impiegati, sono nostri amici. E se non li aiuteremo ad aiutarci, loro non potranno aiutarci.

Diciamo che gli altri sono sordi. E noi? Non lo siamo pure? Non vogliamo ascoltare niente che non sia quello che vogliamo ascoltare. Non vogliamo ascoltare i nostri amici spirituali, che ci orientano. Non siamo sordi pure ?

Chi ha ascoltato e cominciato ha muoversi interiormente, stà cominciando a comprendersi con i custodi. Stà cominciando a comprendere cosa e come parlano alla vita di ciascuno. Ma chi ha pensato che Dio fà tutto, stà cominciando a sentire un vuoto dentro di sè, perchè non ha fatto e non stà facendo connessione con Lui.

Tracciare mete. Obiettivi. Un giorno che ogni volta sia vissuto con l'entusiasmo giovanile, si ! Con la forza e le unghie dell'adulto e con la saggezza dell'età che le esperienze ci portano.

Ricominciare sempre che si vede senza motivi quel cammino. Riprendere altri concetti, in equilibrio, visualizzando altre forme di essere felice. Lavorare. essere utile in quello che si fà, Amare ciò che si fà, sia in questa o quell'attività professionale. Guardare di più l'interiore e vedere cosa manca, e così, cominciare a lavorare per riempire il vuoto.

Il momento è di auto stima costante nel senso di non essere ingoiati dal caos ancora civilizzato che ora si presenta nel nostro quotidiano. Cercare di comprendere questo, e smettere di sognare solamente il colore rosa  è che chiunque venuto quì , per aiutare il Pianeta, già dovrebbe stare operando.

Prendere coscienza di essere spirituale venuto quì per fare qualcosa, e non restare a lamentarsi dinanzi a quello che accade, sia nell'individuale che nel collettivo, e sì, cercare alternative per non entrare nella monotonia delle nullità che offrono soluzioni magiche per tutto. Perchè non sarà così. E tutti vengono orientati. In un modo o nell'altro tutti lo sono. Riconoscere questo e cominciare a fare la differenza nella propria vita e rendersi disponibile a Dio perchè sia fatta in accordo con i Suoi Piani, e che abbiamo il coraggio di modificarci dove dobbiamo modificarci.

Non siamo venuti quì per star seduti in poltrona dell'auto - pietà nè sulla sedia del dolore. Nè esibendoci Nè fingendo di essere quelli che non siamo. Nè fingere di sapere ciò che non sappiamo. Siamo venuti quì per vivere ed essere felici. Lavorando dentro di noi, mentre permettiamo allo spirito di evolvere e cercare la sua connessione con Dio.

Tutti abbiamo difficoltà quotidiane, che sommate riempiono camion e camion. Ma allora? Le permettiamo di soffocarci ed asfissiare la vita che c'è in noi ? Chiaro che no. Lottiamo e vinciamo queste difficoltà. Se non possiamo risolverle, perlomeno possiamo essere più forti di loro e non lasciare che ci soffochino. Che le difficoltà restino al proprio posto, e noi continueremo a cercare la tranquillità in noi. A mantenere l'equilibrio.


Se creiamo problemi e problemi nelle nostre vite, anche se incoscientemente, e se ora stiamo osservando uno per uno nel nostro quotidiano, che siamo noi stessi a farsi sù le maniche e decidere la soluzione.

Siamo una fabbrica di problemi. Fabbrichiamo ogni momento problemi e problemi con le nostre azioni omesse dinanzi a tutti, o allora per l'impetuosità. Ma non vogliamo risolvere, allora chiediamo che Dio li risolva. Se non vogliamo cominciare a risolvere, Dio non farà ciò che siamo noi a dover fare.

chi deve correggere il quadro della nostra vita siamo noi stessi. Non produce vantaggio trasferire la responsabilità a Dio o allora fuggendo da noi stessi. Un guerriero non fugge. Egli lotta sino alla fine.

Egli non desiste dai suoi obiettivi. Egli non sà quali sono, sempre se può cercarli in silenzio e con un buon dialogo con Dio, che sempre ci schiarisce la mente.

L'obiettivo maggiore di tutti quì è puro e semplicemente amare. Vivere bene. In equilibrio. Il restante è conseguenza di questo amore.

Chi vive bene, in equilibrio, in pace, con amore, fà agli altri quello che vorrebbe gli altri gli facessero, come il Rabbi orienta. E tutti gli altri maestri hanno orientato quando sono venuti quì. E così, staremo realizzando i nostri compiti che ancora non percepiamo, anche se non ci sono cerimonie di consegna medaglie nè applausi dalla platea.


Ma vivere arrancando giorno dopo giorno, caricando le 24 ore come se fossero fardello pesante è opzione. L'opzione di ciascuno è rispettata. Ed anche che si dica che non ha scelto, allora perchè arranca ? Non è opzione verbalizzata e registrata da notaio; è opzione in accordo con le azioni con i sentimenti. Non è necessario dire a parole per optare qualcosa. Le azioni parlano da sole.

Ciò che tutti possiamo fare è cercare nel nostro interiore la forza che sappiamo di avere, ma che non vogliamo avere, perchè è più facile farci sofferenti e gli altri fare per noi ciò che noi dobbiamo fare. Questo è millenario. Sempre è stato così. l'accomodamento di molte vite stà generando ora, questa sofferenza che avvolge la maggioranza degli abitanti incarnati.
E' più facile reclamare, gridare,  ruggire contro la guerra, la fame, la miseria che devasta il paese, che fare qualcosa vicino alla nostra casa. E' più facile. E questo è un costume che viene da milioni di anni. Ed ora tutto stà ricadendo sopra di noi perchè stiamo raccogliendo  ciò che abbiamo piantato nelle vite passate. Non vogliamo cogliere perchè ci consideriamo angeli e santi, e non meritiamo. Ma la Giustizia non scherza e non sbaglia.

In tempi di purificazione del pianeta e i suoi abitanti, molti rifiutano e rifiuteranno la raccolta di quello che hanno piantato per dire che non piantarono. E questo genera sofferenze non necessarie, malgrado nessuna sofferenza sia necessaria. chiaro.

Molto si è detto sulle difficoltà che avremmo incontrato nei giorni futuri, che sono questi gli attuali. E incontreremo anche più difficoltà per andare avanti, in vista dell'intorpidimento  che si accentua sempre più e non vogliono percepire questo.

Decidere ciò che si desidera, agire, lavorare con unione, vivere in equilibrio, è il minimo che possiamo fare per noi. Per ognuno di noi. Aiutiamoci sempre, in spirito, e quì se possiamo. Ma sempre con in mente la certezza che raggiungeremo la meta finale senza lasciarci travolgere dal caos.

Manteniamo dentro di noi la scintilla della vita espansa, sempre più e illuminando il nostro interiore perchè sappiamo qual'è  il miglior cammino per noi. Per ciascuno di noi.

Se il mondo ci dice no, diciamo sì all'amore, alla vita, alla felicità, all'equilibrio. Diciamo sì al lavoro, allo sforzo, al coraggio di superarci sempre se necessario.

 

 

 



09 Aprile, 2006 - Domenica delle Palme

Lo stesso Rabbi chiede che ci ricordiamo di Lui vivo. Ed è così che dobbiamo ricordarci di Lui, sì. Vivo. In noi. Per noi. Su di noi.

Non dobbiamo guardare gli errori e coinvolgerci nell'auto-colpa o nell'auto pietà. Guardare indietrome vedere come stavamo camminando, e se vogliamo, accertiamo da quì in avanti il modo di percorrere questo stralcio della grande giornata chiamata Vita.

Non dobbiamo usare la crocifissione del rabbi, come rassegnazione e pianti tristi e non far nulla d'ora in avanti. Non dobbiamo fingere che nulla è accaduto. Assumere le nostre mancanze e cercare sempre dinon ripeterle è ciò che possiamo fare per riparare i danni causati. In qualunque vita abbiamo. Inclusa la vita attuale.

La vita esiste e per lei dobbiamo agire in quanto esseri spirituali che cercano la propria Luce nel Creatore.

L'amore ha già vinto nel cuore di colui che crede. Il Rabbi ha creduto.

E l'umanità che Lui ama ? Quando crederà ?


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Domenica delle Palme : Quando gli abitanti di Gerusalemme e dintorni si sono disillusi con il Messia. Quando videro che Egli non era quello che loro pensavano e desideravano che fosse . Vollero un magico e si separarono con un Maestro. Volevano un giustiziere e si separarono con un giusto.

Quando totti gridavano " Osanna" al discendente di David, nella presunzione di vedersi liberi, magicamente, presupponendo che il Rabbi avrebbe preso a forza il governo della regione e gli avrebbe dato pace. Non vollero ascoltarlo quando diceva che la pace si conquista dentro di sè stesso.

Ugualmente oggi, sperano  che scendano dai cieli angeli per fare miracoli, mentre restano seduti tessendo tele per attaccare la prossima vittima.

Il Rabbi sapeva molto bene ciò che stava accadendo, tanto nell'emozionale fisico quanto nell'extra-fisico, e decise di entrare in città a dorso di un asino. Sapeva quale sarebbe stata la reazione della maggioranza. Ma era necessario farlo. Mostrare a tutti che i diritti di ciascuno e della società sarebbero rispettati a cominciare dalle condotte dei propri abitanti. Che non si aspettassero che lui con le dita risolvesse le loro vite e i loro karma. ma che si scoprissero, da sè stessi, che l'unione nell'amore promuove mutamenti positivi.

Egli ha compreso pure la reazione di ciascuno dei suoi discepoli e ha percepito che erano costernati di questo.

Una umanità che soffriva ma non metteva in pratica gli sforzi necessari per una vita migliore. Che vive l'attesa di messia e messia che facciano il servizio che loro stessi devono (dovevano) fare, ma che preferivano (e ancora preferiscono ) aspettare che gli angeli del Signore vengano a fare.

Allora, quando egli ha percepito che tutto andava ad anticiparsi, e sapeva delle conseguenze, ha voluto mostrare a tutti che non avrebbe salvato come volevano che egli salvasse, e che tutto ciò che egli ha insegnato era esattamente per questo = perchè loro stessi cercassero la libertà dello spirito. Che ciascuno promuovesse il proprio legame con il Creatore. E che smettessero di aspettare tanti messia miracolosi.

Ugualmente oggi non c'è alcuna differenza.

Oggi molto si parla, ugualmente in quell'epoca, e poco si fà, in quanto al mutamento migliore del mondo. Teorie e ancora teorie. Molti messia per illudere la popolazione.

Quando egli entrò, a dorso di asino, il suo cuore si chiuse in forma che non si ha idea, perchè egli sapeva ciò che passava nel cuore della maggioranza che lo adulava e lo elogiava quando le erano vicini. Egli concentrò l'Anime dell'Universo in sè stesso. La sua nascita è qualcosa che ancora oggi non sarà compresa, nel caso sia rivelata tale come avvenuta.

Lacrime silenziose nella sua anima al sapere che dalì ad una settimana sarebbe stato crocifisso da quelli stessi che dicevano di amarlo e che speravano, in ogni momento i suoi miracoli nelle loro vite e nelle loro comunità.

Sapevano, intuivano chi era quell'Uomo, ma temevano perfino di pensare in questo. Perchè allora avrebbero dovuto cominciare a fare ciò che fino allora, in molte vite, non hanno fatto. Timore di affrontare la realtà davanti. Il Creatore si stava manifestando lì in mezzo a tutti. E questo ha molti significati più profondi di quanto si vede a prima vista.

Allora, egli guardò e vide Maria di Nazareth, in mezzo alla moltitudine, ed ella gli trasmise mentalmente tutto ciò che lui domandò e doveva confermare. Perchè egli sentì qualcosa di errato in relazione al tutto, ed ella cercò contatto con il cosmo per ricevere conferma "sì, tutto è stato anticipato" ed ella , senza poter mentire, gli inviò questa informazione.

Nel momento in cui sua madre gli conferma quello che aveva intuito, ascoltò ciò che gridavano, freneticamente il suo nome ed elogi gli erano fatti. La moltitudine pretendendo incentivarlo a prendere l'azione che voleva prendesse lo elogiava, come se pretendesse risvegliare le sue vanità umane. In quanto Egli è venuto per risvegliare lo spirito e da pochi è stato compreso.

L'unicità che già esisteva tra il rabbi e sua madre si accentuò dato la pesante movimentazione nei mondi astrali del Pianeta.

Molti di quelli che là gridavano, che volevano vederlo salire sul trono e governare per loro, fare quello che loro dovevano fare, oggi sono ancora a braccia incrociate o tirando pietre a chi con Lui è avanzato.

Il Rabbi, allora, vedendo accorciare i tempi, si preoccupò per i suoi apostoli, nel senso di intensificare maggiormente gli insegnamenti che avrebbe ancora lasciato, ma che già non sarebbestato possibile.

Quando egli sfilò in quel corridoio di una maggioranza isterica che voleva vedere avvenire la guerra e lui incoronato dopo, come governante  in luogo degli attuali governanti dell'epoca, il suo cuore già pulsava il dolore della crocofissione, e in uno sforzo infinito, cercò conservare nelle sue senbianze la tranquillità che lo caratterizzava.

Cercò , ancora una volta, lasua amatissima madre, con gli occhi, e la vide nella moltitudine, dal viso fermo, e il dolore che egli sentiva, egli lo vide nel profondo degli occhi di lei. E allora, sentì la volontà di piangere. Per il dolore di lei.

Se egli avesse potuto, non avrebbe lasciato accadere questo. Per la madre. Pee il dolore che lei già sentiva. Per l'amore che lui aveva ed ha per lei; e per non vederla soffrire quello che sapeva che avrebbe sofferto.

In quest'epoca, egli chiese a lei di allontanarsi dalla città per alcuni giorni. Voleva evitare che Lei stesse lì, in quella settimana,  perchè lei non soffrisse tanto con quello che avveniva, le persecuzioni sarebbero divenute più violente, ed ella sarebbe un obiettivo più visibile di prima. E se questo avvnisse , con certezza la storia avrebbe un fine ben differente.


Chiese  che lei si allontanasse dalla città pure perchè non soffrisse vedendolo soffrire, giorno dopo giorno, ora dopo ora, per sapere inevitabile ciò che sarebbe accaduto.

Maria si allontanò, allora alla sua richiesta. Magrado sentisse ogni sussulto che il cuore di lui sentiva, dinanzi alle persecuzioni e parole crudeli, che tagliavano come la lancia. Ogni sentimento di lui era di lei, e viceversa.

Egli desiderava che tutto terminasse presto, poichè sapeva della sofferenza che sarebbe stata. per questo, varie volte egli chiese a Giuda di fare subito quello che avrebbe fatto.

Egli sapeva che Giuda potrebbe fare; mentre, chi lo voleva arrestato non poteva commettere errori prendendolo senza un crimine per giudicarlo. Non poteva prendere il rabbi, perchè lui non commetteva crimini. Allora, si cominciò la campagna di seduzione a molti in cambio di favori, convincendo alcune persone che ciò che lui faceva era crimine e intimidendo, in certo modo, alcune altre persone a deporre contro di lui, e chi non lo avesse accusato sarebbe stato considerato suo complice.

Il Messia e la sua banda. Molti così si riferivano a lui in quell'epoca. Così oggi.

Forgiarono infrazioni alla Legge, come se lui le avesse commesse. Testimonianze comprate, indotte o intimdazioni a confermare o a informare tutto conforme quanto sordamente combinato prima, in particolari conversazioni.

mentre i suoi accusatori cercavano di fabbricare le prove, il rabbi cercava nel suo proprio dolore la forza necessaria per sopportare ciò che i suoi esecutori gli avrebbero fatto, solamente per vanagloria di una vittoria che non c'è stata e sono rimasti registrati nella storia.

i suoi accusatori dovevano prenderlo senza testimoni, perchè non ci fosse tumulto. E restarono tale e quale ad oggi, l'imboscata, preparando in sordina situazioni perchè lui commettesse qualche crimine. Forgiando provocazioni di tutti i tipi perchè potesse essere accusato davanti al popolo. Non essendo possibile questo, allora opterono per fare avvenire la sua cattura senza molti testimoni (quelli che ci fossero, sarebbero stati intimiditi e forzati a tacere).

Anche che abbiano deciso che tutto sarebbe stato fatto di nascosto(in verità, niente di diverso, perchè chi ama l'oscurità agisce proprio così) e senza testimoni, hanno dovuto sforzarsi di agire con creatività nel momento della sua prigionia, perchè in qualche modo, egli fosse condotto a giudizio.


I suoi accusatori dovevano piegare quell'Uomo che tanto pericolo rappresentava per le loro vite mediocri e piccole. Poichè egli rappresentava la grandiosità del Creatore e di lui avevano molta paura.


Ugualmente oggi. Timore di Dio. Hanno creato una immagine vendicativa di Dio per giustificare le loro coscienze di vite nella prostituzione morale e spirituale.

E questo intensificava la sua sofferenza.

Egli sapeva che non  si doveva aspettare aiuto esterno, poichè sapeva pure come i mondi astrali stavano divenendo emozioni pesanti e questo si sarebbe materializzato lì nel mondo fisico, entro pochi giorni.

Profondo conoscitore della genetica umana terrestre, egli sapeva che il suo corpo avrebbe sopportato più di quanto necessario, e con questo i dolori della crocifissione si sarebbero sentiti durante un tempo maggiore di una persona con costituzione fisica più comune all'epoca.

Passò il lunedì, pregando e orientando sulle scienze, tutte; e separatamente conversava con i suoi apostoli, preparandoli ad un futuro senza di lui, e intensificando il risveglio di ciascuno con lunghe conversazioni sulla creazione, le origini della vita. E molto ancora.

Vedeva, desolato, il riso e lo scherno di tutti, o quasi tutti attorno a lui, dopo la scena dell'asino. Percepì che le persone volevano da lui la presa del potere, come se questo risolvesse tutto e portasse la pace al pianeta. Interessati solo in quello che lui avrebbe dato e non in quello su cui lui li orientava.

Ugualmente oggi. L'interesse.

Vedeva che tutti restavano accomodati volendo salvatori, E, lamentò, allora, che tutto avvenisse in quel modo.

Un amico, un simpatizzante della missione del Rabbi, quando la situazione si complicò, offrì la sua casa nel caso ne avessero bisogno, lui e gli apostoli.

Passò il martedì, senza mangiar molto, solo in meditazione, per comunicare con i suoi mentori. Ma per la situazione troppo densa in quei giorni , non riusciva a molto, poichè c'era molta interferenza dei mondi astrali. Riuscì ad avere l'informazione che il Condor d'argento già era a posto. Non come alla sua nascita. Ma perlomeno, era a posto.

Arriva il mercoledì, e egli stesso sente l'ambiente denso, tutto più elettrico, più rapido. Emozioni a fior di pelle. Gli uni e gli altri accusandosi reciprocamente, già in una anticipazione di ciò che sarebbe stato poi.

Egli sapeva che era questione di ore, ma aveva molto ancora da orientare i suoi discepoli rispetto all'astronomia, per esempio. E di altre scienze. Li aiuta a comprendere alcuni simboli sacri e riconoscere il cattivo uso di essi, come oggi ancora avviene. Molto da fare ancora.


Allora , nel mercoledì, nel mezzo ad una delle numerose provocazioni quotidiane, uscì rapidamente da dove stava per evitare il tumulto che alcuni stavano creando con il fine di dire che lui ne era la causa, e così arrestarlo. E si mise in disparte da solo, come sempre fece e più assiduamente faceva in questa occasione.

Fù cercato da un essere astrale. Uno degli esseri la cui energia esiste per il dominio/schiavitù e potere, e che già si trovava manifestata sulla Terra. E questo essere comunicò con lui di dove stava nel mondo astrale, e gli disse che avrebbe potuto impedire tutto quello che stava per accadere.

Non chiese al rabbi la sua anima in cambio. Chiese che il Rabbi tacesse e non divulgasse quello che sapeva. Non portasse la crescita morale. Non facesse quello che è venuto a fare. Che cessasse di aiutare le persone ad elevare l'auto-stima, e che restasse tranquillo, lì, vivendo la vita di umano uguale agli altri.


Il Rabbi non fu d'accordo. Ritorna al gruppo, in silenzio. Ancora una volta, egli torna a chiedere a Giuda di far presto ciò che doveva fare.

Il suo dolore aumenta ed egli comincia ad avere le vene rimarcate. La tensione organica già diveniva visibile. Ma pochi comprendevano ciò che accadeva, perchè si preoccupavano con la fabbricazione di problemi quotidiani, tale e quale ad oggi, quando si preoccupano con argomenti che non portano benefici a nessuno.

Maria , dove stava, sentì che lui aveva bisogno di lei vicino e decide di tornare a casa, in città. Giuseppe, che stava in terra, e che l'accompagnò nel suo percorso in quanto marito e padre, e dopo come orientatore spirituale , le calmava lo spirito.

Al Giovedi, molto lavoro da fare. Conversazioni. Chiarimenti. Orientamenti. L'ultima refezione fu necessario realizzata in segreto, perchè non lo prendessero prima che lui parlasse con tutti. Dopo, il Rabbi si dirige verso il monte dove stavano accampati, e lì, il suo dolore fu tanto che il Cosmo vinse la barriera di tenebre che avvolgeva il pianeta e malgrado corressero rischi, vennero due amici ad aiutarli.

Conversarono abbastanza, e lo lasciarono più calmo, come se questo fosse possibile.Tentarono  di parlare, orientare i discepoli che erano lì, ma loro non erano ricettivi, come molti oggi.

Giovanni , allora, che stava percependo la serietà della situazione, si mantenne più distante, e cercò di restare più centrato, nel caso fosse necessario un intervento. Controllò la sua spada, Così come quella di tutti.

Sentì la presenza degli amici venuti, e per intuizione, seppe, insieme al Rabbi, che tutto stava già avvenendo. Era giunta l'ora. Ma egli doveva essere forte come il maestro. Era il momento di non piangere nè disperarsi, ma cercare di mantenere, al massimo, l'equilibrio emozionale.


Fù orientato a non far nulla, ammesso che molto poco avrebbe potuto esser fatto nel senso di evitare quello che sarebbe accaduto. E gli fu richiesto pure di proteggere Maria di Nazareth e tutti gli altri, se fosse possibile.

Maria Maddalena, conversando con alcune donne, si allontana un poco. Sentiva nell'intimo, un dolore profondo, e piangeva.
Ella sentiva come Giovanni, le cose con più intensità. Sio preoccupò allora con maria ritornando in città, che stava già nel suo ambiente astrale in preparazione per il pezzo teatrale che si sarebbe materializzato ore dopo.

Uscì allora, lei ed altri, e discesero l'erta per andare in città, e lá aspettarono Maria, poichè il pericolo era visibile. Ed ella avrebbe potuto aiutare in caso di pericolo.

Il Rabbi osservava il movimento dell'aria, praticamente ferma, pesante. Tale come alcuni osservano oggi prima di qualche avvenimento.

Anche così , continuava i suoi colloqui con tutti quelli che lo cercavano. E con i suoi discepoli pure. Allora si ricordò dell'amico che gli offrì la sua casa, e li orientò perchè lo cercassero, in caso di pericolo.

Egli osserva e vede alcune persone salire l'erta. Era già ben tarda notte.

Sentì un colpo alla testa, come se esplodesse di dolore, e inevitabilmente, portò le dita alla testa, nel tentativo di diminuire il dolore, e allora vide, nella mente, come sarebbe stata sanguinante la sua testa con la corona che gli sarebbe stata collocata proprio lì.

Una lacrima rotolò.

Maria, a distanza, sentì la lacrima rotolare sul volto di suo figlio. Allora scoprì, che tutto stava avvenendo, e come voleva creare ali ai piedi !! Come voleva arrivare presto per abbracciarlo ! Consolarlo. Confortarlo. Incentiva tutti ad andare più rapidamente possibile, perchè lei voleva ancora una volta stringere il figlio tra le braccia.


Il figlio sentì la vicinanza della madre, e cercò di mantenere sotto controllo le sue emozioni, perfino perchè le persone che egli vide là in basso già erano più vicino. Egli doveva evitare qualsiasi situazione non necessaria.

Essi arrivarono, e e cercavano con grida e derisioni, per il messia, in forma smodata di portarsi all'accampamento, intimidendo a tutti, facendo pressione psicologica su tutti quelli che si trovavano lì.

Il rabbi allora, per proteggere tutti, incluse le donne, amiche fedeli, leali che lo consideravano un amico, un fratello, che tanto affetto gli hanno dato, nel tempo in cui erano assieme, peregrinando la regione. sempre un affetto materno nei momenti in cui lui ritornava stanco, quando gli massaggiavano i piedi o gli sistemavano affettuosamente i capelli o i suoi abiti.


Donne , che, per intuizione, sapevano che era lui, di fatto.
Ed egli le amò molto più di qualunque artista possa collocare la sua prima opera.


Per evitare costrizioni non necessarie, visto che dopo non si sarebbe potuto evitare perlomeno quelli lui avrebbe evitato, e perchè non fossero toccate come prostitute dell'accampamento, egli si sollevò dalla pietra dove era seduto, e si diresse verso il gruppo che cominciò a importunare le donne che stavano lì, provocando gli uomini alla lotta, perchè così avessero motivi per prendere tutti. Questo era l'ordine che avevano ricevuto. Provocarono al massimo perchè il maestro e i suoi apostoli  accennassero ad una reazione minima, e così, aver fatto prigionieri, giustificando l'azione dei suoi accusatori.


Giovanni, attento, al vedere il Rabbi alzarsi e dirigersi al gruppo che stava mancando di rispetto a tutti, si alzò, da dove era seduto, a gambe incrociate, in posizione tradizionale di meditazione, e si collocò a posto, con le mani sulla spada.

Il Rabbi, di lato, vide il movimento di Giovanni, e sospettò ciò che in nessun modo poteva accadere, e gli fece un gesto impercettibile con gli occhi, e con le mani, perchè non toccasse la sua spada. Giovanni allora, contenne gli impeti di difesa dell'amato Maestro, e cercò di controllare gli altri che pure al vedere Giovanni fare il movimento di alzarsi e toccare la spada sotto gli abiti, immediatamente ebbero il presentimento de pericolo e già stavano sollevandosi.


Quando Giovanni gesticolò di non toccare la spada, alcuni non dettero ascolto, e avanzarono a difesa del Rabbi. Allora, il centurione che comandava l'operazione di arresto, domandò in forma cinica, se lui era Jesus, il messia, al che il Rabbi rispose "sappiate che sono io che cercate". Sappiate che non fuggirò. Perchè tanta violenza nelle vostre azioni ?


La forza delle parole del maestro li fece arretrare il passo. (E' sempre così. Chi ha paura trema dinanzi di chi ha amore e coraggio).

Gli altri che stavano col centurione tentarono provocare, nuovamente, situazione di lite, quando qualcuno allora lo ferì alle orecchie.

 

Il  Rabbi allora, che sapeva che questo avrebbe causato la prigione per tutti; sapeva che quello avrebbe potuto essere il motivo aspettato per prendere tutti, uomini e donne. Allora in un gesto supremo della sua energia divina in quel corpo umano, il taglio all'orecchio de centurione fu sanato.

Lì si ebbe la maggiore perdita della sua energia, che non contava più con il sostegno esterno.
:
Maria Maddalena seguiva verso la città, per poi prendere il cammino in cerca di Maria. Allora in un impeto, ella prese un panno che portava, lo diede ad una altra giovane e le chiese di tornare con altri, e che restasse vicino al Maestro e gli asciugasse il sudore dalle tempie. Maria Maddalena faceva sempre questo e non concepiva l'idea che non ci fosse nessuno a farlo in sua assenza. Ma sapeva che non era questo l'unico motivo.


L'altra giovane, altra discepola, intraprese il cammino di ritorno con altri due amici per proteggerla.

In quanto a questo, il Rabbi aveva una morsa allo stomaco.
Quando egli si curvò, per il dolore, gli colpirono la nuca, e il mio Rabbi cadde al suolo, gemendo in silenzio.

Altra lacrima. Era la seconda. Silenziosamente, nella sua anima.
.
E in Maria, là lontano, altra lacrima.

Ella si sentì cadere, esattamente nel momento in cui egli cadde al suolo.

Al piegare le mani sull'addome, ella sentì il figlio nel suo ventre, tal quale quando era gravida. Voleva che egli fosse stesse ancora lì, protetto.

Allora sentì la presenza di Gabriel, suo angelo custode, che le disse "amata, sono con te". Passò il tormento, e si riprese, continuando il cammino.

Sentiva, malgrado nuova calma, che non avrebbe più toccato il figlio.

Che non l'avrebbe abbracciato più, nè più baciato.

Il dolore fu lacerante.

Il rabbi, coricato, gemette nuovamente.

Nessuno comprese il suo gemito di dolore, perchè non lo avevano più colpito di nuovo.

Egli sentì il dolore della madre.

Fu sollevato allora, in modo violento, ebbe legati i polsi.

I discepoli erano troppo atterriti, e non sapevano che fare.

Giovanni tentava di placare i loro cuori e chiedere che mantenessero la calma e cercassero soluzioni. per qualcosa che potesse evitare la situazione futura che egli prevedeva.

Alcuni si erano ritirati, e già stavano camminando alla casa dell'amico, che l' aveva offerta a tutti.

Il Rabbi allora preso.

Un silenzio mortale. Due volatili giganti nei cieli. Così come quando egli venne sulla Terra, nascendo da Maria di Nazareth.

Volatili giganti che accompagnano il movimento in terra. Mutano di colore nello spazio. Rosso porpora.

Si collocano in posizione di solidarietà con quello che era in terra, passando per tanto dolore.

Aquila e Condor, nei cieli, ben visibili, ma gli umani erano preoccupati nel vedere il sangue del Messia, o allora vedere il miracolo che speravano che egli facesse per non essere crocifisso. Speravano che egli facesse magie e non fosse morte.

Speravano tutto il tempo e non videro fare shows di magie in tutta la sua vita.

Non faceva rappresentazioni per re e regine, principi e principesse e i loro sudditi. Non partecipava a Shows nelle pubbliche piazze facendo magie per mostrare il Potere del Padre.

Egli realizzò opere. E' differente da magie. Egli curò. Egli consolò. Egli dette forza ai fragili. Riscaldò quelli che soffrivano. Colmò la sete spirituale di chi la domandò. Saziò la fame di molti. egli realmente moltiplicò i pani. E chi si interesserà, potrà vedere quanto veritiero egli fu.

Non ebbe trucchi. Non aveva nulla di nascosto sotto le maniche del suo mantello. Nè dietro le camere, Nè sotto veli. Nè dietro tende. Non c'erano trucchi, Il rabbi era la manifestazione del Creatore quì, ed anche se nessuno creda, questo non cambierà.

E dicano quanto vogliono che pure sono Dio e facciano quanti spettacoli magici, o lezioni, nel tentativo di far sudditi... non cambieranno il fatto che chi ha portato l'energia del Creatore fu Il Rabbi di Galilea.

Egli avvisò tutti che sarebbero sorti  sedicenti Dei e cristi. Avvisò che avrebbero fatto prodigi perchè tutti vedano. Ed anche così, non è stato preso in considerazione.

L'umanità aveva scelto e firmato la sua colpa. Non c'era più niente da fare  a non darsi possibile supporto a tutti.

In alcuni momenti della sofferenza del rabbi, l'aquila e il condor restavano nei, esteriorizzando tutta la geometria sacra in argento. Per il cosmo registrare l'evento in terra. Ciò che in terra accadeva avrebbe portato conseguenze (già stanno portando) inimmaginabili per tutti i mondo astrali e il fisico del Pianeta.

Nei cieli, tutti mutarono i colori delle proprie vesti. Attendevano il segnale per assumere le proprie posizioni.

Il Rabbi fu portato in città, e consegnato ha chi aveva forgiato la sua prigione. I suoi accusatori sentirono timore, perfino alla notte, conclusero che erano state azioni troppo pesanti ( era già la coscienza che allertava sui funesti passi che avrebbero compiuto). Chiamarono una guardia  e gli dissero che portasse il criminale (il Rabbi già era, allora, criminale) di mattina, come era normale.

I suoi accusatori sentivano già la paura di quello che avevano fatto. E sentivano più paura ancora perchè sentivano l'aria differente. percepivano che qualcosa sfuggiva alla percezione, e allora per rabbia  dettero seguito al grande pezzo teatrale montato in una dimostrazione di che loro potevano tutto.

Il centurione gli disse che non potevano far questo, perchè non avevano dove lasciare il criminale, e in quanto a questo, il rabbi era ridicolizzato dalla popolazione a sua volta. I discepoli si rifugiarono nella casa dell'amico, per decidere che fare. Ma il panico non gli permetteva neanche pensare, così come possiamo immaginare in una situazione simile.


Non si comprendevano.  Non avevano lucidità. Soffrivano.  Piangevano. Gridavano. Urlavano. Sbraitavano. Ma non cessavano di pensare quanto stava accadendo. Reagirono come è d'uso oggi : liti e liti. Gridi e pianti. Rivolte. Azioni ? In questi momenti, poche. Paura ? Molta.

In quel momento, sul monte, in cui il Rabbi si consegnò, egli guardò Giuda, in un ringraziamento, uno sguardo di profondo amore. Allora in quell' esatto istante, Giuda vide ciò che aveva fatto.
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Vide che era caduto, nell'astrale, e accettato favori in cambio della sua anima.

In quel momento, qualcuno dei cieli invia al Maestro energia pura del Padre. E' quando il Rabbi guarda nuovamente Giuda, e con uno sguardo, dice, e sà  di essere stato compreso: "ci incontreremo ancora. Io ti amo".


Giuda non sopporta la forza di quello sguardo e rifugia il proprio sguardo al lato. Ma ha la speranza che Gesù appena preso sia liberato il giorno seguente, come gli fu promesso. Infine, lo avevano informato che pretendevano solo dargli una lezione per quello che diceva essere il Messia. Non pensava quanto veniva ingannato dalle forze oscure che già agivano da migliaia di anni, nei mondi astrali e in quello fisico del Pianeta.


Egli non vendette il Rabbi.

Mentre la popolazione scherniva il messia con le mani legate...che messia era quello, con le mani legate ?
Nuovamente il condor lo contatta e gli invia un ologramma del Padre .

Un flash , come si dice oggi. Discernimento,... infine.. Questo grazie allo stato di calma che il Rabbi si impone.

Gli accusatori del rabbi avevano fretta. Molta fretta per paura che la popolazione scoprisse che le prove erano state forgiate allo scopo, per esempio. O che anche così chiedessero la sua liberazione.
All'epoca, anche un essere, che viveva incarnato, e che agiva in quanto energia di pace in altre regioni, fu ispirato ad andare a Gerusalemme in quei tempi.

Quando il Rabbi fu passato di mani in mani di accusatori, che non sapevano che fare di lui, poichè sapevano chi egli fosse e avevano paura di rappresaglie astrali. In verità nessuno aveva il coraggio di firmare la sua sentenza. Chi ama le tenebre solo agisce sordamente, Non ha il coraggio necessario per assumerla senza i veli della dissimulazione.

Si ebbe un giudizio con le supposte infrazioni che egli avrebbe commesso. Questo fu fatto da persone legate a lui, alcune persone conosciute, o che lo videro crescere, o che crebbero insieme a lui.

La paura di assumere e firmare la sentenza di giudizio, fece sì che i suoi accusatori trasferissero alla comunità la decisione sulla libertà di un prigioniero, senza molta chiarezza rispetto alla sua identità o al crimine che avrebbe commesso.


E quando , dopo, questo fu fatto, fu solamente perchè già avevano infiltrato persone camuffate nel mezzo della popolazione, perchè gridassero e chiedessero la sua morte.

Poichè Barabba, non costituiva pericolo, posto che non aveva il potere del rabbi, tutto fu orchestrato in questo modo. Là, nel mezzo della popolazione, là davanti, c'era una donna che non amava Maria di Nazareth. Una mortale invidia corrodeva l'interiorità di quella donna per il fatto di essere stata Maria la madre del rabbi. Una Maria semplice e comune.

Ella pure gridò" crocifiggilo". Ancora carica questa invidia di Maria. E ella fece coro, tante volte quante riuscì nei gridi di "crocifiggilo" per mostrare a Maria che non l'amava; per farla soffrire.


Esattamente così avvenne.

Con veemenza, questa donna stimolava gli animi già esaltati, di tutti quelli che le erano vicino perchè voleva colpire Maria di Nazareth.

Il rabbi, in un certo momento, la guarda e, allora le abbassa la testa e si allontana, con paura terribile. Paura di ciò che aveva finito di fare per sapere delle conseguenze, anche se intuitivamente. paura per quello che avrebbe raccolto visto che ha permesso all'invidia di soppiantare la solidarietà. Sentì paura non del maestro, ma di sè stessa e dei sentimenti che aveva dentro di sè.


la coscienza di chi fà ciò che non deve sempre genera paura davanti alla sua vittima. La stessa paura che fece che ella accusasse maria e il Rabbi  come accusò.

il Rabbi guardava appena per vedere che stava con tanta energia violenta, guardava come qualunque umano avrebbe guardato, malgrado avesse poteri divini. Guardava e vedeva molti di quelli che prima erano sempre vicini, conversando e sviluppando l'amore. Di questi, alcuni chiedevano la sua libertà, e altri, la sua crocifissione, portati dalla maggioranza, senza voler pensare in quello che facevano.

Come lui non si curvò, e attendeva l'azione dei suoi mentori, e in qualche modo gli dessero il supporto necessario, o liberandolo da quello o allora rendendo soavi i suoi dolori.
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Attendeva allora in silenzio, senza esaltarsi, senza reclamare la sua innocenza, senza spingere nè disperare, perfino perchè egli sapeva che se il supporto non fosse avvenuto (come non venne) egli avrebbe dovuto sopportare tutto da solo e la disperazione è il cammino errato per questo. In momenti di afflizione, meglio il silenzio.


Questo infuriava sempre più la popolazione che assisteva ai giudizi, perchè non concepivano qualcuno senza paura. Ancor più essendo innocente. Volevano che il rabbi desse spettacoli aumentando così la platea che chiedeva la sua crocifissione. Questo infuriava chi lo condannava, perchè non lo vedeva piegarsi.

Deliranti per la forza del Rabbi, se avessero lasciato la situazione com'era, sarebbero rimasti demoralizzati. Allora già come spiriti reclamando sangue, bene come per la quantità dell'astrale che non lo volevano lì, nel fisico. Incarnati o no, tutti volevano il sangue. E sarebbe al tempo stesso, una dimostrazione di comanda di più. Allora ordinarono la flagellazione.

in quei momenti, il Rabbi si aprì nella luce astrale e chiuse tutti i campi attorno, non permettendo che nessun essere oscuro arrivasse vicino, in astrale, e succhiasse la sua energia in forma di sangue.

Come i disincarnati non raggiunsero i quello che volevano, rimasero ancora più confusi  e influenzavano gli incarnati, e le flagellazioni persero il conto.

Maria agonizzava, andando. Sapeva che era troppo tardi. Il suo corpo sentiva esattamente ogni frustata.

Sudò anche sangue, anche se meno perchè Gabriel era al suo fianco aiutandola.

Pianse sangue , e Gabriel asciugò ogni lacrima.

Non diceva una parola.

Perchè sapeva.

In quanto a questo, il rabbi già senza forze, chiama allora il padre, per la prima volta ( perchè mi hai abbandonato ?)


Altra lacrima. Silenziosamente, nella sua anima. la terza lacrima.

Di questo tipo di lacrima che stò parlando, è la terza che rotola sul volto.

Tre lacrime. Tre sofferenze. Tre tempi. Tre fasi. L'umanità ha deciso. Così sarà.

I suoi accusatori, non rimasero soddisfatti, perchè lui non aveva gridato, chiedendo clemenza. Se avesse domandato, gli sarebbe stata concessa, solo per mostrare che chi comandava erano loro. Ma il Rabbi già non si interessava più.

E nel silenzio, egli rispose " facciano ora quello che vogliono... già si è compiuto !".

Egli non avrebbe chiesto perdono per i crimini non commessi.

( E non si sarebbe piegato dinanzi  a quelli che si torcevano le mani precedendo il momento in cui egli avrebbe invocato pietà, perchè allora, i suoi accusatori si sarebbero atteggiati a signori pietosi e gli avrebbero concesso il perdono)


Egli si eresse in energia e guardò alcuni che gli fu possibile guardare.

Fu allora un momento cruciale. Andavano a liberarlo. ma sapevano che era troppo tardi. Andavano a consegnarlo a sua madre, ma percepirono che erano andato oltre nella loro dimostrazione di potere. Compresero allora lo sguardo del Rabb. Tutto era compiuto. E tremarono dalla paura, anche mascherando perchè nessuno notasse.

Anche così  non volevano ammettere, nè da sè stessi, che il Rabbi era proprio l'energia del creatore in forma fisica. Allora dettero seguito alla vigliaccheria generata dalla paura. Crocifiggerlo. perchè , in un vano tentativo di togliere la colpa da sè stessi, e convincersi che lui meritava. E combinarono in molte conversazioni, spogliando alcuni avvenimenti in modo che il Rabbi sembrasse proprio aver commesso i crimini che gli furono imposti. E anche dicevano dei suoi apostoli e familiari lo stesso, per giustificare davanti a sè stessi  e a tutti che lo fecero in osservanza alla legge. Come se questo fosse verità.

in quei momenti in cui nessuno sapeva cosa fare, al tempo stesso era meglio eliminare la prova della colpa, Ponzio si lava le mani. trasferisce al popolo la responsabilità, pretendendo illudersi che facendo questo non avrebbe aggiustato i conti in futuro.
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Furono momenti in cui i colori si riunirono e la Sacra geometria del creatore fu stampata per chi avesse voluto vedere.
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Condor e il suo equipaggio mutarono a colore azzurro. Appoggiando la Giustizia che sarebbe venuta a terra in forma umana. Provvidenze cominciarono ad essere prese, già in quel momento.


In quanto a questo, l'essere che era stato ispirato per andare a Gerusalemme,  sapendo che ci sarebbe stato un giudizio di criminali e che il popolo avrebbe scelto tra due. Non c'era idea di quello che avveniva. Quando fu in mezzo al popolo e vide la scena, rimase terrorizzato, e sentì un malore e cercò una strada calma, dove si sforzò per calmarsi. Egli aveva riconosciuto quel fratello che conosceva come Sananda.

Non comprese ciò che stava succedendo, ma intuitivamente, cercò di restare vicino, per fare il possibile, anche se fosse poco. Allora egli vide le condizioni in cui stava il Pianeta in quell'epoca. E cominciò a percepire i motivi della sua prossima venuta, ricordando che il suo incontro con il rabbi era fissato dal Cosmo, per i più nel futuro, e non in quella forma.

Segue il rabbi con la sua croce. Erroneamente cristallizzato un significato di accettazione della sofferenza.



La giovane, a cui Maddalena aveva chiesto di tornare, arriva in città e viene a conoscere l'accaduto, e piange disperatamente cercando il Messia. E lo vede, nel momento in cui la croce le viene messa sulle spalle.

Maddalena incontra il gruppo di maria e dirigendosi in città il più rapidamente possibile.

Arriva la notizia nella casa dove alcuni discepoli si trovavano, e quelli che erano là si impauriscono temendo per la propria vita.

Pietro và in città per conferire informazioni, perchè non voleva accettare che avrebbero ucciso il Maestro. Era inconcepibile per chi solo amava, come lui, morire in quel modo.

Bartolomeo andò pure e tentò di parlare con persone influenti per liberare il maestro. Ma nessuno voleva conversare sull'argomento. Era qualcosa come tabù. E Bartolomeo non riuscì a contattare nessuno che all'inizio, in altre occasioni lo avrebbero ricevuto nelle loro case.

Fù allora che egli comprese i "sepolcri imbiancati" del Maestro. Al comprendere che le persone vivono di apparenze. Al vedere lì una situazione delicata e tutti pensando alle apparenze, nell'esterno bello e dipinto. Ma l'interno ?

Quando la giovane che stava con il panno di tessuto e cui Maddalena chiese di asciugare il sudore del Maestro, lo vide in quello stato, ebbe uno schock. Si sedette al suolo e pianse tutte le lacrime del suo dolore.


Il panico astrale instaurato. Avevano coscienza di ciò che stava accadendo, dell'alta gravità delle azioni degli incarnati, e molti venivano dalle navi, a centinaia sul posto. L'ombra si attiva.

 
L'inferno si installa in Terra.

Il Creatore decretò: Cadrai. Cadrai e ti solleverai in tre tempi.

Gli Elohim compresero la situazione sofferente del Pianeta  che loro crearono. E allora , insieme ad altre energie, cominciarono ad esser prese provvidenze. Fu rispettato il diritto di scelta delle umanità di quell'epoca, fisica e astrale. Ma il soccorso al pianeta sarebbe stato dato.

E così restò scritto negli universi. E che ciascuno sappia che tutto è stato ed è registrato.

Maria arriva in città e già soffrendo i dolori del figlio, và là dove lui è, e lo vede, con la croce sul dorso.

Ella guarda quegli  e dice "io ti amo". E si abbracciano. In spirito, si uniscono nell'energia pura che sono. Egli a sua volta , alza gli occhi e comunica con Lei.

lei non poteva far nulla, nonostante abbia tentato così come Bartolomeo.

Prima Lei era ricevuta dai sacerdoti, anche essendo donna, cercò i conoscenti, inclusi quelli di suo marito perchè, intercedessero insieme agli altri che a loro volta avrebbero potuto intercedere, fino a che qualcuno potesse contattare alcuni governanti chiedendo di liberare il Maestro.


Non riuscì.

E fu il Rabbi a portare la sua croce. In una deplorevole parte della storia dell'umanità terrestre. Parte di sofferenza. Non sò chi soffrì di più in quell'epoca. Ma non è difficile sapere chi soffre più  attualmente.

Ma di fronte, in una parte del cammino, il giovane che aveva riconosciuto il maestro, vedendo la perdita fisica, passa a fianco di una giovane che aveva un recipiente di acqua, egli prende una conca o qualcosa di simile dalle mani della giovane la riempie d'acqua e tenta in un gesto d'amore e rispetto per quell'essere, di offrirgli l'acqua.

Il centurione, uno di quelli che erano di guardia al lato del Rabbi, con la propria spada  getta a terra la conca dell'acqua e minaccia di prendere il giovane, che a sua volta preferisce allontanarsi per vedere ancora cosa può essere fatto. Soffre dolorosamente senza poter fare molto.

Così come gli altri che furono fedeli al maestro, e lì rimasero, senza paura di essere incriminati.

Questo momento di leggera confusione fece s' che la giovane che stava piangendo con il panno nella mano si riprendesse dallo shock in cui si trovava  cominciando a seguire il corteo.  Senza sapere giusto il motivo. ma sentiva che doveva accompagnare il Maestro.

Ad un certo momento, procede più leggera di tutti e resta ben davanti dove passa il corteo, e quando il Rabbi passa, lei corre, sfuggendo la vigilanza e và vicino a lui, e allora asciuga, non il sudore, ma il sangue e e le lacrime nel suo panno.

Maria stà male ed è raccolta in una casa di conoscenti. Maddalena tenta riunire gli apostoli, tenta un piano, due piani, diversi, per liberare il Maestro da tutto quello. Per chiedere ai suoi accusatori che cessino con tanta sofferenza.

Molti luoghi dell'universo sentirono  il dolore di quelli che erano quì, in quel momento.

Tutti sono Uno.

Il Rabbi  passa lungo il cammino e ancora ascolta i cinismi e le oscenità delle persone.

Molte di loro che egli curò gli dicevano " tu mi hai curato... perchè non fai qualcosa per te ?" Molti domandavano questo con sincerità di cuore perchè volevano che si liberasse da quella sofferenza.
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E cos' fu, .............

Quando Maria si fà sotto, ella accelera i passi per seguire il corteo e così và silenziosamente.

Un amico sentiva tanto il dolore del Rabbi, e in uno dei suoi inciampi, si mise ben visibile al centurione più vicino, perchè avrebbe chiesto  di aiutare a caricare la croce, appellandosi alle condizioni del Messia. Non ci fu bisogno manifestare la richiesta, perchè il centurione anticipò le sue parole chiedendogli di fare questo. E allora, nei momenti in cui gli fu permesso, egli restò ben vicino al maestro, passando a lui tutta la sua energia, e in poche parole, parlava e gli dava animo, tutto in modo impercettibile.

Il rabbi guarda lui e dopo Maria e Giovanni, come per dirgli " fai questo con loro pure".

La donna  che invidiava mortalmente maria vedeva la sofferenza stampato sul volto. Ella non ammetteva che persone comuni come maria e Giuseppe potessero aver avuto come figlio il Messia.

Al di là di tutto il dolore del momento, e della reazione cinica di molti che avrebbero potuto essere veri amici ma si sono trasformati in suoi aguzzini, ancora  contava con antipatie personali al suo essere per essere la madre del Maestro.  Ascoltò alcune parole che gli furono dirette " egli non è nessuno" "tuo figlio è niente" "tu sei un imbroglio" " una persona come te non avrebbe un figlio messia". E cose cos' Maria ascoltò all'apice de suo dolore di madre.

Continuò andando, e portò la sua mano sinistra al cuore e fermò la donna soavemente e le chiese "consegna a me i tuoi dolori, le tue lacrime...mettile nella mia mano." Dopo segue il corteo, lasciando dietro la donna.

L'angelo Gabriele sempre con Maria. Invisibile già in questa epoca, perchè non c'erano condizioni nel fisico per manifestarsi di più. L'angelo Rafael cercando fare il possibile per aiutare.


Fratelli spirituali più vecchi cercavano di addolcire l'aria, riscaldare, con gli esseri della natura, gli uccelli ed altri animali, di tutto il pianeta, perchè tutti sentivano qualcosa di molto tenebroso avvenire.

le energie, gli elementali dell'acqua dell'aria, terra e fuoco desideravano ritirarsi dal Pianeta, poichè non pretendevano più aver cura di quelli che avrebbero assassinato il Rabbi. Sono quì ancora, sostenendo la vita degli abitanti. Perchè malgrado abbiano desiderato andar via, sapevano che dovevano restare. Che avevano molto da fare in quell'epoca e in futuro.

Sforzi umani messi in pratica senza successo per la liberazione del Rabbi. Anche se la situazione in sè era già stata decretata dall'azione turpe di chi ha preso le decisioni.

In un flash, il rabbi vede l'aquila e il condor volare ben alti. Anche se vicini. Sà che sono le ultime ore. Allora chiede a Giovanni di aver cura di sua madre, poichè sà che lei sarebbe perseguitata e tormentata se restasse lì. Lei e fratelli minori. Ricorda a Maria il futuro di Giovanni e chiede a Lei di aiutarlo quanto possibile.
I tre. In pensiero si comunicano,  in un gesto ultimo di amore e fede nell'amore.

Qualche secondo. Allora , il Rabbi, (ferite aperte in tutto il suo corpo), guarda verso il cielo e domanda ora, "perchè mi hai abbandonato ?".

In questo momento, lui esce dal corpo. Momento supremo di dolore. Egli è ritirato. E il soldato è ispirato allora, già che era possibile, compier un testo che era stato scritto nella Bibbia. Allora, il soldato colpì il cuore perchè non soffrisse più. In questa frazione di secondi, Maria e Giovanni sostennero l'energia astrale del Maestro, mentre lui si staccava da essa e si ritirava nei suoi corpi sottili.

Così si  sciolse l'energia del Rabbi in forma diretta e senza traumi per lui.

Il Rabbi passa per un periodo di ristrutturazione e dopo giorni terrestri, torna e fà le sue apparizioni.

La vita vince la morte ! L'amore ha già vinto !