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Un canto di lamento di un guerriero in pieno campo di battaglia
Con relazione alle fasi di ristrutturazione perchè la vita si ristabilisca in questo villaggio, in tutta la pienezza divina manifestandosi in ciascuno dei suoi abitanti che resteranno abitandola, esse, queste fasi si stanno annunciando sotto lo sguardo attento del guerriero e sotto lo sguardo disattento della maggioranza.
Che c'è qualcosa di errato che stà accadendo nel villaggio con e tra gli abitanti questo molti già lo hanno compreso. Hanno compreso incluso ciò che c'è di strano: le profezie delle due ultime decadi, approssimatamente non si sono realizzate.
L'insicurezza e la disperazione cominciano a manifestarsi. Esso, il timore esagerato, sempre è stato nel mondo interiore della maggioranza degli abitanti, ma loro lo manifestavano dissimulato di forme aggressive, ostili gli uni agli altri. Mentre, con gli ultimi avvenimenti veicolati dai media di questo villaggio, il timore si ingigantisce tra gli abitanti. Non sanno che fare davanti agli eventi.
Gli amministratori, hanno avvisato, in tutte le voci, in tutte le lingue, in tutti i mondi di questo villaggio perchè riprendessero il cammino di mezzo, dell'equilibrio. Gli abitanti, molti pseuto-saggi, pseudo-maestri, pseudo-gurus, pseudo-scienziati, pseudo-profeti,etc non gli hanno dato ascolto. Ora accade che per quanto abbiano detto di sapere, non sapevano.
Esistono territori in questo villaggio, i cui abitanti si sono accomodati sulla profezia che questi territori avrebbero collaborato molto con gli altri, nel futuro. E con questo hanno incrociato le braccia nel senso della lucidatura del proprio spirito, ed hanno lasciato un governo non governato nelle loro politiche sociali, di governo, educazionali, tra le altre. Tempi addietro , gli Amministratori decisero di ritirare la mano che proteggeva questi territori di questo immenso villaggio; il degrado aveva raggiunto livelli altissimi e loro, gli Amministratori, non sarebbero più intervenuti. Ora gli abitanti di questo territorio aggiusteranno pure i conti con gli Amministratori. Infine , gli fu dato un territorio benedetto di risorse naturali e agricoltura esuberante, perchè ne avessero cura: non lo fecero, nè lo fanno ancora, al momento.
Negli ultimi tempi, gli Amministratori, parlarono, ripetute volte, che la Giustizia si era manifestata in questo villaggio, anche in forma fisica. Si rise degli Amministratori. E ora ? Ancora ridono di loro? Ancora li lapidano?
Faranno che cosa con loro? Infine non furono loro a degradare il villaggio. Che ogni abitante pensi questo: non sono stati nè gli Amministratori, nè i primi abitanti nè i pochi guerrieri che ancora sono in piedi, che hanno distrutto il villaggio. Pensino questo, abitanti !!!!
Gli abitanti di questo immenso villaggio, ben più specificatamente gli abitanti di questo territorio che si dice come territorio del futuro, hanno avuto tutte le opportunità, incluso quelle di vivere con alcuni di questi Amministratori, hanno preferito schernire, dileggiare, assassinare, bruciare nel fuoco, tanto nelle epoche antiche come attualmente continuano a fare questo e molto di più, usando ora, l'esclusione, il preconcetto, il cinismo, le ingiurie, le calunnie e molto di più contro questi Amministratori.
I guerrieri che si trovano in questo villaggio, aiutando la ristrutturazione seguono i loro cammini. Ed anche stanchi vivendo le loro vite solitarie sanno che ci sarà
"Un canto di lamento di un guerriero in pieno campo di battaglia. Ma l'importante è proprio il differenziale di un essere guerriero: è il fatto che anche con tutta la carica che solo lui percepisce, egli trova ancora forze per continuare i propri obiettivi. ma sente la necessità di fermare, analizzare e cantare la sua malinconia per la grande tragedia che vive, una forma di portarlo alla realtà e di esprimere i suoi sentimenti più profondi, per più forti che siano, ed esteriorizzare le emozioni, respirare a fondo e seguire" (Marcelo"Anthares").
Mentre questo, gli abitanti di questo villaggio cominciano a percepire, e a cogliere, veramente, la disattenzione con cui l'hanno trattato sin da quando sono cominciati ad arrivare e ad abitarlo.
25.04.2008
Questo villaggio ha molte storie. Di eroi che si fecero umani e di umani che riuscirono ad essere eroi.
I libri che registrano il passaggio del tempo in questo villaggio narrano e narrano le loro storie. Libri questi che relazionano gli usi e costumi di questi abitanti sin dai tempi più remoti. E pure molte cose nel senso di allerta perchè migliorassero un poco la loro condotta.
Accadde che si modificò. ma la maggioranza non si preoccupò di questo e seguì lo stesso andare. Quasi la totalità dimenticò cosa accadde, ma le caratteristiche che caricarono permangono intense, rivelandosi nella vita che hanno.
Divisa in territori, ciascuna area ha il suo governante, la sua religione, i suoi usi e costumi, tutto conforme a quanto la popolazione desidera e accetta. A causa di questo, c'è una diversità enorme in relazione a tutto questo, e le popolazioni non si intendono tra loro, poichè ogni società di queste si auto definisce la migliore e le altre dovrebbero copiare il loro sistema di vita. E così guerre senza fine esistono sin da quando questi abitanti arrivarono.
Fu stipulato dagli Amministratori un tempo perchè tutti si sollevassero nelle loro vite e ricominciassero a comportarsi con etica, rispetto e tutto quanto significhi miglioria di sentimenti e comportamento. Dopo di questo tempo il villaggio sarebbe riorganizzato , restando solo in esso chi avesse avuto il diritto per essersi migliorato, così come i primi abitanti che già possiedono questo diritto acquisito.
E attualmente, stà avvenendo la riorganizzazione. Pochi abitanti stanno percependo questo. La maggioranza degli abitanti non sà che questi Amministratori esistono, perchè non hanno ricevuto informazioni coerenti rispetto al villaggio che li accolse.
Ma le informazioni esistono. E' solo per gli abitanti sforzarsi un pò di più e le troveranno. Alcuni già le stanno cercando. Altri già le stanno trovando. ma tutto impiega il tempo necessario perchè non c'è come desiderare che il proprio tempo investi sè stesso.
Ciascuno cammina in accordo al proprio passo. Ciascuno scopre il frammento della verità che gli compete scoprire in quel momento. Non esiste come saltare. Superare fasi. bruciare tappe. La natura insegna tutto questo tutti i momenti, per colui che diminuisce la velocità o perfino per un poco e la osserva più lentamente.
Così pure è con questo villaggio e i suoi abitanti. Non ci sarà bruciature di tappe. Gli amministratori iniziarono già il processo di ristrutturazione, trasmettendo le loro conoscenze, che sono più elevate di quelle degli abitanti. Questo è uno dei procedimenti tra molti già adottati ed altri che saranno adottati.
E i
procedimenti sono le fasi dentro le fasi che si succedono le une alle altre, in
forma sottile e inesorabile.
19.04.2008
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... continua ...
Chi sono questi amministratori ?
Io li chiamo amministratori perché si abbia una lieve nozione di ciò che loro
rappresentano. Del potere che loro hanno, tanto in relazione a questo villaggio
come in relazione ai villaggi prossimi inclusi pure i più lontani.
Non sono veri amministratori. Sono quelli che conoscono, di fatto, l’origine e
la fine. L’Alfa e l’Omega. Le loro storie sono registrate in ciascun villaggio
dove stanno sempre operando, prestando aiuto a chi chiede, necessita, accetta e
lavora sempre la sua vita in cause di crescita interiore, con obiettivo la pace,
sempre e sempre.
Le loro storie, in molti villaggi, sono state trasformate in leggende, tanto
incredibili sono. E per essere incredibili, fantastiche, divine, le impronte dei
loro passi che vengono lasciate dove passano, molti villaggi hanno creato
leggende negative a rispetto, facendo in modo che gli abitanti ne avessero
timore.
Loro hanno il SAPERE. Questo è ciò che li differenzia dagli abitanti di tutti i
villaggi. Loro dedicano le loro vite per risvegliare e sviluppare il SAPERE.
Solo questo. E questo “solo questo” li trasforma energie che se usate, anche una
frazione di secondo, loro possono infuocare qualunque villaggio, in frazioni di
secondo.
Questi amministratori sono conosciuti in tutti I villaggi dove stanno agendo ?
Uno o l’altro hanno già sentito parlare di uno di loro, o due, ma non hanno idea
esatta di chi sono e creano costumi, definizioni ben al di sotto di ciò che loro
sono. Mentre, alcuni altri villaggi li conoscono molto bene, convivono con loro
da pari a pari. Sanno chi sono loro. Perché questo è il loro obiettivo: aiutare
tutti a sviluppare il SAPERE dentro di sé. E non si sentono migliori di nessuno,
perché lo sono, ma si collocano sempre al servizio di solidarietà al fine di
migliorare le condizioni di vita nei villaggi.
In situazioni come quella di questo villaggio, il cui stato di putrefazione, già
è avanzato al punto del male odore estrapolare le frontiere, è più difficile per
loro arrivare ed essere accettati, essere ben ricevuti, poiché gli abitanti li
tengono come nemici o lunatici, e le conoscenze che portano, in tutte le aree
della vita sociale, non sempre sono accettate.
L’abitante che ha già percepito di vivere in forma non positiva, e che abbia
ricominciato a riscattare i valori più elevati, anche senza accorgersi, capta,
dentro le sue possibilità spirituali e fisiche, le vibrazioni elevatissime che
questi amministratori lasciano nell’aria del villaggio. Tutti siamo energia. Ed
è sotto forma di energia che molti degli insegnamenti di questi amministratori
sono diffusi per il villaggio, una volta che usassero la voce, per esempio non
saranno ascoltati. Perché gli abitanti dei villaggi non vogliono ascoltarli ed
anche per la difficoltà di ascoltare qualcosa che non sia primitivo come è tutto
in questo villaggio, malgrado l’apparente civiltà.
Questi amministratori non obbediscono ad una gerarchia, perché questo non esiste
tra loro. Dove l’ ordine e il rispetto regnano sovrani, non c’è necessità di
“capi”. Mi riferisco agli amministratori che già hanno sviluppato in sé il
SAPERE, perché esistono gli apprendisti, che sanno meno, e quando è possibile,
li accompagnano per raggiungere voli più alti in quanto al SAPERE. Ma non ci
sono “capi”, “comandanti”, o qualsiasi altra cosa in questo senso. C’è ORDINE”.
E con questo, il buon senso è percepibile nelle loro decisioni che mai sono per
ferire chiunque sia. Sono auto sufficienti nelle loro azioni, malgrado quasi
sempre, agiscono insieme. Non feriscono le stesse leggi che crearono e resero
obiettivo la Giustizia Piena e Assoluta.
Conoscono esattamente l’ambiente che troveranno nel villaggio e dove si
dispongono ad aiutare. Sanno cosa vanno ad incontrare, e le difficoltà che
circonderanno i loro passi. Sanno, incluso che molte volte dovranno abortire i
loro compiti ed uscire dal villaggio, per ritornare, tempi successivi, in altro
tentativo ed ancora altri e così indefinitamente, fino che il tempo determinato
da loro perché l’ordine sia ristabilito si approssima. Allora non ci sono più
ritardi. Né perdono. Eseguono i loro compiti perché sanno che è quello che
devono fare.
Per questa imparzialità che gli caratterizza le loro vite sono incompresi dai
molti che ancora stanno in un franco stato di vita primitiva, anche se
presentano un progresso, come è il caso di questo villaggio sul quale dipingo un
poco la sua storia.
Pe il senso dell’ordine con progresso che loro svolgeranno, non sono ben visti
da alcune fratellanze e perfino da organizzazioni militari e religiose di altri
villaggi. Molti dei rappresentanti di queste istituzioni, in verità non amano il
potere che sentono in questi amministratori. Non amano, restano risentiti,
ingelositi, davanti al SAPERE di questi amministratori, e per non accettarli,
fanno di tutto per denigrare le loro vite.
Questi rappresentanti
non ammettono per esempio di
non conoscere tutti questi amministratori, e non sapere in quali villaggi stiano
agendo. Ossia, questi rappresentanti sentono, sulla propria pelle, che non hanno
il SAPERE di questi amministratori, e si sentono feriti nelle loro vanità.
Ed ancora: questi rappresentanti di questi ordini religiosi ed altre
organizzazioni degli altri villaggi desiderano dominare questi amministratori,
per estrarre loro tutta la conoscenza che loro hanno. Molti desiderano usarla a
beneficio proprio, e altri, per controllare e dominare altri villaggi.
E si infuriano per non riuscire a mettere
le loro mani su nessuno di questi amministratori. Che sono quelli che sono
perché hanno lavorato le loro vite in cerca del SAPERE, e non nel domino di
villaggi, come alcune di queste organizzazioni fanno. Per questo, in un certo
modo, questi amministratori sono le persone più ricercate in molti villaggi.
Sono cacciati, in alcuni di essi.
Molte volte, per evitare di abortire i loro compiti ed avere bisogno di uscire
dal villaggio, anche se temporaneamente, loro hanno bisogno di usare il SAPERE
che hanno e creare meccanismi di
difesa della propria vita, azionando il loro potere mentale per mantenersi vivi
davanti alle avversità. Non fingono né per sé stessi né per nessuno, e quando
sono in villaggi ostili, come questo del quale traccio un profilo, rivelano le
loro fragilità e le loro difficoltà per sostenere la propria vita. Mai si
mostrano di più di quello che sono, mentre hanno una forza non comune che li
spinge sempre in avanti, anche se hanno sete, fame e freddo. E molti , oggi
vivono in questo modo: sono obiettivi dell’ambiente ostile nel quale si trovano.
Ma persistono nei loro obiettivi della Giustizia.
09.04.2008
Prima di commentare sulle possibili azioni degli amministratori in vista del
caos che già si presenta nel quotidiano di tutti gli abitanti di questo
villaggio, torniamo un poco nel tempo e ricordiamo alcune cose.
Ho commentato pure dei volontari che sono stati su questo villaggio, con il fine
di aiutare nel recupero dei valori divini, visto che la vita lì già presentava
un elevatissimo livello di degrado.
Sappiamo già che gli amministratori sempre sono stati vicini, condividendo pure
stili di vita molto migliori di quelli condotti dagli abitanti del villaggio.
Sappiamo pure che i primi abitanti di questo villaggio coltivavano questi stili
di vita che apprendevano dagli amministratori. E questi altri volontari, che non
facevano parte di nessuno dei due gruppi (amministratori e primi abitanti)
crearono fratellanze fuori dal villaggio
e per dirigersi là, installandosi, anche con l’obiettivo di aiutare in
quello che sapevano, che non era molto, ma era più di quanto sapevano gli
abitanti di questo villaggio. Ma con il passare dei tempi, molti di questi
membri delle fratellanze finirono con accettare i costumi del villaggio come
essere i migliori. Molti cominciarono a vivere esattamente come i locali (quelli
stessi che loro sono stati ad aiutare ad elevare la qualità della vita).
Attualmente, la maggioranza di questi che furono al villaggio ad agire nel
nome dei propri ordini religiosi o militari, finirono con coinvolgersi in tale
maniera con la vita quotidiana che sono con lo stesso livello di energia degli
abitanti. Anche loro si sono degradati.
Già non sanno più nulla di sé stessi, avendo dimenticato chi sono e cosa sono
venuti a fare. Ma quasi tutti non ammettono questo e con le loro azioni superbe
stanno guidando gli abitanti, con cui loro mantengono contatto, per lo stesso
cammino del degrado che hanno scelto. Alcuni si auto definiscono saggi, maestri,
e altri titoli che massaggiano le loro vanità e li aiutano a continuare la
menzogna su sé stessi e sulla realtà del villaggio.
I primi abitanti?
Osservano tutto, accadere, ma non restano a braccia incrociate, anche se vivono
nascosti ai crudeli abitanti invasori. Proteggono i puri di cuore che ancora
esistono in questo villaggio, e sono ben pochi.
Gli amministratori?
Osservano, pure tutto questo avvenire sul villaggio. Proteggono i suoi che sono
lì, Incorruttibili malgrado tutta la corruzione esistente là. E questi
proteggono i fratelli più nuovi, insieme ai primi abitanti.
I signori dei territori e I loro cittadini temono molto gli amministratori e i
primi abitanti, perché conoscono i loro errori. Questi signori hanno creato
leggende e leggende su di loro perché tutti non li cercassero, non li aiutassero
quando sarebbero stati là. E gli abitanti hanno creduto in queste leggende e
attualmente, tanto gli amministratori come i loro protetti ( i primi abitanti)
sono considerati come persona
non gradita davanti al villaggio.
Proprio così, entrambi continuano, irriducibili nei loro propositi di salvare
ciò che resta dell’area fisica di questo villaggio.
Chi sono questi amministratori?
Alcuni di questi amministratori cominciarono ad andare in questo villaggio per
aiutare gli abitanti ad intendere un po’ di più, le scienze, la filosofia,
morale, infine ad aiutarci a vivere meglio sin dai tempi più remoti.
Anche altri volontari si disposero per aiutare, ed comparivano a volte e
convivevano con gli abitanti, con l’intenzione di portare nuove conoscenze.
Tutto lo sforzo fu offerto perché tutti gli abitanti, persone che non avevano
ancora coltivato la decenza, la morale, il rispetto, etc potessero scoprire e
aggregare questi valori alle loro vite. Ciò
nonostante, tanto gli amministratori del villaggio come i volontari mai
hanno ottenuto accettazione. Per quanto bene intenzionati erano, le conoscenze
che portavano non erano di interesse degli abitanti, che preferivano continuare
nelle monotonie delle loro vite, senza cercare qualsiasi miglioria.
I signori di questi territori nei quali fu diviso il villaggio, non volevano in
alcun modo, che i loro cittadini scoprissero che c’era una vita migliore al di
fuori di quella che le proponevano, perché se loro l’avessero scoperto, questi
signori avrebbero perso il controllo che mantenevano e mantengono su tutti.
E i secoli passavano, ma la situazione morale di quel villaggio solo peggiorava.
Per quanto fossero migliorati con la civiltà, e non usassero più le mani per
alimentarsi, per esempio, anche così le loro condizioni di vita erano precarie.
E gli amministratori, instancabili, sempre visitavano il villaggio, portando
nuove informazioni, nuove conoscenze, cercando di mostrare agli abitanti che le
condizioni di una vita migliore dipendevano da loro.
Gli abitanti continuavano passivi dinanzi a come era la vita in questo
villaggio. Ciascun territorio aveva i suoi usi e costumi, ma qualcosa cominciò a
divenire uguale per tutti questi territori: una necessità di avere, avere e
avere. Con questo, gli abitanti dovevano lavorare tutto il tempo per acquisire
condizioni di comprare sempre.
Compravano perfino ciò che non era utile. Ma non resistevano e compravano,
compravano e compravano.
Siccome l’avidità era un sentimento coltivato da grande parte degli abitanti di
questo villaggio, essi non resistevano alle novità, anche se non le servivano in
nulla. E così accomunavano beni senza utilità per loro. Ma era costume in quel
villaggio. Ed ancora è. Comprare per possedere, e non comprare per la necessità
di quel bene di consumo.
Essendo questo coltivato sempre con maggiore intensità, gli abitanti che già non
osservavano le necessità dei loro fratelli più prossimi, ostruirono l’avanzare
della solidarietà nelle loro vite. Anche se già avevano tutto ciò che gli era
possibile comprare, anche così si rifiutavano di condividere, perlomeno ciò che
gli avanzava, con quei fratelli che non avevano le loro stesse opportunità.
E la disuguaglianza cresceva tra i territori. Cresceva pure tra i propri
abitanti in ciascun territorio. Alcuni avevano molto; pochi avevano quasi nulla,
e la maggioranza aveva niente, viveva sotto la linea della miseria.
Ma tutti vivevano nell’attesa di aiuto da Dio.
Mentre, quando lo ricevevano non lo accettavano. Ora gli amministratori del
villaggio, così come i volontari che lo visitavano sempre, e i primi abitanti –
essi erano i portatori dell’aiuto di Dio. Ma questi abitanti non accettavano in
alcun modo, e a volte, li espellevano dal villaggio, optando per la continuità
della mediocrità per secoli e secoli.
Ma, quanta incoerenza!!, molti si recavano ai templi per implorare Dio per
l’aiuto e respingevano quando l’avevano e continuano ad andare ai templi perché
è bello, tra i conoscenti, di esseri visti là ?
E andavano allontanandosi dalla religiosità. Intanto creavano sempre più
religioni che dominavano, esigevano donazioni e il non pensare di ognuno;
creando idee prossime al fanatismo che fornivano liti tra loro. Tra le religioni
esistevano guerre violente; guerre verbali, psicologiche, e perfino armate,
perché ciascuno difendeva e (difende) la sua religione come
l’unica e vera e il loro
desiderio era cambiare tutti, convertendoli alla propria presumibilmente
unica e vera e per questo motivo vivevano in conflitto. Ancora vivono
attualmente in grandi conflitti religiosi.
Non dovrebbe essere il contrario e i membri di tutte le religioni vivere in
armonia ? Se fossero vere in Dio, con certezza.
Ma gli abitanti di questo villaggio erano ancora gli stessi barbari di quando lo
invasero. Mutarono il loro comportamento sociale, nel quale sì si è avuto un
avanzamento. Ma era come uno strato di vernice su un legno rustico. Il
comportamento a partire dalle regole sociali era ben migliore, chiaro, che
quello dell’antichità. Ma era più di apparenze che verità.
Nell’ intimo della maggioranza la barbarie ancora governa i loro sentimenti,
che, fluiscono e si trasformano in azioni, per pochi, davanti agli eventi che si
succedono, a ritmo lento ma graduale. La maggioranza non percepisce che questo
stà avvenendo e presuppone che gli avvenimenti siano fatti isolati, conseguenti
della struttura di questo o quel territorio. Ma non tutto è occasionale. C’è
molto da considerare tenendo conto che ciascun abitante è energia e questa
energia si materializza dopo ogni emozione, e dopo ancora, quando questa
emozione si trasforma in una o in un’altra azione (sia in voce in
gesti/comportamenti). Questa energia che siamo e che esce da noi essa ruota il
mondo, e si congiunge alle altre energie simili che si sommano alle altre simili
e si intensificano sempre più. Questa energia è in costante movimento, ed in
qualche momento essa si incontra con voi nuovamente, ci avvolge, e influenza le
nostre emozioni e pensieri.
Cos’ è in questo villaggio. L’energia che circola là ha vari livelli, in
funzione degli abitanti. Sono essi i responsabili per ciò che avviene al
villaggio, anche se loro decidono responsabilizzare, per es, la Natura per
qualche evento.
Non intendono, e non vogliono intendere, che quando c’è una manifestazione della
Natura, è il risultato dell’energia che hanno manifestato e che stanno ricevendo
di ritorno. Quella stessa energia
che loro hanno dispensato in forma di emozioni e di azioni, in accordo con la
propria vita e la forma con cui sentono e agiscono con sé stessi e con il loro
prossimo.
Se avessero compreso , perlomeno questo,forse il villaggio oggi non starebbe
passando per quello che passa. E molte cose non accadrebbero. Ma non cambiarono
i loro sentimenti, non migliorarono la qualità delle loro emozioni, e continuano
barbari, crudeli, insani dinanzi alla Vita. Ed anche se ricevono di ritorno il
seminato, non si migliorano.
Gli amministratori del villaggio sanno che hanno fatto tutto quello che potevano
fare per aiutare, mentre, siccome tutto dipende da ciascuno, i risultati della
miglioria furono così piccoli che oggi, l’energia che domina questo villaggio è
la peggiore possibile.
Alcuni abitanti percepirono che gli orientamenti che gli amministratori
portavano erano ben migliori, e cominciarono allora a promuovere, nelle loro
vite, i cambiamenti che sentivano necessari per raggiungere la pace. Perché
scoprirono che vivere in pace è molto meglio che vivere in conflitto con tutto e
con tutti.
Cosa faranno gli amministratori a partire da questa realtà che è rappresentata
dai propri abitanti di questo villaggio ?
06.04.2008
Questo villaggio ha caratteristiche interessanti. Commenterò su di queste nello
scorrere delle materie che seguono.
Gli amministratori, che osservano tutto, studiano queste caratteristiche, perché
attraverso di esse, loro possano alzare il progresso di questo villaggio. In
altro modo, è stato ciò che hanno cercato di fare in migliaia e migliaia di
anni. Sin da quando tutto ha avuto inizio.
Sempre hanno cercato di aiutare tutti gli abitanti, e in una epoca in cui non
erano tanti. Con il tempo, sono giunti sempre più esseri da altre regioni, con i
più vari obiettivi, e si sono andati installando lì, creando religioni
differenziate in accordo con i propri stili di vita. Con questo, il villaggio
rimase diviso in territori, dove il libero transito cessò di esistere, e gli
abitanti di un territorio già non avevano le stesse facilità di comunicazione
tra loro, poiché parlavano pure lingue differenti. Ogni territorio
adottò una forma verbale di espressione, pure in accordo con i propri usi
e costumi.
Se tutti gli abitanti di questo villaggio avessero l’obiettivo di vivere
in armonia, sarebbe il paradiso, ma questo non era il loro proposito. Ogni
territorio ha sempre desiderato di dominare l’altro, e allora le guerre, che
sempre sono esistite, sono continuate per secoli. Il desiderio di un territorio
di dominare l’altro aveva origine per vari motivi, ed uno di questi era che solo
una razza di abitanti restasse nel villaggio, per avere il totale controllo
delle risorse naturali che erano abbondanti. Allora, ogni territorio desiderava
l’altro per la ricchezza naturale che gli era caratteristica.
Questa ricchezza naturale abbondante fu creata da questi amministratori per
offrire quanto di meglio ai primi abitanti, a quelli a cui consegnarono il
villaggio da abitare. Intanto con l’arrivo di massa dei vicini, essa cominciò ad
essere esplorata per la sopravvivenza. Ma la sua esplorazione non aveva criteri,
era più una depredazione che utilizzazione. E così, questo è divenuto scarso.
Quasi tutta la regione aveva una risorsa naturale più abbondante, che richiamava
l’attenzione delle altre regioni. Questo solo istigava più guerre, perché
ciascuna razza si preoccupava di restare senza condizioni di vita, allora creava
guerre contro uno o altro territorio, in accordo con le sue convenienze, metteva
in obiettivo il controllo di quel territorio con tutto ciò che esso aveva.
Per questo ciascun territorio guerreggiava con l’altro: per avidità. Per
possesso di quella risorsa che l’altro territorio aveva.
Gli abitanti di tutti questi territori vivevano massacrati, essendo massa di
manovra di questi leader, ed anche in disaccordo con la distruzione
che stava avvenendo, non facevano nulla per impedire per evitare. Non
esigevano dai leader il diritto di vivere. Indolenti lasciavano avvenire tutto,
malgrado sempre reclamando della situazione, sempre soffrendo tutte le
ingiustizie, ma non muovendo per trarre soluzioni.
La popolazione ha un potere gigante nelle mani, ma non ne fa uso, non prende
azioni di crescita, evoluzione sociale e spirituale, perché preferisce avere
qualcuno a cui obbedire; chi seguire ad occhi chiusi (anche quando pensa di
averli aperti), preferisce non avere da pensare, perché si è già abituato ad
inghiottire il pensiero degli altri, principalmente dei propri leader (di vari
segmenti della società del villaggio). Preferisce essere condotta per mano come
fossero bambini invece di scegliere il cammino che desiderano tracciare.
E così i secoli passarono, e gli amministratori, sempre attenti, portando a
questo villaggio il progresso in accordo con l’avanzare degli abitanti.
Intanto, quando questo progresso era materializzato nel villaggio, la situazione
mutava, perché non era utilizzato per il bene degli abitanti. I leader di questi
territori beneficiavano di essi detenendoli per sé, usufruendo di tutto il lusso
che acquisivano, e lasciavano il loro popolo ogni volta in condizioni
sacrificate di vita.
Era così che i leader governavano. Non dando ai propri cittadini condizioni di
vita con più qualità, perché loro non desideravano che questi cittadini avessero
conforto, evoluzione, visto che se questo fosse avvenuto non avrebbero più
potuto mantenere le redini corte, non avrebbero potuto mantenere tutti al
capestro, sotto totale controllo, come mantengono ancora oggi.
Allora creavano condizioni di timore, insicurezza, per esempio, e così
manipolavano le emozioni dei cittadini in accordo alla loro convenienza.
Crearono condizioni che hanno favorito la miseria, a partire dalla
disoccupazione, dalle infermità create in vetro, e migliaia di cittadini, di
tutti i territori, senza eccezioni, vivono sotto la soglia della povertà, mentre
i loro leader vivono in palazzi.
I cittadini, per esempio avevano una attenzione medica precaria quando ammalati.
E il numero di ammalati è significativo, per le condizioni di vita imposta loro,
dove mancano perfino le basi. Ma i leader hanno il migliore servizio medico che
esista. Ed anche, quando hanno bisogno, ricorrono a quanto meglio di altri
territori. Ma i cittadini, aaaah !! questi soffrono terribilmente per ottenere
un’assistenza, ed è sempre la peggiore possibile.
Un piccolo strato della società di tutti questi territori hanno condizione di
avere una assistenza medica di qualità. Quando hanno bisogno. Ma non si
interessano della grande maggioranza che non l’ha. Molto piccola la quantità di
beneficiati di queste risorse. La maggioranza vive proprio senza confidare nella
prestazione di servizio.
Ma nemmeno così, sentendolo sulla propria pelle, i cittadini lottavano per una
vita migliore. Né le centinaia di morti, al giorno, per la scarsa attesa medica,
per omissione dei leader, per il disprezzo dei responsabili, sensibilizza questi
stessi, vittime di questo, qualunque mobilitazione, nel senso di una
moralizzazione, di maggior rispetto ai cittadini.
Perfino così le religioni create hanno ottenuto questo obiettivo, tra tanti:
mantenere sotto dominio gli adepti. Perfino anche gruppi di religioni che si
auto definivano non religiosi, usano la maschera della libertà religiosa per
imprigionare i membri, come bestiame nel recinto.
E così, i leader di questi territori mantenevano e mantengono tutti sotto totale
dominio. O quasi tutti, perché esistono abitanti, sparsi per tutti i territori,
che non sono d’accordo con la passività latente, e individualmente cercano
risvegliare negli altri cittadini una verità che già piatta davanti a tanta
illusione creata per mantenere tutti come schiavi di questi leader. Inclusa una
delle illusioni create fu esattamente quella di far sì che questi cittadini
pensassero di essere liberi nella loro forma di sentire ed agire. E loro
credevano in questo, e non percepivano che venivano ingannati.
I cittadini pensano di pensare. Mentre fanno esattamente quello che i leader
desiderano sempre. Solamente alcuni pochi cittadini percepiscono questo
accadere, perché la maggioranza è totalmente cieca a questa realtà.