Azul : Attualità dei Segni dei Tempi 3

E ora ?

Io ho continuato

Punto di equilibrio tra tutti i popoli

Dov'è la difficoltà nell'essere umani ?

Camminare e scoprire per non avere...

Il mio amico falco pellegrino

Chi non ha ascoltato è perchè non ha voluto

Un insegnamento di Maestro 

Era ora di divulgare gli insegnamenti

Camminare sui fiori soavemente

I miei custodi erano certi

...riconoscerla, bella, forte e luminosa...

Andiamo avanti !!

Per chi lo ha accompagnato...

Chi ha coraggio di lottare per la vita,lotti

Solo se mi toglieranno la voce

Dopo aver preso questa decisione dovrei....

Sarà corretta questa decisione ?

Bambini spirituali ?

CONSAPEVOLEZZA Cambiare le mie convinzioni
Continuare perchè ? Questo è il mondo in cui stiamo vivendo Frammenti di attenzione
Dei Seguire il mio destino Stare insieme a te
Non sappiamo nulla...    

 Contatto: nao_desisto2@yahoo.com.br

 mercoledi, 04 aprile 2007

E ora ?

Non sono arrivata alla fine della mia ricerca. Esistono molti passaggi ancora. Il mio orizzonte è infinito, come è infinito l'orizzonte stesso. Non è tracciato da concetti incompleti degli umani, ma orizzonte cosmico.

 

Se tu sei giunto sino quì, grazie per non avere preconcetti e per avermi accompagnata in questi passaggi della mia giornata.

Se tu hai trovvato folli queste relazioni, chissà se con tutta questa tua umiltà e saggezza, non mi possa aiutare allora ?

 

Quando io mi sono vista piena di domande e le risposte cristallizzate che io ricevevo non mi soddisfacevano, ho deciso io stessa di aprire il mio proprio cammino. Niente di fantastico. Abbiamo preso decisioni in tutti gli istanti delle nostre vite. Quando incarnati, le prendiamo al momento del risveglio (incluso se cisvegliamo davvero o dormiamo ancora un pò) fino al momento di dormire.

 

Decisioni sono prese da tutti noi. Tocca a ciascuno di noi sapere ciò che ci spinge. e promuoviamo le modifiche che riteniamo necessarie e più costruttive, se vogliamo vivere meglio, più felici che apparentemente felici; più equilibrati e meno alienati; più felici e meno intorpiditi; più intelligenti e meno intellettuali.

 

Ciascuno di noi fà della sua vita ciò che vuole. mentre, mai dobbiamo dimenticarci che ciascuna nostra azione ritorna a noi stessi. origine e Destino. Ti ricordi ? E' così L'Alfa e l'Omega = il Principio e la Fine. Pertanto, dobbiamo essere più responsabili con le nostre vite e con tutte le vite attorno a noi, se desideriamo mutare il modo di camminare dell'umanità. le emozioni che hanno origine in noi, hanno lo stesso destino: noi. ossia, tutto ciò che sentiamo e esterniamo attraverso le parole o azioni ritorna a noi. Aspettiamo questo.

 

Ricordiamoci che il microcosmo è creato a partire dal microcosmo. Allora, se vogliamo che l'umanità muti il suo modo di camminare, che essa riprenda il cammino più giusto e solidale. ricordiamoci che l'umanità è ciascuno di noi. Allora, modifichiamo noi stessi e cominciamo, noi stessi, a riprendere il cammino della giustizia e della solidarietà.

 

Se non guadagneremo con i media, meglio. Perchè quelli che guadagnano sono sempre ritirati, perchè facendo questo essi divengono un intralcio ai piani di chi pretende continuare l'intorpidimento.

 

Se non guadagneremo spazio nei media; se muteremo noi stessi  e riprenderemo il cammino della giustizia e della solidarietà non ci porterà notorietà e fama, perlomeno faremo la nostra parte. E fare la nostra parte è molto più importante di qualunque vanità che ascoltiamo. Facendo la nostra parte nella ricerca della giustizia e solidarietà, perlomeno viviamo bene, con una qualità di vita interiore ben migliore.

 

le mie relazioni sono per spiegare l'origine del sito conexão com as estrelas.

Lì allora le risposte che io ho cercato nel decorrere della mia vita. Per esse io ho rinunciato a molte cose che, ora percepisco mi facevano male, mi imprigionavano l'alma e la soffocavano.

 

Lì sono i chiarimenti che io ho chiesto nel camminare ogni passaggio del mio cammino.

Lì sono i frammenti della verità che io sono riuscita a raccogliere mentre camminavo e li cercavo.

Lì sono le mie esperienze come Coscienza.

Per arrivare a quelle relazioni sono dovuta passare per i passaggi che ho commentato, superficialmente, nella fase I e Fase II, tra gli altri che non sono stati relazionati. Un giorno, lo saranno.

 

E' valsa la pena aver tracciato i passaggi più difficili mentre io vedevo famigliari e amici camminare tranquillamente senza passare le preoccupazioni che io passavo ? Senza alcun dubbio.

 

E' valsa la pena essermi bagnata in tante tempestate ? In essere quasi morta di sete nei deserti che ho attraversato? In essere quasi congelata sui monti gelati e congelati che ho dovuto superare ? Senza alcun dubbio.

 

E' valsa la pena gettare tutta la sporcizia interiore fuori e lasciare solamente ciò che mi è utile ? Con certezza.

E' valsa la pena aver incrociato sul cammino lupi e serpenti e non passeri e saggi ? Si . Per tutto c'è sempre un insegnamento.

 

E ora ? Cosa fare di tutta l'informazione ottenuta ? E' stata, è e sarà condivisa con colui che lo desidera. nello stesso modo che è stata condivisa nel corso della camminata sino ad ora. Chi sarà pronto a riceverle, le riceverà e continuerà la sua propria ricerca. Chi non sarà pronto a riceverla o chi non vuole comprenderla, con certezza, taglierà relazioni con me (se sarà qualche camminatore da me conosciuto).

 

L'esclusione non mi ferisce più. L'intrigo e la maldicenza non mi offendono più. Perlomeno non mi fanno perdere l'equilibrio nè i miei propositi di pace. Io ho appreso a vivere. Chi ancora non ha appreso resterà ancora nel quotidiano delle emozioni inferiori, ogni volta più preso da esse, soffrendo e piangendo ad ogni avento quotidiano, corrodendosi nelle proprie frustrazioni per non riuscire a mutare di città, di impiego, o di trovarsi un marito o una sposa, o per non essere riuscito a cambiare auto quest'anno.

 

Se l'esclusione di questo mondo mediocre del quale ho parlato ora sopra è avvenuto, avviene e avverrà ancora, devo ringraziare chi mi ha escluso. E' davvero caritatevole troppo con me a collocarmi fuori da questi contatti che non ingrandiscono lo spirito in nulla.

 

Non ti stupire.  Io ho scritto , diverse volte, che con me la falsa umiltà non funziona. Nè dirò che "pregherò" per uno o per l'altro per conto di quanto ho detto sopra. Di ciò che avvantaggia chiedere a Dio che aiuti a qualcuno se questo qualcuno è chiuso verso Dio e aperto ai sentimenti che assediano il suo spirito distruggendo il suo mondo interiore ?

 

Cosa avvantaggia "pregare" e chiedere a Dio che aiuti qualcuno a trovare l'equilibrio se questo qualcuno non lo vuole ? O se qualcuno si immagina migliore di me, più "illuminato" e più compreso ? Allora, che ciascuno preghi per sè e chieda a Dio quando desidera, ciò che desidera, e se desidera, è chiaro.

 

Io ho appreso a rispettare ed anche se le mie azioni sembrano indifferenza o qualcosa di simile, secondo alcuni concetti di alcuni camminatori, non mi preoccupano di ciò che pensano di me. Se mi preoccupassi non avrei fatto il  primo passo nella mia ricerca. Io non sarei quì.

 

 Io ho appreso a svuotare il mio mondo interiore da tutta la sporcizia e collocare in esso fiori e profumi. Ho appreso a collocare in esso amore dell'Energia Suprema e lasciare questo spandersi ed occupare tutto lo spazio che io svuotavo.

 

Io ho incontrato ciò che cercavo per il mio mondo interiore  vivere in equilibrio-

 

vado avanti , nel mio cammino, perchè sò che c'è  molta strada ancora da percorrere. C'è molta esperienza da vivere. Molti insegnamenti che mi aspettano.

 

E tu ? Come stai ?

 

Domenica, 08 aprile 2007

IO HO CONTINUATO

 

Quanto  più camminiamo e facciamo nuove scoperte, maggiori difficoltà per noi esprimerci in un mondo senza espressione come questo in cui viviamo.

Molte volte, ho pensato che non dovevo scoprire più nulla. Lasciare coperta la menzogna è molto più confortevole. Perdo meno amici e non ho tanti svantaggi sul cammino.

 

Molte volte, ho pensato di desistere. Mentre sapevo che non sarei riuscita. Dove io stavo non mi era possibile più tornare. Non mi era possibile cancellare tutto come se nulla fosse. Non era nulla. Era tutto ciò che cercavo. Come cancellare ?

 

Ho molto discusso perchè i camminatori di quel tratto della mia vita non tentavano anche loro di scoprire le verità ? Perchè solamente io ? Io ero e sono una persona comuna. Ho molte difficoltà nel quotidiano così come qualunque altra persona. Perchè io ?

 

I miei custodi tacevano in questo momento, rispettando le mie domande. Non ho conflitti interni ed esterni. Non li accetto nella mia vita e non permetto che essi mi allontanino dai miei ideali spirituali. Ma le domande esistevano ancora in questo passaggio del cammino. Se non ci fossero domande, non ci sarebbero risposte per il ricercatore della verità.

 

In questa epoca io già li vedevo (i custodi) con gli occhi fisici.

E' stato un passaggio di molte discussioni. E per questo, molte decisioni e molte scoperte venivano di conseguenza. Bene per me, lo sò.

 

Ma io osservavo il mondo in modo differente. Guardavo le persone in forma differente. Io già guardavo tutto in modo totalmente differenziato di come guardavo prima. Io sapevo che il mondo non è questo, nè che il cielo che vediamo è il limite.

 

Considero questo passaggio del mio cammino molto importante, perchè lì io ho udito qualcosa molto importante, che è divenuta base per la mia vita, in alcuni argomenti.

 

Era una epoca in cui l'esclusione cominciava ad avvenire. Sottilmente, Ma già cominciava. Io sapevo che sarebbe stato così, ma non concepivo l'idea del perchè molte persone pensano differente,que sentono la vita in modo differente una dall'altra non possono essere amiche leali, non possono camminare insieme appoggiandosi. Non comprendevo il preconcetto che lascia tutto in stato di putrefazione. Non lo conoscevo. Ed avrei dovuto conoscerlo. Identificarlo e riconoscerlo in futuro sarebbe stato eccellente per me.

 

In questa epoca io venivo forgiata nell'acciaio dell'Energia Suprema e avrei dovuto passare per fuochi e geli per identificare  uno e l'altro e non ingannarmi quanto al fatto del fuoco, molte volte provoca gelate, e il gelo, molte volte, provocare sensazioni di calura. Io dovevo apprendere. E più che questo, io ho voluto apprendere. Io mi sono proposta ad apprendere, quì incarnata, tutto ciò che era necessario. Io sapevo quello che sarebbe accaduto con il Pianeta e con le umanità non sarebbe stato (non sarà) facile ed io avrei dovuto mantenermi in piedi caso volessi restare quì.

 

Per questo, i miei guardiani  tacevano quando io gridavo in silenzio il mio dolore e quando io mi trasformavo, praticamente, in un punto interrogativo unico. Erano tante le domande. Era molto dolore di nostalgia del mio mondo. Io mi ricordavo. E quanto più mi ricordavo, più nostalgia io sentivo. Ancora bene che loro mi comprendevano e mi davano tutti l'amore che ho sempre avuto bisogno per continuare, nei miei momenti solitari, non di solitudine.

 

Così come i guardiani di qualunque persona danno a questa persona, se lei lo permetterà.

Molte volte ho dovuto camminare sola per motivi che mi è stato fatto conoscere nel futuro. Ma non sentivo solitudine. Non incarnata. Io già sapevo riconoscere le situazioni e sapevo che tutto sono fasi dentro fasi dentro fasi. E che è meglio sola che male accompagnata.

 

Nelle mie discussioni io ascoltavo le stelle, che, silenziosamente, mi davano le mani e leali amiche, mi davano forza per continuare. Mie sorelle. Molte di loro sorelle ben prossime. Tifavano per me. Io non potevo desistere.

Anche esclusa, in forma sottile,  da molti convivi famigliari o da circoli di amicizie, io sapevo che amico è quello che rimane, non quello che va via. E i miei amici erano i miei guardiani e le stelle. Sempre sono rimaste.

 

In questa epoca, in cui ancora discutevo molto le situazioni, i motivi delle stesse, l'origine, il destino di queste situazioni, un guardiano mi ha spiegato, succintamente, più o meno così:

 

"- " Sorella mia, molte volte le rotture di amicizie sono un beneficio o da una parte, o da tutte e due. Una parte o tutte e due devono apprendere qualche cosa, e allora devono camminare sole perchè apprendano a caricare il proprio fardello."

i

Allora, io ho compreso molto di più di ciò che pretendevo e ho previsto situazioni future in cui questo si sarebbe ripetuto diverse volte. Come avviene adesso.

 

Mentre. in questa epoca della relazione io ancora cercavo comprendere molte cose che non intendevo.

E' stato quando lo stesso guardiano mi ha fatto l'onore di sentirlo dire " infine, cosa volevi ?" Ombra e acqua fresca come vogliono tutti ? Il tuo cammino non è ancora cominciato. Se per alcuni la vita è facile, pensare che per te non lo sarà pure. Ma se per alcuni è facile la vita, per te essa sarà facile e felice. In una forma che ora non puoi  comprendere. Se tu ora piangi , di tristezza, io ti comprendo. Ma io ti vedrò piangere nuovamente, e sarà di gioia. Non perchè saranno cambiate molte cose nella tua vta esteriore, ma perchè avrai incontrato la fonte della felicità nel tuo mondo interiore. E allora, andiamo?" ( E mi ha dato la sua mano, in un gesto di solidarietà incredibilmente divino).

 

In questa epoca in cui ho appreso che non dobbiamo piangere per chi se ne và dalla nostra vita. Nè ricevere da chi se ne và o si allontana. Quante meno prigioni per il nostro spirito è meglio.

 

Allora, a quelli che sono andati, buona fortuna a tutti !

Ho continuato a camminare. Ancora un passo. E altro. E sono stata a prepararmi, interiormente, per la situazione caotica in cui si trova la vita attualmente. Preparandomi per vivere ma non coinvolgermi con essa. E questo mi ha portato molti dissapori, se è così che posso chiamarli.

 

Intendere la realtà che circonda il mio mondo esteriore  ha fatto sì che molti camminatori di quel passaggio mi dessero della pessimista e senza speranza.

 

Ma io non sono nè pessimista nè senza speranza. Io solo trovo che bue si dice bue, cavallo si dice cavallo, patata si dice patata e sedia si dice sedia. Non serve volere inventare nomi per camuffare.

 

La situazione è caotica. Non per il pianeta. Al contrario. Caotica per una umanità ipocrita che segue la sua vita ogni volta più degradante. Situazione caotica per le persone che non sentono sicurezza nella fede che dicono di avere in Dio e tremano sotto l'azione di un uragano laggiù o sentono la loro fermezza cadere dinanzi ai notiziari su un terremoto.

Ho continuato il mio cammino nel mio mondo interiore. Cercando ogni volta di più di legarmi alla mia Coscienza, e per estensione, all'Energia Suprema. Cercando di stringere sempre più i lacci di amicizia e rispetto con i miei custodi.

 

Ho bisogno di loro per mantenermi quì. Anche se sola, con loro, non sarò mai sola. Anche se molti progetti non potranno essere conclusi, e nè cominciati perchè ogni camminatore guarda appena il suo quotidiano presente, dimenticandosi di ciò che è stato preparato per un futuro niente calmo e che dovrebbe sommare forze  e sforzi per sostenersi e aiutare nel sostenere spiriti affini che si trovino nei passaggi del cammino.

 

Io ho continuato. Osservo la strada che si defila dinanzi a me. Non ho paura. E' il mio destino.

 

 

 

Punto di equilibrio tra tutti i popoli

Io ho continuato. Osservo la strada che si defila dinanzi a me. Non ho paura. E' il mio destino.

Non cammino per camminare, senza obiettivi , senza direzioni. Quanto più io cammino, più fermi diventano i miei passi. Questo non significa meno ostacoli no. Molte volte, gli ostacoli sono tanti che io mi siedo su una   pietra, guardo l'infinito e chiedo "cosa stò facendo qui?" E alcune volte, per rilassare, uno dei guardiani mi dice qualcosa in tono scherzoso, trattandomi con affetto che se tutti noi , incarnati potessimo vincere le barriere e trattarci così, il mondo non starebbe come stà.

 

Ricordo una situazione di queste, in cui era seduta su una pietra, osservando le stelle, e mi sono chiesta "cosa sono venuta a fare quì ? Perchè sono venuta ? " "Per vivere in questo modo in un mondo impazzito in cui tutti si affrettano e solo così si sentono realizzati ?" E una nostalgia del mio mondo, un mondo molto migliore di questo, mi avvolge e sento le stelle, mie sorelle che mi confortano lo Spirito  e dicendo che è per poco tempo. Così come bambina, lascio che il mio spirito appoggiarsi al guardiano che è vicino e  come me è seduti su una pietra vicina, ed egli mi dice " non sei venuta per prendere un caffè ? allora prendi il cafferino, l'ora di andar via non si protarrà molto".

 

Il mio spirito si fortifica con lo scherzo affettuoso e riprende il suo cammino nella sua ricerca e nel suo rincontro . E' necessario che faccia questo perchè ritorni con la certezza di aver fatto perlomeno tutto  ciò che potevo per i miei fratelli minori.

 

Lavori da essere eseguiti. Compiti da essere compiuti. Ciascuno li ha dentro di sè. Viverli o fuggire da loro dipende da quello che ciascuno pretende da sè, in quanto spirito.

 

Le informazioni  dei mondi extra fisici hanno continuato ad arrivare lla mia mente fisica, e molte volte, impiegavano mesi per essere verbalizzate, trasformate in parole, perchè venivano sepre in codici matematici e molti simboli.

 

Quanta più informazione il mio spirito azionava e decodificava, più la mia vita fisica entrava in asse, anche se attorno il caos il caos fosse già installato.

 

Molte delle preoccupazioni quotidiane che la maggioranza di noi coltiva, io già non le avevo più. Gia mi ero congedata da esse perchè mi facevano male, mi facevano soffocare. E quanto più io camminavo e più informazioni io ricevevo, più la mia mente fisica e spirituale, alleate, assumevano l'equilibrio delle emozioni. Ma gli ostacoli sempre sono esistiti, in maggiore o minore grado.

 

Per superarle ho contato sull'aiuto dei miei custodi e dei miei amici camminatori dello stesso passaggio della lunga strada. Con questo, ho appreso molto con tutti loro. molto di più di quanto loro possano immaginare.

 

Le esperienze della vita quì sul pianeta è molto ricca. Essa ha facce innumerevoli e quando sperimentiamo alcune di esse come la solidarietà tra i fratelli, rimane impresso nel nostro corpo astrale questo ricordo per l'eternità.

E qualche giorno, in qualunque delle molte dimore dell'Energia Suprema, se e quando ci incontriamo, il riconoscimento è immediato.

 

Se tutti i fratelli della terra volessero vivere felici ed avere tutto di bene, avrebbero bisogno solo di essere solidali gli uni agli altri. Questa azione porta un bene interiore incommensurabile. E nel mondo esterno pure c'è un ritorno.

 

Non mancherebbero mani per asciugare qualche lacrima. Non mancherebbero mani a sollevare chi è caduto. Non mancherebbero braccia  a sostenere chi è debole. Non mancherebbero spalle per appoggiare qualche testa stanca.

 

Ma ciò che osserviamo è il contrario. Crescono mani per provocare lacrime, per derubare, per spingere in basso. E ancora vogliono essere felici ! E ancora chiedono giustizia quando vivono l'ingiustizia in ogni momento facendo preconcetto, egoismo, omissione e la crudeltà che governa ogni azione del quotidiano, e ancora rivendicano dall'Energia Suprema una vita di abbondanza.

 

Per quanto dicano di conoscere la reazione dell'universo attorno e nell'infinito, che ritorna a ciascuno quello che ciascuno gli ha inviato, in forma di sentimenti, pensieri, parole ed azioni... per quanto recitino insegnamenti memorizzati su questo, pochi fanno nelle loro vite che la solidarietà sia conduttrice delle loro vite.

 

Non stò parlando solo di solidarietà nel condividere una coperta che non è più usata, o un abito  che stà invecchiando nel guardaroba senza uso. Stò parlando della solidarietà di sentimenti. Solidarietà con qualunque fratello, in qualunque epoca della sua vita. Solidarietà nella sua felicità. Nella realizzazione professionale. Emozionale.

 

Sentirsi felice perchè il fratello è felice. Non avere gelosia di lui, non avere invidia della felicità che lui sente. Non creare intrighi sollevando falsi testimoni collocando in discredito i motivi di felicità del fratello.

 

Parlo di solidarietà. Non di una sua copia malfatta. Non di una ombra creata della vera solidarietà, e che tutti hanno assunto come essere la propria.

Parlo di solidarietà. Pura e semplice. Non c'è altro sentimento che sia uguale ad essa. Chi ce l'ha, chi l'ha risvegliata in sè stesso sà ciò che è l'amore. Sà amare e desiderare per il prossimo tutto ciò che c'è di più bello, puro e reale.

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Chi risvegli la solidarietà universale in sè stesso sà fare agli altri ciò che vorrebbe fosse fatto a lui.

E così, il punto di equilibrio sarà trovato. La pace raggiunta. In ciascun cuore di tutti i popoli.

 

 

Domenica, 15 aprile 2007

 

Dov'è la difficoltà nell'essere umani ?

 

E così, il punto di equilibrio sarà trovato. La pace raggiunta. In ciascun cuore di tutti i popoli.

 

Tutti desiderano la pace, o simulamo questo desiderio a parole, ma fanno una costante guerra e trasformano le loro vite in un campo di battaglia.

Sarà così difficile un giorno vivere in pace ? Sarà così difficile per gli abitanti del pianeta alzarsi al mattino e dirigersi mentalmente all'Energia Suprema e lodarla come Suprema  perchè è così, con questa unicità, condurre il proprio giorno familiare o professionale nella più perfetta armonia ?

E da lì che altre persone hanno azioni irritanti ? Solo per questo permettiamo che ci rubino la tranquillità che abbiamo raggiunto ?

Solo perchè esistono fratelli che vivono in modo disorganizzato viviamo anche noi così e disorganizziamo quello che con tanto sforzo siamo riusciti a mettere in ordine ?

E da lì che il mondo è violento ? Dentro di me tutto è in pace, allora che io viva in pace in questo mondo violento. Dov'è la difficoltà ?

Dov'è la difficoltà di ciascuno di  essere migliore che può ? Non essere migliore per dominare l'altro, ma per essere armonioso e così, poter collaborare con quello che pure vuole essere e ha bisogno di un aiuto iniziale.

 

Dov'è la difficoltà di aspordare il sudicio dell'invidia dal cuore e piantare una piccole rosa al suo posto ? la difficoltà di asportare il sudicio , può essere un segnale di affinità con esso.

La natura ci insegna questo. Ogni animale vive nell'ambiente che costituisce il suo habitat naturale.A

Ma e gli umani ? Hanno bisogno di vivere nel sudicio morale e spirituale ? Amano questo ? Si affinano con questo ?

O forse non sono umani ? Forse sono pre umani  e come tali si comportano ?

Ama sentire invidia letale perchè qualcuno è felice ? Ama sentire una invidia allucinante perchè qualcuno vive in armonia ? Ama sentire quella "cosa corrosiva" ad ogni notizia buona che riceve di qualcuno e rimane a ruminare la propria incapacità di cercare i propri obiettivi ?

 

Perchè gli umani sentono piacere nella tristezza ? perchè si sentono realizzati quando qualcuno tenta un progetto di vita e per vari motivi, non lo raggiunge in quel momento ? Perchè sente una immensa allegria quando questo avviene ?

 

Perchè hanno piacere di immensa gioia in relazione agli infortuni di qualcuno ? perchè ridono con piacere al conoscere l'adulterio in una coppia di conoscenti ?

 

Perchè gli umani hanno piacere nell'essere crudeli ? E ancora parlano di pace.

Vogliono la pace facendo guerra ad ogni secondo di omissione della vita con la propria vita ?

Umani, umani......se vi collocaste ai vostri posti,  molti dissapori sarebbero evitati in relazione al destino del pianeta.

Se aveste avuto responsabilità e vissuto le vite quì in questo pianeta in forma armoniosa, le umanità avrebbero risparmiato molti avvenimenti. Mentre, non è stato così che si sono comportate. Ed ora piangono perchè sanno  che otterranno il destino che hanno meritato in tante vite dissolute e degradate.

 

Piangono ora perchè sanno che non avranno  appoggio e che il conto della distruzione del pianeta sarà pagato da ognuno che ha aiutato a distruggere.

 

L'umanità piange.

I miei fratelli piangono. Soffrono. Vivono in conflitti. Con fame e freddo. Ma non si sforzano di cessare di piangere, eliminare i conflitti, saziare la fame e scaldarsi.

Coltivano le sofferenze come se non esistesse altro modo di vivere.

Accarezzano le sofferenze quando potrebbero accarezzare lo spirito e lasciarlo apprendere ciò che è venuto ad apprendere.

Spianano le vanità della vita fisica e maltrattano lo spirito non dandogli nulla, o dandogli tanto poco da essere anemico.

Cercano tutte le opportunità di soddisfzione delle necessità della vita fisica (incluse le "necessità non necessarie") e non danno opportunità allo spirito nemmeno di respirare.

E si trascinano nella vita caricando  panni e pietre, quando potrebbero fluttuare tra fiori e profumi.

Vogliono la pace ? Allora  che la conquistino dentro di sè stessi e la spandino loro attorno.

Perchè è difficile cessare di distruggere la propria vita e quella dei fratelli ?

Dov'è la difficoltà di smettere di distruggere le speranze dei fratelli ? 

Dove stà la difficoltà di essere umani ?

 

 

   

 

Camminare e scoprire. Per non avere dubbi

 

Queste domande mi venivano a mente , una volta o l'altra. E alcune volte, confesso che mi sono fermata di camminare, mi sono seduta all'ombra di un albero, a pensare, pensare e pensare ancora su questo.

Non concepivo l'idea di una maggioranza chiamarsi fratelli ed uccidersi tra loro. Non concepivo (meno ancora) l'idea di usare il nome di "Dio" per rendere ancora più vittime  più fratelli nell'inganno, nella lussuria e nella miseria.

Allora, attraverso un camminatore che passava per quel tratto (dico passava perchè lui è appena transitato, lui non cercava nulla ) mi sono chiesta se non era più facile per me aggregarmi a qualche credo religioso per ottenere le mie risposte.

No.  Io non mi sarei aggregata a nessun credo religioso. non avrei concepito il mio spirito catturato nuovamente in una trappola anche se in apparenza confortante. Il mio spirito già sapeva volare e sarebbe divenuto smunto se imprigionato.

Mi sono alzata e sono stata in cerca di chiarire questa mia domanda personale. Ho ripreso un tratto del cammino per comprendere gi insegnamenti divenuti pubblici ed ho scoperto che ogni credo religioso ha un dio proprio, creato a sua immagine e somiglianza.

Ho compreso che per questi credi, era valido commercializzare il nome dell'Energia Suprema o dei doni spirituali che alcuni avevano o dicevano di avere. Vendere. Vendere. Vendere. Guadagnare. Guadagnare. Guadagnare.

Ho continuato la mia ricerca, malgrado  espantada con  chi ha o dice di avere doni e venderli, invece di condividerli con chi ne ha bisogno. Ancora una situazione che ho tenuto in attesa di chiarimento, che questa volta non ha tardato.

 E' stato osservando quanti illusionisti esistono e che abusano della buona fede di alcuni fratelli. Gli insegnamenti sono seduttori per troppi, principalmente per chi è carente di qualche soluzione nella propria vita. E ora io comprendo perchè tanti si lasciano ingannare ancora alimentando il progresso finanziario di questi credi come se essi fossero un impero economico.

I miei guardiani, amici instancabili, mi conducevano a luoghi che loro decidevano necessari perchè io conoscessi il lato oscuro che ha infestato gli ambienti, in modo generale , sul Pianeta Terra.. Io ho camminato molto durante un buon tempo a fare questo studio, attraverso l'osservazione in corpo sottile.

Sono stata nei più vari templi religiosi di tutto il Pianeta, per apprendere su loro. La situazione è ben più contaminata dall'egocentrismo di quanto si immagini.

Io ho visto ciò che si può immaginare e ciò che non si può immaginare. E' scoraggiante vedere ciò che un "fratello" fà all'altro a causa del denaro dei possessi materiali e del potere.

Allora ho cominciato ad avere una vaga idea dei motivi di tutto questo che avveniva. Ho comiciato ad avere una vaga idea di quello che era destinato all'umanità. Ed essa , stolta, pensando di regnare sovrana quì su questo pianeta.

Ed io ho continuato la mia ricerca. Della verità. Anche se per questo avrei dovuto andare in mezzo alla menzogna, perchè io riconoscessi un frammento che fosse della verità qualora la trovassi. Ho già commentato che i miei guardiani non mi davano debolezza. Non mi danno ancora.

 

Come potrei camminare dopo da sola se non apprendessi ? Come potrei camminare sulle pietre, per esempio, se solo camminassi con scarpe o su tappeti ? Io dovevo apprendere a camminare su qualsiasi cammi9no per non esitare in futuro.

Allora, sono andata avanti. Senza timore di essere felice. Sapendo in spirito o in corpo, vivendo con noi, essendo amici, offrendoci la spalla per appoggiarci la testa, quando ci sentiamo sgomenti, per esempio. Darci le mani per aiutarci in quei momenti in cui ci sentiamo stanchi. Raccontandoci un caso gradevole in quei momenti in cui qualcosa di triste ci gira nella mente.

Angeli custodi esistono. Sono lì. Quì. In qualunque luogo.

 

     

Giovedì, 20  aprile 2007

Il mio amico falco pellegrino

 

Faccio una parentesi quì, nei miei ricordi per salutare un camminatore che da quando ci siamo incontrati in un tratto della giornata, da molti anni, stiamo insieme in tutti i momenti.

Mai disanimato nei cammini più ardui, mai si è lamentato quando aveva sete. Nè quando era quasi caricato dalle bande che sorgevano. Non si è disanimato quando il deserto gli si è presentato dinanzi. Nè quando ha dovuto attraversare la foresta densa, senza tracciato e piena di animali predatori. Non si è auto commiserato quando si è ferito a salire un pezzetto di montagna.

 

Sempre siamo stati insieme sin dall'inizio della nostra ricerca, che è cominciata , in certo modo, senza sapere che l'altro pure era un cercatore. Abbiamo attraversato deserti di sentimenti di altri camminatori. Abbiamo nuotato in fiumi di acque contaminate dalla calunnia. Abbiamo ridipinto il quadro della nostra vita tante volte quante hanno colpito (il quadro). Abbiamo pianto molte volte uno per la pena dell'altro senza disperarci nè lacrime.

 

Falco. Ti chiamo così: Falco.

 Molti uccelli costruiscono i loro nidi vicino al tuo perchè tu li protegga.

Grande amico. Falco pellegrino che porti messaggi di fede e speranza a tutti quelli che incontri nei tuoi voli per i cieli azzurri di questo bel pianeta.

Gli uccelli che stanno prestando attenzione potranno apprendere molto da te. Tu mostri come si salva il nido. Racconta la tua storia.

Mio amico di cammino, mio amato fratello. Insieme, nel modo che potremo, supereremo tutto !

Tu non sei solo e sai di questo.

Vola, Falco  Pellegrino. Oltre i 300 km di volo a picco che sei abituato.

 

 

 

Quinta-feira, 26 de abril de 2007

Chi non ha ascoltato è perchè non ha voluto

 

In un tratto del mio cammino io ho scoperto la molteplicità delle opportunità che lo spirito ha per progredire e divenire luce, così come l'Energia Suprema.

 

Allora ho compreso perchè il Pianeta Terra stava restando in sovrapopolazione. Ogni essere che quì arriva comincia ad incarnare tante volte quanto necessarie perchè cominci a trasformarsi in luce. Negli ultimi secoli sono arrivati a centinaia per ciò che si vede il censimento ufficiale i e non ufficiali.

 

Ho continuato a vivere la mia vita cercandomi di migliorare quanto possibile, senza stress perlomeno, evitandoli il più possibile mettendo in pratica gli orientamenti ricevuti  nei tratti precedenti, quando ho cominciato a cercare e i miei guardiani mi hanno suggerito come vivere meglio in questo mondo caotico e governato da svergognati, essendo leaders fanatici sempre in qualcosa, ed una popolazione cotarda, forfait e passiva.

 

Come convivere con tutto questo se i miei ricordi mi portavano alla mente vite in luoghi dove la dignità di ciascuno è rispettata e che la carta Universale dei Diritti Umani editata sul Pianeta terra è solo una pennellata dei diritti di qualunque essere umano in altri mondi dove il rispetto esiste nel giorno per giorno di ognuno e non solo nei bei discorsi ? O attualmente, in belle emails piene di immagini e musiche e chi le invia non rispetta nemmeno il destinatario ?

 

Come convivere con la meschinità che avvolge la maggioranza della popolazione se i ricordi di vite o esperienze in mondi solidali mi mostravano costantemente la differenza di mondi e personalità di ciascuno ?

Come convivere in un mondo senza volontà e senza coraggio di inseguire l'ordine, il progresso, l'abbondanza, la felicità, la differenza, in modo salutare e costruttivo se giorni di altre vite felici erano una costante nella mia vita ma appena ricordi, io in mezzo a loro e questo quotidiano massacrante che viviamo in questo Pianeta ?

 

Era difficile troppo tenere e mantenere tanti ricordi nella menoria convivendo con questo caos.

Era troppo difficile ricordarmi dei miei fratelli di altri mondi, di altre dimore dove non c'è inquinamento nell'aria, nella terra, e nell'acqua. Gli uccelli, gli animali, infine vivono dolcemente in contatto con noi non offrendoci pericoli di vita come quì. I fratelli vivono le loro proprie vite, lavorando e promuovendo, nei tempi liberi, il loro legame con la luce che è, azionando sempre l'Energia Suprema dentro di sè e trasformandosi sempre più in esseri onesti, degni, rispettosi, teneri e solidali. Non come quelli di quì che praticam,ente considerano chiunque un nemico potenziale e ciò che potrà fare per pregiudicarlo, fanno senza traccia di compassione e giustizia.

 

Quanta nostalgia dei miei fratelli di altri mondo !

Una volta o l'altra, in qualche percorso del mio cammino solitario, incontro fratelli di mondi simili, ma non ricordano delle loro vite e nè si rendono conto di quello che stanno facendo quì, vivendo la vita fisica, senza tener conto di quella spirituale. Ho incontrato pure molti che pretendono ricordarsi, ma questo esige sforzo. E' necessario asportare le croste delle illusioni impregnate nel perispirito. Non è dal giorno alla notte, nè in un battere di ciglia.

 

Per questa epoca io ancora mi illudevo pensando che l'essere umano era umano e amico. Io ancora mi illudevo pensando che i miei fratelli che vivono sul Pianeta Terra potevano districarsi dalle convenzioni equivoche create per imprigionare lo spirito e avrebbero potuto avanzare un poco riscattando valori divini  e mettendo a fianco i costumi di vivere in forma più responsabile con sè stesso e con ciò che lo spirito è venuto a fare.

 

Quanto più io lucidavo i miei corpi astrli crercando di mantenermi nei principi che tutti i maestri, incluso quello di Galilea hanno portato, maggiormente io ricordavo delle mie vite e più frammenti di verità io mettevo insieme cucendo la mia coperta che io mi sono proposta di fare per me.

 

Condividevo qualcosa, in superficie proprio, con camminatori che andavano con me in quel tratto, ma percepivo che non c'era una intesa comprensiva. Nè tollerante. Nè amichevole. Alcuni mi osteggivano sottilmente o in mia assenza, e in tutto questo, ho visto confermati i miei pensieri precedenti che molti esseri umani non sono umani. Loro pensano di esserlo. Fingono di esserlo, credono in questo e vogliono che tutti credano. Ma hanno santimenti ed azioni disumane, pre umane.

 

Poco a poco ho percepito qualcosa: all'inizio delle mie ricerche, tutti i passaggi che io prendevo avevano sempre molti camminatori e tracciavamo quel percorso facendoci compagnia. Da un certo punto in avanti, ho, percepito che ad ogni tratto che prendevo, lì in quello c'erano pochi viandanti.

 

Era ora  di sviluppare gli insegnamenti al fine di  prepararmi ad una vita spirituale solitaria. Sapevo che avrei preso tracciati in cui sarei stata sola con i miei custodi. E che se avessi guardato ai lati non avrei visto fratelli camminare lì. Quando sarebbe giunto il momento, io pretendevo essere preparata.

 

Stò facendo il possibile da parte mia per realizzare questa situazione. Sò che arriverà il momento in cui il mondo crollerà sulle testa di tutti, il suolo si aprirà sotto i piedi di tutti, e chi non ha ascoltato è perchè non ha voluto ascoltare.

 

Domenica, 29 aprile 2007.

 

Un insegnamento di Maestro 

 

Penso a mio fratello Falco in questo momento. Mentre  mi ricordo dei molti tratti che ho percorso, vincendo le avversità una per una, senza schiacciare nessuna di esse e dopo essermi ancora incontrata con esse, perchè è così che accade. Se non ci fortifichiamo e superiamo un ostacolo, più avanti, esso sorge di nuovo, perchè esso è una lezione che dobbiamo apprendere, e sempre sarà dinanzi a noi, in qualche passaggio del nostro cammino, fino ad apprendere con esso e superarlo.....

 

... Mentre i ricord affiorano chiaramente come se tutto stesse avvenendo in questo esato momento, per una fase  in cui si dovrà vincere un avversità. Si dovrà superare un ostacolo molto grande.

Nei miei girovagare in questo mondo e negli altri, questo ostacolo è uno dei peggiori che qualunque essere umano speri di avere nella sua vita.

E questo fratello è un giovane, sbocciando alla vita spirituale e fisica a 25 anni.

Fino ad ora, egli stà convivendo con una situazione in una forma come ho visto pochi convivere. Sò che nel clima della situazione, egli pure vincerà. E le conseguenze, che sempre restano, egli pure le supererà.

 

Sono stata sempre al suo fianco, ed egli sempre è stato al mio fianco pure. Nelle ore allegre e nelle ore tristi. Egli mai si è tirato indietro in quanto essere umano in qualche momento, anche se passava per tratti pieni di pietre taglienti o attraversava fiumi con acque profonde e turbolenti. Nè così egli si è allontanato e nascosto sotto il letto sperando che tutto passasse. Nè egli lasciava di essere presente nel mio quotidiano e mi domandava "tutto bene ?"

 

Io lo tengo come esempio di condotta. Un giovane. Un giovane esperto che sà di essere uno spirito incarnato e non fugge la lotta.

Ho parlato di lui in un messaggio sopra. Ho usato un nome in codice per preservare la sua identità.

Io lo ammiro per quello che è, in quanto umano e in quanto spirito.

Ho visto molti viandanti nei più svariati passaggi dei miei cammini, perdersi d'animo davanti ad un imprevisto, e se fosse il caso di comparare, nulla era dinanzi a quanto Falco stà vivendo in questi ultimi giorni.

 

Dove sono i nostri amici comuni per dargli forza, anche se non sanno ciò che avviene, ma dove sono i nostri fratelli che dicono di essere amici ma che mai vengono a dar loro notizie e a conoscere quelle degli amici ?

 

Ciascuno ha cura della propria vita, con certezza. Ed è così che deve essere. Ma sarà che aver cura della propria vita significa pure lasciare in disparte gli amici e non volersi neppure preoccupare di farsi vivo in qualche momento e chidere "come stai ? va tutto bene ? ".

Ciascuno che ha cura della propria vita è il meglio che si può fare, ed in questo concordo. Ma senza lasciare di essere amico. Non bisogna optare tra "aver cura della propria vita" ed "essere amici". Sono due condizioni che non sono in conflitto.

 

Mio Dio...  senza parole adesso.............

............... solo pensare in quanto aiuto l'unione promuove, quando essa esiste..................... solo pensare in quanto aiuto non è dato perchè l'unione non si fà presente....................senza parole in questo momento....................... taccio i miei pensieri e le mie mani, taccio la mia tastiera, taccio la mia mente fisica.

.........................................................................

.........................................................................

 

 

 

 

 

Io auspico che un giorno i viandanti di questo passaggio che stò tracciando si ricordino della lezione che Falco stà dando e che abbiano discernimento, che abbiano maturato e che assimilino, poco che sia, il grande insegnamento che questo fratello stà registrando con la sua vita, il suo dolore e le sue lacrime.

 

Io auspico che un giorno i camminatori che lo hanno conosciuto percepiscano quante omissioni sono state fatte non dando riconoscimento all'amicizia tanto ostentata ma che non fu che una brutta copia dell'amicizia propriamente detta.

Una eccellente opportunità  di perfezionare il proprio spirito ciascuno dei viandanti.....ma dove stà ciascuno ? Io sono quì. E puoi credere, apprendendo molto con questo fratello.

 

Io auspico che  mio fratello Falco esca fermo e forte da tutto ciò che è , in questo momento, che è il suo quotidiano e che vittorioso, voli più alto dello stesso falco, e che egli sappia il perchè del diritto di volare tanto alto.

 

Io auspico che gli insegnamenti che questo fratello, tanto giovane, stà lasciando e perpetuerà con la sua storia di vita in futuro, servano per mostrare a chiunque, che la solidarietà esiste nel cuore di colui che desidera essere solidale, indipendente dai problemi della vita quotidiana, temporale, effimera, fiacca e fragile, che fà tremare qualunque amicizia che possa essere sviluppata e che promuove rotture senza condizioni di essere riparate.

Io auspico che chi pensa che stà osservando, percepisca quanta cecità si trova. E chi pensa che stà ascoltando, percepisca quanta sordità anche si trova.

 

Io auscpico, semplicemente, un giorno, poter venire quì e raccontare questa storia, dicendo il nome di battesimo di Falco perchè così, si registri quanto ho avvisato, ancora una volta, a tutti quelli che hanno voluto, perchè avessero cura del loro spirito in direzione alla Luce dell'Energia Suprema. Ed anche perchè non esistano dubbi sulla veracità di ciò che commento ora.

 

Un giorno di questi, chiederò autorizzazione a Falco e farò un post scriptum (.ps) in questo messaggio.

 

Per adesso, il mio fuoco è lui e a lui darò la mia attenzione, più di prima, fino a quando sarà possibile. E per lui farò quello che sarà alla mia portata, anche che sia solo essere presente con il mio amore, solidarietà e scherzo, perchè egli superi ogni minuto che sembra un secolo in questo momento cruciale.

Falco, ancora una volta, quì registro: Tu supererai. Tu uscirai da questa volendo più in alto di quanto voli ora. Credi in te, nel tuo potenziale in quanto umano, in quanto spirituale. Credi nel potenziale della Divina Provvidenza. Consegnati alla Luce dell'Energia Suprema e lasciati cullare, lasciati ninnare da questa energia fantastica perchè essa è il riposo, rivitalizzandoti, fortificandoti sempre di più per i momenti decisivi dei prossimi giorni.

 

Sono con te, Sai questo.  Posso fare poco o quasi nulla, ma stà con te, Sempre e semprezer pouco ou quase nada, mas estou contigo. Sempre e per sempre.

 

 

02 Maggio 2007

 

Era ora di divulgare gli insegnamenti

Continuando il post precedente parlando di Falco....

Era ora di divulgare gli insegnamenti al fine di prepararmi ad una vita spirituale solitaria. Io sapevo che avrei preso passaggi in cui sarei stata sola con i miei custodi. In cui avrei guardato ai lati senza trovare fratelli a camminare, Quando sarebbe arrivato questo momento, io pretendevo essere preparata.

 

In alcuni momenti ho desiderato che questo fosse in relazione alle vite future. Ma, per quanto io volessi scusarmi di questa realtà, non potevo. Essa era ed è  inserita nei miei corpi astrali e rinnegarla, anche si tratti appena di questo piccolo frammento, è rinnegare me stessa e chi ho come esempio: L'Energia Suprema. Dio.

 

Per quanto difficile fosse camminare in quel tratto in cui ora ero, indipendente quale sia stato, io avevo (ed ho) obiettivi da raggiungere, e perdersi d'animo nulla avrebbe aiutato.

 

Era difficile giustamente per questo. Io stavo imparando a suonare il flauto per poter suonare e cantare la mia vita.

Molte volte ho desiderato non sapere nulla che non fosse un piatto di cucina o un lavoro di ricamo, ma esistono le persone che vengono per cucinare, altre per ricamare, altre per lavare, e così una infinità di motivi che hanno portato ciascuno quì, in questo momento incarnato.

Farsene carico o meno è opzione di ognuno, ciò chi opta per il cammino della giustizia e chi opta per vivere al margine della stessa. E quanto più percepiamo ed assimiliamo le situazioni in questo senso avremo condizioni più ferme nella scelta di ciò che vogliamo per il nostro spirito.

 

Alcune volte ho desiderato non camminare cammini tatno difficili e angusti. Ho desiderato camminare cammini sempre floridi e sempre in festa, ma io sapevo che questi non erano i miei cammini, perlomeno, al momento. Io avrei dovuto camminare sulle pietre per apprendere a camminare sui fiori senza ferirli. Camminare sopra i fiori con soavità ma con fermezza.

 

Camminare sui fiori  soavemente

Come è bello camminare sentendo il profumo dei fiori. Il vento tra i capelli, rinfrescando l'aria che respiriamo, portando nuove speranze  da lì in avanti, forse al prossimo passo.

 

Come è bello sentire il sole scaldare l'anima in quei giorni freddi in cui il nostro spirito cerca qualche simile.

Io ho dovuto sentire il freddo per comprendere il calore. E ho dovuto camminare sotto il sole bruciante per comprendere il freddo. Ambedue si completano, malgrado diversi. Uno è l'assenza dell'altro.

Così come il bene e il male. Il bene è la supremazia della pace in ciascuno. Il male è l'assenza di pace in ciascuno.

La selezione tra i fratelli avviene in modo ben visibile e piccoli e grandi gruppi si formano, per affinità temporale, culturale, educativo, sociale, professionale.

Quando io stavo camminando un determinato tratto, tempo addietro, eravamo io e i miei custodi, insieme, cercando alternative perchè io mi liberassi di tanti sentimenti che non liberano lo spirito. Io avrei avuto bisogno di questo distacco in futuro. Molto di più di quanto avrei potuto immaginare in quel momento.

 

Sentimenti di possesso mascherati di amore e amicizia. Io avrei dovuto sviluppare l'amore e l'amicizai, asportando tutti i sentimenti che avvolgono il possesso su questi due sentimenti e tirando il possesso su chi vuole camminare con me.

Amore e possesso non combinano.

Amicizia e possesso  non si incontrano bene.

E io non voglio il possesso. Io voglio l'amore. Io dovrei lavorare questi sentimenti dentro di me perchè si superassero e divenissero il sentimento di possesso meno possibile, ben fiacco, quasi inesistente.

 

In questo tratto della mia camminata, ho scoperto come fare questo. Confesso che fino al momento attuale ancora molti non mi comprendono quando parlo di questo.

 

C'è una confusione molto grande sul possesso, l'amore, l'amicizia. Il, possesso schiavizza. Si diviene sottomessi alla situazione. L'amore libera l'essere e gli dà le ali.

 

Quando i miei custodi si sono allontanati perchè io scoprissi ciò che dovevo scoprire, sola, senza interferenze, io mi sono vista in un mondo sconosciuto da me, posto che mai avrei concepito l'idea che io per non più stare nella condizione  di sottomessa, persone che erano amiche hanno cominciato ad allontanarsi perchè non comprendevano che io stavo cercando di risvegliare l'amicizia, l'amore e non la schiavitù. Questa non doveva essere risvegliata perchè già esisteva. Ciò che io facevo era farla diventare più piccola possibile, perchè così, io vivessi l'amore, l'amicizia senza il peso del possesso.

Riuscire ad apprendere ad essere amica senza pretendere avere il possesso di quell'amica/amico. Già riuscivo ad essere amica senza sperare in una reciprocità.

 

Già riuscivo ad essere amica, solidale senza sperare ritorno e senza presumere di essere padrone di quella amicizia. Io ed essa (amicizia) eravamo (siamo) indipendenti. , ed una non soffocava più l'altra.

Ottimo per me aver scoperto questo con i miei propri giorni, con le mie proprie esperienze di mese in mese in cui i miei custodi appena osservavano la fermezza che i miei passi andavano aquisendo, al tempo stesso più leggeri di prima.

Ancora un insegnamento che molto è stato utile in passato e continua ad esserlo nel mio presente attuale.

I miei custodi... miei amori...miei amici...miei bellissimi fratelli di tante vite vissute insieme, sempre leali gli uni agli altri...

I miei custodi erano certi (come se io avessi avuto alcun dubbio di questo....hi.hi): io dovevo camminare sulle pietre e precipizi per poter camminare sui fiori.

 

 

 

 

 

Giovedì, 10 maggio 2007

I miei custodi erano certi

 

Per scoprire l'amicizia, l'amore,

 io dovevo disfarmi di quel sentimento che abbiamo appreso da quando siamo nati: quello del possesso, della proprietà senza limite. Non abbiamo la proprietà sulle persone, e questo è necessario apprendere. Chi non apprende soffre la vita intera perchè sempre si sentirà tradito

 

l'amicizia non fà carità, non dà elemosina, non fà pose per mantenere apparenza. L'amicizia è solidarietà. Essa divide senza timore di restare senza nulla. Essa condivide senza ambizione di ricevere ritorno moltiplicato.

 

L'amicizia si può manifestare anche se si cammina con difficoltà. Anche se la persona abbia qualche limitazione fisica che le impedisca di osservare, ascoltare o muoversi, anche che sia ammalato, anche che non abbia denaro, anche così può essere amico di qualcuno.

 

Se non ha gli occhi per vedere, o se è ammalato, anche così ha qualcosa di buono dentro di sè che potrà condividere con l'altra persona. Nessuno è vuoto da non poter dare nulla. E nessuno è vuoto da poter solo ricevere.

Un amico può essere senza condizioni  di aiutare l'altro in qualche forma concreta e tangibile, ma se egli sarà amico vero, solo questo è già un aiuto che difficilmente potrà essere misurato.

Mentre, essere amico ha lasciato di essere amico per essere interesse. Interesse nell'alto astrale dell'altro, nel coraggio dell'altro, nella felicità dell'altro, nella posizione sociale dell'altro. interesse nel restare vicino all'altro perchè gli è di lucro in qualche modo.

 

E l'amicizia dove entra in questa situazione caotica nella quale si trasformano le relazioni interpersonali ?

Uscire da questa condizione e tirare i veli che mostrano la verità al di là della menzogna è amarsi e rispettarsi. Un cercatore non si perde d'animo al vedersi senza amici, anche se circondato da conoscenti conosce il valore dell'amicizia.

 

Conoscenti fanno carità. Amici sono solidarietà.

Per quante difficoltà la persona passi nei momenti della sua vita, lei non deve essere egoista e pensare solo a sè stesso. Lei può essere amica. Lei può movimentarsi ed essere presente nel quotidiano di altre persone. se la persona sarà amica, non misurerà sforzi per essere amica di fatto, avvenga quel che avvenga.

 

Amicizia = amore tra fratelli. Che mancanza di te sulla Sfera Azzurra !

Per questa epoca in cui io camminavo in questa ricerca, ho percepito quanto difficili sarann, per tutti, i giorni futuri (oggi ben più prossimi). Solamente l'aiuto reciproco distaccato da qualunque egoismo darà sostegno all'equilibrio necessario perchè i miei fratelli non soccombano ai venti e tempeste che verranno. E verranno sempre di sorpresa, quando e dove non si aspetta.

Senza l'amicizia che fortifica le relazioni, come pensano i miei fratelli  di sopravvivere al caos che già si intensifica ad occhi aperti ?

Non sarà possibile farlo in modo brasiliano.  Per questa epoca io ancora cercavo di dire a tutti che la lucidatura dello spirito e la ripresa della vita spirituale in un corpo fisico ancora sarebbe un cammino adeguato per chi desidera fortificarsi nell'Energia Suprema.

 

In questo tratto della mia camminata, io ho cominciato con vari camminatori, e quando sono arrivata al rettilineo finale, pochi pure sono arrivati. Molti pochi. Gli altri camminatori hanno intrapreso altri cammini.

 

E così io sono stata... imparando a vivere. Io voglio la verità sopra di tutto. E per azionarla, ho bisogno apprendere a vivere per riconoscerla, bella, forte e luminosa.

 

 

 ...riconoscerla, bella, forte e luminosa....

Venerdi, 11 maggio 2007

Interrompendo la relazione, ma al tempo stesso dando continuità, in realtà la Verità quando sorge è bella, forte e luminosa. Falco è uscito vincitore dai combattimenti sorti nei suoi ultimi giorni trascorsi. Un rcercatore che ha trovato tanti frammenti della verità quanto ha camminato, ed ora, in questi combattimenti, si è coperto di essa ed ha seguito i giorni in modo sicuro e valente. Come era l'attesa.

Falco....  quanto insegnamento !! ... quanta forza !.... quante esperienze in un evento !.... quanto coraggio !..... vedi, fratello mio, che chi cerca la verità, con cuore puro e mansueto, la trova sempre ?

Ed io quì, fratello mio. Registrando in questa semplice relazione, partecipazioni magnifiche come la tua.

Molte cose ancora da narrare. Molti commenti ancora da fare sopra un passaggio o l'altro.  Andiamo avanti !! la vita chiede passaggio nevvero ? Allora, andiamo.

 

  Andiamo avanti !!

Certe volte, ho preso un tratto che sarebbe servito a complementare informazioni che io avevo ricevuto sulla vita fuori dal Pianeta o comunicazioni con esseri che chiamiamo spiriti.

I miei custodi mi hanno solo indicato la direzione, e là io sono andata. Sono entrata in questo tratto con calma, senza fretta, ma con coraggio. E con molta forza di volontà, perchè i motivi per perdermi d'animo "piovevano" nel quotidiano. Ancora piovono. Se io percepisco questo nella mia vita, non vuol dire che avvenga solamente in essa. Avviene in quella di tutti. E chi li percepisce e li tira fuori, riuscirà ad  andare avanti. Quello che non li tira fuori, che li accetta nella sua vita, andrà più lento, o perfino arresterà il cammino e lo spirito comincerà ad essere anemico, senza forze, fino ad abbattersi e consegnarsi.

 

Molte volte è più facile consegnarci al disanimo che continuare a camminare tra le pietre, e le spine. Quando abbiamo i piedi feriti dal tanto cammino su terreni ostili; quando abbiamo le ginocchia sporche dalle tante cadute quanto le  molte volte abbiamo dovuto salvare i piedi; quando abbiamo le mani sanguinanti per i tanti spini deviati, sì, molte volte è più facile consegnarci al disanimo.

 

E molti si consegnano. Non trovano obiettivi per continuare.  Non si propongono di vincere quel tratto.

Molte volte io pure ho voluto consegnarmi semplicementi al mondo delle vicissitudini e piaceri del corpo, e solo pensare al vestiario, viaggi divertimenti e innamoramenti. Sarebbe più facile, infine, è un luogo comune. E' ciò che si considera normale.

 

Ma che ha detto che io sono normale, guardando sotto questa ottica ? Chi ha detto che io mi accontento con questo ? Se così fosse, non avrei promosso mutamenti nella mia vita in qualche momento, e oggi sarei la stessa del passato, solo che più delusa, depressa, con angustie e conflitti.

Tra il sanguinare per tentare camminare o per non tentare, io ho optato per la prima. Camminare. Sempre sulla linea di orizzonte. Camminare infinitamente per stare dinanzi l'Energia Suprema. Camminare perchè fermare non vuol dire sempre stabilità.

 

Per quanto abbiamo appreso, ci sarà sempre qualcosa da apprendere. E questa sfida è ciò che ci sostiene la speranza di seguire la certezza.

La base può mancarci, ma le ali sono pronte per raggiungere voli molto più grandi di quanto pensiamo.

E così andiamo avanti, camminando con i passi in accordo con la nostra convivenza e la nostra ricerca. Fermi e sicuri. Certi del proprio destini infinito.

 

 

 

  Per chi lo ha accompagnato.....

 

 

Chi ha letto le mie relazioni attuali in relazione all'amico che ho chiamto Falco, dovrà ricordarsi che io ho commentato di tornare quì e relazionare un pò più dettagliatamente, con il suo permesso.

 

Un breve riassunto: il mio amico falco ha ricevuto una diagnosi medica di cancro. Si è sottomesso a chirurgia, ed ora si stà ristabilendo. Non ci sono state sequele. Nulla di metastasi, pertanto, nulla di sessioni di radioterapiao chemioterapia. Solo un accompagnamento per i prossimi 5 anni, come è indicato in questi casi.

 

Nel frattempo, ciò che io evidenzio quì è il modo come egli si è comportato dal sospetto di qualcosa, esami, chirurgia, e risultati finali post chirurgia.

In nessun momento si è lasciato abbattere o si è rifugiato dalla convivenza sociale. In nessun momento ha detto "oh, come soffro" o "perchè io?" sono tanto buono" o " questo è carma, devo soffrire" o "è castigo di Dio", o "io merito !" etec etc.

 

In nessun momento ha lasciato abbattere in lui l'entusiasmo per la vita, la speranza del futuro e la certezza del superamento, nel modo migliore possibile.

 

Si comportava nello stesso modo con amici che non sapevano di quel momento e quelli che sapevano. Ossia, non fingeva la forza che dimostrava. Lui l'aveva. Lui ce l'ha.

Molti insegnamenti in questo periodo sono rimasti impregnati nella vita di tutti. Di quelli che si sono accompagnati da vicino e di quelli che non erano a conoscenza nell'ora in cui avvenivano questi fatti, ma che hanno saputo a posteriori, allora a partire da lì ricorderanno molte cose, forse assimileranno ciò che questi momenti di falco hanno portato a tutti noi.

 

Che si abbia l'umiltà in tutti noi, mettendoci al nostro posto, ma che si abbia il coraggio di non nasconderci dinanzi a ciò che ci accade nel quotidiano.

Mi ricordo che un amico ha scritto in un messaggio, in un gruppo di riflessioni alla quale partecipavamo: "arriverà il tempo in cui professori si scopriranno alunni" ed io ho completato, all'epoca che ho ricevuto il messaggio "e molti alunni si scopriranno professori".

E' questo. Per ora, è questo.

 

 

Lunedi, 14 maggio 2007

 Chi ha coraggio di lottare per la vita, lotti

 

Il terreno può mancarci, ma le ali sono pronte a raggiungere voli molto più grandi di quanto pensiamo.

 I concetti possono crollare sotto i miei occhi, ma l'unicità con l'Energia Suprema resterà infinitamente nel mio essere.

Chi avrà il coraggio di amare, ami.

Chi avrà il coraggio di essere umano, si umanizzi.

Chi avrà il coraggio di lottare per la vita, lotti.

Chi avrà il coraggio di trascendere ed essere luce, lo sia.

Non c'è più spazio per le indecisioni. Chiunque di noi stà prendendo decisioni ad ogni secondo. Facendo scelte ad ogni istante  di ogni giorno di ciascuna vita.

L'amore riempie i giorni di colui che fà accadere questo. Che non spera che cada dai cieli ossia estratto da un cappello in un passo magico in uno spettacolo circense.

 

Il coraggio riempie i giorni di colui che sente sempre più l'alienazione fare dimora in molti spiriti.

Quando io stavo in questo passaggio della mia giornata, io ho pensato "ho già camminato tanto, sarà che non posso fermarmi ?", allora uno dei miei custodi, quello che era con me in quel tratto ha domandato in modo succinto e chiaro " e il restante cammino chi vuoi che lo faccia per te ? E' questo che tu vuoi per te: fermarti senza motivo che giustifichi ? Ti soddisfi con una goccia d'acqua se puoi arrivare alla fonte cristallina ?"

 

Le mie caratteristiche personali mi fanno parlare con i miei fratelli così come i miei custodi parlano con me. Non c'è come cambiarci e violentarci  per renderci graditi a chi amiamo. Se amiamo, dobbiamo accettare mentre ci sarà possibile. Quando non sarà più, tentiamo un equilibrio  in relazione perchè la situazione cresca e gli spiriti che si relazionano vanno conoscendosi sempre più. Non avvantaggia volere sperare una felicità piena se essa non sarà lavorata dentro ciascuno, se essa non sarà conquistata da ciascuno e dai dolori.

 

Allora, a proposito di quanto il mio amico spirituale ha detto, mi sono incentivata nello stesso momento, in spirito e ho continuato la mia ricerca e i miei incontri con alcuni frammenti di verità che io cercavo ed ancora oggi cerco.

 

E' stato quando ho cominciato ha rilasciarmi da me stessa e muovermi per i mondi astrali. Mai sola. Sempre con i miei custodi. Per conoscere , attraverso i ricordi delle razze che sono venute a dimorare quì.

 

Io non ho domandato il perchè. Non avrei avuto risposta in quel momento. E così sono stata a sviluppare la condizione  di slegarmi dal mio corpo in forma cosciente. Io avrei dovuto apprendere questo, non per rimanere a fare turismo astrale e tornare piena di vanità, portando notizie di là in libri o messaggi. Non sono bambina di messaggi. Chi lo desidera, faccia quello che ho fatto: apprenda dai propri mentori. Chi desidera cercare saprà essere orientato perfettamente perchè non si illuda sul cammino. E' il chiedere con lo spirito per realizzazioni dello spirito. Perchè chiedere con la mente per realizzazioni della mente fisica è quello che tutti fanno. Chiedere salute, matrimonio, felicità nel matrimonio, promozione professionale, casa nuova, etc etc chiedere questo è facile. Chiedere per lo spirito, chidere aiuto per lucidarsi, trattarsi, curarsi, questo è più raro, perfino perchè molti chiedono ma non vogliono l'aiuto, perchè questo li allontana dalle richieste domandate per il quotidiano fisico incarnato.

 

L'avvicinamento all'Energia Suprema si fà con il lavoro di ciascuno. Mai sarà trasferendo a terzi ciò che ognuno, individualmente, deve fare da sè. Allora, chi desidera essere una somiglianza dell' Energia Suprema, deve fare maturare la leggerezza dell'essere che è perchè la luce in ciascuno risplenda ogni volta di più raggiunga la luminosità che, da sè stessa, starà sempre più, prossima di chi io chiamo Energia Suprema, ma molti chiamano Dio.

Chi avrà il coraggio di amare, ami.

Chi avrà il coraggio di essere umano, si umanizzi.

Chi avrà il coraggio di lottare per la vita, lotti.

Chi avrà il coraggio di trascendere ed essere luce, lo sia.

 

Venerdi , 18 maggio 2007

                         

Solo se mi toglieranno la voce

 

Ricordo gli anni passati, in cui io partecipavo ad una chat in Internet, nella quale era possibile l'utilizzo del microfono per facilitare la comunicazione. Tutte le notti io stavo nella sala voluta da me e da un amico molto caro, i cui temi erano sempre rivolti alla riflessione in relazione ad una migliore qualità della vita, obiettivando di più il lato spirituale.

Partecipavano tutti quelli che lì entravano e desideravano partecipare, con norme di condotta e partecipazione.

Il fatto che quello spazio non fosse vincolato a nessun credo religioso lasciava scontenti molti membri dei più svariati credi e che stavano pure lì, ciascuno nella sua "sala", cercando  di divulgare il proprio credo, e fuori regola combattendo tutte le altre, assumendosi la responsabilità di essere la unica e corretta detentrice della verità divina. Questo causava molti conflitti tra le persone che partecipavano.

 

Nella sala che io e il mio amico abbiamo creato, non permettevamo discussioni rispetto ai credi religiosi, qualunque che fosse l'obiettivo di qualcuno di aver iniziato l'argomento, lasciavamo chiaro non eravamo lì per criticare nessuno, bensì per analizzare noi stessi e verificare dove avremmo potuto migliorare in quanto esseri umani e spirituali.

Questo ha lasciato molti, ma molti davvero, adepti dei più svariati credi irritati e scontenti, principalmente con me, poichè aldilà di non accettarmi per non seguire nessun credo religioso, i più intraprendenti tentavano a forza convertirmi, salvarmi o farmi "accettare Jesus".

 

Non comprendevano, come non comprendono ancora oggi, che per convivere con il Rabbi di Galilea non occorre firmare nessuna adesione a nessun credo religioso. Inoltre, egli non ha creato religione. Hanno creato, per diversi motivi, questo sì, religioni usando il suo nome, per avere più credibilità.

 

La mia posizione scettica riguardo alla salvezza che qualunque religione promette a fatto sì che molti "spiritualizzati" cominciassero a combattermi, pubblicamente, nella sala, o attravverso espedienti privati. Ho ricevuto molte minacce, incluse dai seguaci delle fiamme violette, e della supposta grande Fratellanza Bianca Universale, che facevano questione di mostrare rispetto alla libertà religiosa ma che, non perdevano una opportunità di minacciarmi, incluso di dire che avrebbero occupato quello spazio (sala) mio. Ed erano spiritualizzati...seguaci di maestri... quale tipo di maestro seguivano /seguono ?

 

Io non sono frequentatrice di nessuno spazio religioso di quella chat multimediale... ma la mia sala era frequentata da adepti dei più svariati scopi religiosi. E questo dava fastidio a molti, perchè gli argomenti collocati per riflessione erano democratici, ed ogni partecipante, all'inizio, poteva suggerire il tema, sempre rivolto alla riforma interiore.

 

Forse perchè nel mondo in cui gli uomini pensano di avere supremazia sulle donne, io ero scomoda e molto, per essere lì, senza mancare neppure un giorno, sempre a parlare dell'amore di Dio, per affidarci alla Divina provvidenza; per non perderci d'animo davanti a nulla, ma nulla proprio, che ci accada nel quotidiano, perchè Dio è Poderoso e se ci affidiamo e ci consegnamo alla Sua Luce, satremo sempre forti per superare le difficoltà.

 

Siccome non era una sala di preghiera o fanatismo, c'è stata sempre molta critica distruttiva di coloro che sono fanatici nei loro credi religiosi.

In questo periodo, in cui io lottavo ogni giorno per mantenermi in equilibrio dinanzi al comportamento di molte persone che là frequentavano, solo per combattermi, sollevando falsi testimoni verso la mia persona, ma difronte a tutti, tutti erano molto buoni, educati, gentili, e molto "spiritualizzati", recitavano pagine e pagine, capitoli interi di libri (ma non dimostravano praticare). Quando io mi sono stancata delle minacce che ricevevo, in espedienti privati, e alcune volte perfino in testo pubblico nella sala, io ho cominciato a dire allora che nessuno mi avrebbe fatto tacere, nessuno mi avrebe inpedita di parlare di Dio e della sua Giustizia; non mi avrebbero inpedito di dire che il Rabbi non ha creato nessuna religione, e che tutti possiamo seguire i suoi insegnamenti per raggiungere in noi la pace, per noi e sopra di noi. Ah ! Io pure dicevo che la sala sarebbe stata chiusa quando Dio mi avesse orientato a rispetto, e che io avrei parlato di lui fino a che avessi avuto voce.

 

Non sapevo quanto erano profetiche quelle parole.

Un certo giorno, mi sono svegliata sentendomi male ed ho pensato di aver dormito in cattiva posizione. Una settimana dopo già ero non in grado di camminare, e i medici consiltati nulla sapevano. Due settimane dopo io ero completamente paralizzata con i miei reni che già iniziavano a bloccarsi pure (sono stata informata dopo che sarebbe avvenuto così con gli altri organi). In questo periodo una coppia di sposi amici si è preoccupata con ciò che stava accadendo e mi ha dato tutto l'aoiuto necessario per trovare medici più competenti. E' stata una peregrinazione ma ne è valsa la pena. Tutto diventa più soave quando abbiamo amici. E questa è una realtà inconfutabile per me. Amici sono i nostri tesori.

 

Mentre facevo gli esami, condotta da questa coppi di amici, di primo mattino per l'ospedale, e nell'attesa della diagnosi, io restavo nella chat, nella sala, conversando e riflettendo sui tempi proposti. Siccome io non mi muovevo più, mio figlio metteva una poltrona difronte al computer, mi portava fino là, mi metteva le cuffie per parlare o ascoltare, quando era il caso, apriva il programma che io utilizzavo, mi dava un bicchiere d'acqua  con cannuccia in caso di sete (io non avevo sensibilità nelle mani, e tentare di prendere un bicchiere sarebbe stato come lasciarlo cadere).

Dal quadro di sintomi della  lupus, è mancato solo un sintomo per riempire la totalità di questo quadro, ed è nella mia cartella medica. Davanti all'aggressività della malattia, il chè ha causato molto spavento, visto che essa si è manifestata totalmente, nel massimo di 15 giorni, ha avuto un silenzio etico da parte dell'equipe medica, e io non sapevo, fino a quel momento se sarei stata curata totalmente o parzialmente.

 

Ma continuava la mia camminata. Tutta la notte la stessa routine per stare nella chat, a riflettere sul Potere di Dio nelle nostre vite.

Avevamo creato una routine di farci una orazione all'inizio delle riflessioni, ed altro, in chiusura. Facevo partecipare il partecipante che lo desiderava. Quando non c'era, ero io che conversavo con Dio, chiedendo illuminazione perchè la riflessione fosse produttiva, e in chiusura, ringrandolo per il giorno, per gli insegnamenti, infine...ciascuno conversa con Dio a proprio modo.

 

Alla vigilia di ricevere la diagnosi medica ( io sarei andata in ospedale per sapere ciò che avevo, quale trattamento, e cose affini) io ho fatto la prece di chiusura delle riflessioni. Nel momento in cui io stavo conversando con l'Energia Suprema io ho visto due dei miei custodi, praticamente in piedi difronte a me...rs.. (ma difronte a me c'era il monitor del computer...) e loro mi hanno ricordato due frasi che io ho sempre usato, e negli ultimi tempi, io ho usato più frequentemente ancora. Una di esse è " avvenga quel che avvenga, mi tirino il tappeto se vogliono, mi tirino a terra se desiderano, ma non mi vedranno cadere, perchè il mio spirito ha le ali e vola sempre a Dio" e l'altra frase " Chiuderò questa sala quando Dio mi orienterà. Starò quì fin quando avrò voce per il microfono".

 

Mi hanno fatto un sorriso affettuoso al percepire che erano riusciti nel loro intento, che era aiutarmi a ricordare le mie proprie parole perchè da esse io tirassi la forza della quale avevo bisogno per superare quei giorni quasi "infernali " che io passavo.

 

Mentre io usavo il microfono pregando, loro lì, parlando con me, in spirito. Mi hanno orientato per continuare a non reagire contro nulla di quello che stavano dicendo o facendo con me. Che io lasciassi i miei fratelli che si dicevano santi, salvi, spiritualizzati  si alloggiassero in loro stessi con le loro azioni e che io non reagissi a loro. Dissero ame che avrei chiuso la sala, ma nel momento in cui fosse deciso (due anni dopo ho chiuso là la mia partecipazione in funzione di un nuovo cammino che avrei tracciato). Ma che io non regissi a qualunque calunnia o calunniatore. Era necessario che loro mostrassero la propria faccia e se io ero lì, perchè loro si rivelassero come erano, di fatto, era perchè io sarei stata in piedi.

 

Passarono i giorni, ed io già sapevo la diagnosi medica, facendo uso del medicamento raccomandato, ma senza sapere se avrei recuperato o se sarei rimasta paralizzata come ero. Ub giorno qualunque, mi hanno risposto i custodi quando gli ho domandato una volta appena. Ho inteso la risposta: che era perchè continuassi a vivere un giorno ogni volta senza ansietà o apprensioni, malgrado  quello che stava accadendo.

 

Ho confidato in loro. Io sapevo che anche se restavo paralizzata, con necessità di sedia a rotelle per muovermi, loro sarebbero stati il tempo intero con me. E io sapevo che con il loro amore, il mio spirito sarebbe volando sempre più in alto.

 

I giorni passavano e , a poco a poco, andavo recuperando i movimenti. Lenti, dolorosi ancora, ma andavo recuperando  e alcuni mesi dopo, io mi muovevo quasi come prima. Dico quasi come prima perchè sono rimasti alcuni piccoli postumi, ma anche così ho tutta la libertà di movimento.

Quando ho visto defilarsi un nuovo cammino per me, e in conformità con quello che ho sempre detto rispetto alla chiusura della sala solamente quando Dio avesse orientato, ho percepito che era il momento la mia partecipazione in quel progetto che lì in quella chat, è durata 6 anni, tutte le notti, due ore di riflessioni per notte, obiettivando il miglioramento spirituale verso la Luce dell'Energia Suprema.

 

E così è stato. Ho chiuso la sala quando Dio ha orientato di farlo, ed anche se mi tiravano a terra, molte volte, non reagivo; mentre, il mio spirito volava ogni volta più in alto. Senza falsa modestia.

 

 

 

Giovedì, 24 maggio 2007

 

Dopo aver preso questa decisione dovrei concretizzarla

E così ho continuato il cammino verso la verità. Niente altro che la verità. Fasi dopo fasi con molte cognizioni da acquisire, o ricordate.

 

Viviamo in un mondo la cui materia organica è molto densa. Quando lo spirito si unisce al corpo per vivere quì, incarnato, ha un blocco dei propri ricordi (dello spirito). Con il tempo in accordo con la sua maturità, la sua evoluzione, questo (spirito) a poco a poco ha piccoli ricordi delle proprie vite passate. Molte volte questi ricordi vengono rapidamente alla mente, come flash, o allora attraverso l'intuizione.

 

Impariamo quì sulla Terra, che esiste solo ciò che può essere toccato con mano. Ciò che è tangibile. E con questo, stiamo immagazzinando nei nostri corpi astrali queste informazioni che ci sono state trasmesse. vita incarnata dopo vita incarnata. Modificarle e cominciare a comprendere che c'è qualcosa oltre a ciò che può essere toccato con mano e visto con occhi corporali è una opzione che è concessa a tutti. Letterature serie, esperimenti scientifici, teorie filosofiche...ci sono molte cose utili.

 

Il fatto dell'esistenza di altri mondi e vite in forme fisiche diverse dalla forma fisica del Pianeta Terra, e non essere toccati dalle nostre mani, non esserci viaggi turistici per questi mondi, non vuol dire che non esistano.

 

Per chi interessato,  il libro O Experimento Scole - Evidências Científicas sobre a Vida após a Morte , di Grant e Jane Solomon  relaziona esperimenti scientifici fatti da un gruppo di scienziati rispetto la manifestazione di vite extra-fisiche (che consideriamo come spiriti).

Ho vissuto esperienze che mi hanno portato le più varie conoscnze, facendole emergere dalla profondità della menmoria spirituale genetica alla superficie della mente fisica.

 

Perchè? Per chi?  Sono domande che mi sono fatta nel decorrere di questa ricerca. Con il tempo non mi sono più fissata su di loro, perchè io sapevo che un motivo ci sarebbe stato, ed al momento giusto avrei avuto chiarimenti. E questo è avvenuto.

 

Le risposte sono venute nel momento in cui, ancora una volta tra tante volte, stavo chiedendomi se sarebbe valsa la pena cercare per la veità, tanto camminare tra pietre e spine. Dove stava il cammino dei fiori ? Io non avevo diritto? Dove era l'ombra e l'acqua fresca ? Io proprio non avrei avuto diritto ?

 

Sarebbe mio destino questo cammino arduo, solitario in cerca della verità ? E' per questo che sono venuta sul Pianeta ? Non un momento di riposo potrei avere ? Non potrei avere anni di una vita tranquilla, senza tempeste e pietre ?

 

Alcune volte io ho detto, ed ancora dico, ai viaggiatori del tratto che io stò tracciando, quando dicono con non manterranno più contatto perchè sono con conflitti, crisi esistenziali, o altri che si sono allontanati perchè così si sentivano, o altri che stavano tornando perchè erano stati in crisi esistenziali, infine... a questi io ho sempre detto che mai io ho vissuto crisi esistenziale, nè nulla che mi abbia fatto rifugiare sotto il letto ed avessi timore di essere amica o di continuare ad essere amica.

 

Non c'è problema in me o nella mia vita, nè interiore nè esterno che mi faccia cessare di essere amica, di dialogare, di parlare con le persone attorno a me. Non c'è crisi esistenziale maggiore dell'amicizia. Se c'è, io mi sento il diritto di aprire un precedente e sentire che non c'era amicizia.

 

Io credo che se qualcosa non va bene con una persona, questa può essere compagna, essere amica di altri. Forse qualcuno potrà aiutarla in quello che gli manca o allora possa aiutarla a trovare il cammino perchè lei stessa trovi soluzione.

 

Io credo che nessuno è tanto vuoto che anche con i propri problemi non sappia ciò che sia l'amicizia, il rispetto e la solidarietà. Per quanto povera finanziariamente che sia una persona e non possa aiutare in questo senso, può aiutare nel modo che gli sarà possibile, condividendo l'amore che ha, l'allegria che sente, il coraggio che la sostiene.

 

Nessuno è tanto vuoto da non avere nulla da dare. E nessuno è tanto pieno da non poter ricevere. Ricordo ora un detto popolare " una mano lava l'altra, e le due lavano il viso". Il problema è che molte persone vogliono che le due mani dell'altra persona lavino il loro proprio viso senza che facciano il minimo sforzo di unire le loro mani a quelle di altre persone.

 

Egoismo! Ipocrisia! Vampirizzazione !

Sò che molte volte alcuni viandanti devono essere condotti su altri cammini per apprendere ciò che ancora non hanno appreso; conoscere emozioni che li facciano più luce di quello che sono, emozioni queste che hanno rifiutato nei tracciati già percorsi.

 

Camminare per camminare è molto facile. camminare , eternamente  caricato sulle spalle di qualcuno pure è facile. Vivere senza volere rimboccarsi le maniche ed uscire in cerca della propria realizzazione professionale, lottare per gli ideali, spogliarsi di tutta l'ipocrisia e verificare ciò che è più reale e duraturo per sè stesso e confrontare con il vivere di quel momento, e cominciare i mutamenti interiori...vivere così è facile. E' la pace dell'accomodamento.

 

Eè così come quellla persona che ha bisogno di impiego, non ha come garantirsi la propria sopravvivenza, chiede ospitalità alla casa di un  amico, che ha buon cuore e non negherà (molte volte sarebbe meglio non avere tanto buon cuore così) e allora la persona si ospita là, e la rimane, mesi e mesi, senza muoversi nel ricercare l'impiego necessario. Rimane lì appoggiato dal padrone di casa, ma non sostiene in nulla, non aiuta in nulla, e così vivendo i giorni, mangiando e dormendo tutto il giorno. E quando il padrone di casa comunica che la situazione diventa insostenibule, il "cercatore di impiego" esce sbattendo la porta, e per dove passa getta fango sul nome del padrone di casa.

 

Aspettare che cosa da persone omesse e accomodate ? Che facciano qualcosa per il padrone di casa che li ha ospitati ? Che lo aiutino in qualche momento di bisogno, anche lavando il bicchiere che ha usato ? Sperare che siano leali all'aiuto ricevuto e che perlomeno, conseguino un lavoro, escano in cerca, vadano in fila alle agenzie di impiego, battano porta a porta e lascino curriculum ? Sarebbe logico sperare questo, ma non sempre è quello che accade.

Caminare per camminare è molto facile.  Ma più ancora è camminare sostenuto da qualcuno. Questo per alcuni è molto facile; molto meglio.

Allora, analizzando questa situazione, tra tante, io mi domandavo, una volta o altra perchè io dovevo salire la montagna ? Perchè io dovevo imparare a nuotare per attraversare il fiume a nuoto ? Perchè io dovevo fare riserve di acqua per attraversare a piedi, quel deserto ? Perchè io dovevo dare le mani a qualcuno per aiutarlo a camminare, essendo io stessa, molte volte, stanca e desiderosa, ardentemente una mano a sostenermi ?

 

E sempre è stato quando io chiedevo questa mano a sostenermi, che appariva qualcuno ad aver bisogno della mia.

Una volta io ho detto : basta. In questo modo mi sono ferita, ho sanguinato, sono caduta, mi sono alzata, ho battuto il naso sulla porta di un cammino, tutti possono fare lo stesso per raggiungere il cammino. Che ciscuno apprenda, se vuole. Ma io non caricherò più nessuno che possa camminare con le proprie gambe.

 

Dopo aver manifestato questa decisione, sarebbe necessario concretizzarla, trasformarla in azioni nella mia vita fisica.

Sarebbe corretto fare ?

Sarebbe corretto materializzare questa decisione ?

 

 

 

 

 

 31 maggio 2007

Sarà corretta questa decisione ?

Il tempo. Con esso io avrei saputo quando e come fare. Ho continuato il mio cammino senza caricarmi fardelli di preoccupazioni non necessarie. Quelle che avevo erano sufficienti per togliere il sonno, se non fosse per gli allenamenti ricevuti da molti anni. E che, messi in pratica, mi hanno sempre mi hanno garantito un benessere interiore malgrado il caos esterno del mondo in cui vivo.

 

In un mondo di cechi e sordi, chi ha un occhio che scruta e un orecchio che ascolta è considerato "differente", al minimo "differente". E quando questo che scruta e ascolta pretende dire a chi incontra sul suo cammino, che questo non è monopolio di uno o due, ma, che tutti possono scrutare e ascoltare, e che per questo basta sforzarsi ed uscire dall'inquinamento mentale in cui tutti viviamo, normalmente, è collocato in una situazione sempre di confronto; anche se egli non cerca il confronto. Egli cerca la verità, e la pace che viene con essa.

 

Un certo giorno, io ero molto stanca. Il terreno irregolare del cammino a chi mi ha proposto mi feriva l'anima, e, malgrado io dovevo continuare, mi ha concesso il diritto di sedermi su una pietra e restare lì a riposare e ripensare ai miei passi.

 

Sono rimasta così vari giorni.  Il quotidiano proseguiva senza ostacoli, per nulla differente da tutte le altre persone. Mentre lo spirito era in uno stato di osservazione, rilassato anche se attento ai segnali. Ho preso le preoccupazioni del quotidiano e le ho collocate in ordine di priorità (più o meno, perchè dato che tutte erano priorità, tutte allora avrebbero occupato il primo posto della lista...rs). Ho tracciato mete alternative, nonostante sapessi che in quel momento nulla avrebbe potuto essere fatto. Io dovevo stare dove stavo, facendo quello che facevo. Ma lo spirito volava per l'infinito in cerca di soluzioni o alternative passibili da essere trasformate in soluzioni in quel momento.

 

Dopo il giorno di lavoro ed altri affari, io mi lasciavo andare a contemplare le stelle, e lì allora la mia mente era uno con il mio spirito e lì, in quei momenti, io mi sentivi felice. Felice di una forma da non credere per usare qualunque parola del nostro dizionario. Felice in un modo inimmaginabile per qualche incarnato, principalmente con il quotidiano a brandelli.

 

Ho riassunto, ogni volta di più, una coscienza vivendo in un mondo fisico dei più densi che già conoscevo. I blocchi che la fisicità proporziona allo spirito è enorme, e da lì sorgono le difficoltà in ciascuno ricordare, accettare, comprendere, assimilare argomenti dei mondi extra-fisici.

 

Quando la persona si propone a questo, avanza,  poco a poco e comincia a sentirsi meglio, a non incolparsi al tempo stesso, a non passare la mano sulla propria testa discolpando le proprie azioni irresponsabili e non prendendo modo di assicurare pasii più fermi da lì in avanti.

La persona comincia a comprendere meglio l'azione della Natura e comincia ad integrarsi ad essa, ed amarla come forse non si sia immaginato capace. Comincia pure a vedere la vita con altri occhi, mentre, con molta più responsabilità in relazione alla sua propria e a quella dei suoi simili, e comincia, a sviluppare dentro di sè sentimenti che ancora non conosceva, o a risvegliare i sentimenti che erano addormentati per le lontane vite passate.

 

Comincia una trasformazione sottile nell'essere interiore di ciascuno, che con il tempo, si esteriorizza ed un certo equilibrio è percettibile per la propria persona, anche che non lo sia per più nessuno. Una certezza dell'eternità della vita comincia a formarsi e molti timori e angustie si dissolvono dando spazio alla convinzione che comincia a crearsi sull'Energia Suprema e l'esempio di purezza che essa è per tutti noi.

 

E lì allora, lo spirito comincia ad essere luce. A partire da questi sentimenti che cominciano ad essere più latenti nell'essere, e a occupare spazi sempre maggiori direzionando lo spirito ogni volta più fermo sui suoi passi nella sua giornata verso la Fonte Inesauribile di Luce che è il proprio spirito.

 

Quanto più sono stata a riassumere uno spirito che vive una vita fisica, ancora piena di difficoltà,maggiormente mi sono sentita felice di essere quì. La felicità è opzione di ognuno, e indipendente da ciò che ci accade nel mondo esterno delle nostre vite, essa, la felicità, dimora dentro di noi. Essa fà parte del nostro spirito e lasciarla fluire diventa più sereno, e così, andiamo, nel corpo fisico, ricevendo energia e divenendo, pure, più felici e sereni ogni giornoo ogni notte vissuta sulla terra,

 

Dificoltà ? Esistono e senpre esisteranno fintanto che le umanità camminano come camminano. Ma lo spirito è libero. Esso non ha bisogno di vivere e soffrire come soffre il nostro corpo quando passa per qualche momento in cui deve sforzarsi per continuare.

 

Lo spirito è libero, anche se imprigionato nel corpo. Esso è libero di partire nel momento in cui noi proponiamo ad essere noi stessi e sviluppare la potenzialità che siamo, in spirito. Allora esso comincia a creare ali e volare, malgrado il corpo che  abita stia calpestando la terra, stia legato alla Terra dalla legge di gravità.

 

Lo spirito può essere libero, nel momento in cui lo vogliamo, ed ancora da quando promuoviamo le condizioni per questo: che apriamo la porta della cella dove esso è stato schiavizzato e permettiamo  che a poco a poco, apprenda ciò che deve apprendere.

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 20 Giugno 2007

Bambini spirituali ?

Ma è necessario che ciascun individuo cominci a modificarsi, e con questo, creare un nuovo mentale collettivo. Riformare.Ricostruire la vita su  giusti e fermi pilastri.

Ecco la grande difficoltà in un mondo senza volontà di pace.

In vari settori del mio cammino, io battevo sempre lo stesso tasto: tutti sono buoni. Non ho creduto, o meglio, mi rifiutavo credere che le persone, non erano giuste; buone; non facevano il bene senza guardare a chi e senza volere il pagamento da Dio per questo.

 

Come io non farei, nè faccio, nulla che pregiudichi qualcuno, principalmente in modo premeditato, io credevo che le persone non mi avrebbero fatto del male. Ma io avevo bisogno di aprire gli occhi, per quanto avrei dovuto mantenerli chiusi in quanto a questo.

 

Io, dovevo apprendere anche questo: non ci sono santi quì. Non ci sono bei angioletti divinizzati quì. In un sistema di vita come questo, in cui l'illusione comanda i sentimenti degli abitanti, in cui menzogne cristallizzate si sommano alla sordità comportamentale, io ho scoperto che c'è appena uno strato di vernice di civiltà che copre la barbarie di ciascun essere che stà quì, attualmente.

 

I buoni , i giusti già si sono ritirati, O stanno ritirandosi.

Percorrere la vita. a fronte alta, e ricevere quanto di peggio c'è dentro di ciascuno può disanimare chiunque. Ed io sono una qualunque. Mi sono persa d'animo varie volte, malgrado non fermassi. Mi sono persa d'animo nel tentare di comprendere i miei fratelli. Quando molto io dovrei apprendere a convivere con loro, ma comprenderli ? Sarebbe un compito molto difficile per me.

 

Ho avuto un sogno, in questa occasione. Un sogno che anche non compreso, mi ha scaldato lo spirito, confortandolo enormemente, in modo che io potessi sopportare e camminare ancora. Ed ancora, E dopo ancora. Fino a giungere sino a quì.

 

Ma, dove sono arrivata, alla fine dei conti ?

Sono giunta semplicemente in nessun luogo, in certo modo. Ma il mio spirito ha appreso a connettersi alle stelle.

In un mondo ostile come questo, non sono tutti  che riescono a giungere in nessun luogo. In verità sono rarissimi quelli che arrivano quì e riescono a fare quello che sono venuti a fare, in forma completa. Le loro missioni sono sempre abortite a causa del rifiuto e ostilità sottile degli abitanti. Mentre , tornano tante volte necessarie per compierle.

 

E in questa vita l'ostilità è ben più accentuata che prima. Anche se apparentemente tutti siano educati ed usano frasi di grandi pensatori nel tentativo di dire che le seguono, l'ostilità grida e vocifera dentro ciascuno, in una azione predatrice verso chi non gli è simile.

 

Ed io mi orgoglio di non essere simile a tutti. Non un orgoglio in cui presumo di essere migliore di qualcuno. Ma un orgoglio di non essermi lasciata influenzare dalla condotta collettiva dell'umanità fisica e andare avanti, ad occhi chiusi, per il macello, sorridendo felice e ascoltando il suono del chiasso.

 

Io mi orgoglio di non essere simile a tutti e di stare osservando il caos piantato in questo pianeta, e di non affinarmi con nulla di questo. Non semtirmi accomodata, e molto meno, non stare sperando soluzioni magiche che cadono dai cieli.

 

Sempre che parlo di questo, ricordo che non tutto quello che cade dal cielo è qualcosa che ci piace, La bomba di Hiroshima è un esempio di questo.

Non mi orgoglio di essere differente, ed esattamente per questo, ricevo le conseguenze di questa caratteristica in ogni momento che vivo quì. Gruppi selettivi non amano chi è differente. Osteggiano perfino che il differente passi ad essere uguale. ma io non mi piegherò, non perchè io sia una versione di donna meraviglia, ma perchè io sono persistente in ciò in cui credo, e piegarmi è difficile. Non mi bastano pochi e fiacchi argomenti perchè io lasci le mie convinzioni da parte e adotti quelle di terzi.

Non mi bastano bei libri o scritti sacri antichi di qualunque civiltà perchè mi convincano di ciò che desiderano. Non sono una maria-va-con-le-altre. Al contrario, sono una maria che è rimasta: una maria che non è stata con le altre.

 

E io non mi consegno alle idee volubili, senza fondamenta, senza una base solida, di una umanità decadente che cammina verso l'abisso soddisfatta e non pensando con la propria testa. Nè volendo osservare con i propri occhi.

 

Io non mi consegno alle idee cristallizzate impregnate nei corpi astrali di tutti, e non mi lascio portare da loro perchè la maggioranza così desidera. Se è per restare sola, e io sapevo che sarebbe stato così, allora che io resti sola, ma senza corrompermi; e senza corrompere il mio Spirito. senza cambiare le mie convinzioni per ottenere amicizie volubili e fragili che vacillano sotto l'azione di una piccola brezza.

 

Non cambio le mie convinzioni per ottenere simpatie di fratelli che appena si interessano in possibili informazioni che io possa fornire rispetto a ciò che stà avvenendo ed avverrà sul Pianeta Terra; che esseri umani non riescono nel quotidiano delle loro vite.

 

Non cambio le mie convinzioni per la paura di essere me stessa ed assumermi in quanto coscienza che sono, solo perchè la maggioranza così agisce e vive terrorizzato temendo la propria ombra.

 

Meglio sola che male accompagnata. 

 

CONSAPEVOLEZZA 

Lo spirito può essere libero, se così lo vogliamo e se promuoviamo le condizioni per questo: che apriamo la porta della gabbia dove lui è stato schiavizzato e permettiamo che lui, piano piano apprenda ciò che deve apprendere.

Cercando la libertà per il mio spirito io ho continuato. Slegalo dalle necessità di questo mondo in cui viviamo, con ciò, osservando queste necessità e logicamente, cercando di attenderle. Infine uno spirito incarnato non può far finta che non ha un corpo fisico che ha bisogno di essere curato, alimentato, vestito.

Nè un corpo deve dimenticarsi che ha uno spirito, nè lo spirito deve dimenticarsi che ha un corpo fisico. L’equilibrio tra i due. Vita fisica e vita spirituale. Vivere nel mondo e non aggrapparsi, con possesso, alle cose del mondo. Usarle ma non deificarle.

Io stavo in questo passaggio del mio cammino. E esattamente in questo passaggio fu quando guardai di più il cielo. E scoprii che qui, in questo mondo in cui stiamo vivendo, tutto è molto più relativo di qualsiasi altro mondo.

Io avevo molte domande, e non avevo a chi farle. Così come oggi. Se io ho appreso ad ascoltare il silenzio e ricevere le risposte, devo ringraziare i miei angeli custodi che mi insegnarono, ed anche se molte volte non comprendo la risposta, so che devo immagazzinare l’informazione, poiché in qualche momento più avanti, io comprenderò.

Domandare ai viandanti, scoprii che era perdita di tempo. Alcuni perché mai avevano pensato in quel modo che io stavo esponendo uno o altro argomento. Altri perché si dicevano troppo piccoli per comprendere oltre quanto è scritto nel libro A, B o C (e il fatto di aver letto libri non vuol dire di aver compreso il suo contenuto. Ho visto e vedo molto questo.) Quando incontravo chi aveva le risposte, o perlomeno avrebbe potuto fornire un indicazione per trovarle, io ascoltavo rifiuti.

Ossia, un cammino solitario, malgrado molti camminano insieme. Una ricerca solitaria, malgrado molti dicevano che cercavano e cercano.

Un camminare in cui io dovevo imparare a contare su me stessa. So che parlare così crea per chi legge una idea errata poiché vengono a mente le parole egoismo e prepotenza. Contare con sé stesso non è egoismo né prepotenza. E’ molte volte sopravvivenza proprio. E io dovevo contare su me nel caso volessi sopravvivere al caos, che in quell’epoca già si defilava, e che io sapevo si sarebbe trasformata in una copia di inferno.

Mamma mia . .. che pessimismo! Sò che uno o l’altro che legge questo testo penserà così. Giacchè ama pensare, pensi in modo di non giudicare. Pensi analizzando ciò che stò scrivendo, rimuovendo le tende color rosa che coprono la visione davanti alla realtà di oggi. Nulla di diverso di quanto ho detto nel paragrafo anteriore; non è pessimismo. Ma realtà.

Come cammina l’umanità oggi ? solidale ? Giusta ? C’è ordine ? ora ora ora ... allora io non ero pessimista quando ho cominciato ad apprendere che dovevo contare su di me, non aspettando che la collettività prendesse azioni di una vita di qualità per tutti, tanto nell’aspetto materiale quanto materiale.

Io avrei dovuto imparare a comprendere prima perchè non avrei potuto contare con i pellegrini che comminavano con me quel tratto. E pure non avrei potuto contare con grandi trasformazioni della società umana fisica del Pianeta.

Dopo aver compreso il motivo io avrei dovuto apprendere a comprendere i miei fratelli e le sue omissioni.

Dopo aver appreso a comprendere i miei fratelli, avrei dovuto essere consapevole che avrei camminato da sola, poiché non avrei avuto affinità di motivi di vita.

Pensare così, a prima vista, sembra essere qualcosa di deprimente. Non è. E’ la consapevolezza che malgrado tutti usino vestiario, dimorino in case in muratura (incluse quelle una sull’altra); si siedano a tavola ed usino il coltello per tagliare l’alimento, e forchetta per portarlo alla bocca; anche se abbiano avuto un avanzamento tecnologico e la posta sostituita dal telefono; malgrado tutto questo sono barbari al loro interno e il sentimento predatorio è impregnato troppo nei loro corpi astrali.

 La caccia predatoria degli umani continua. O mi inganno e non esistono guerre delle più varie forme, in cui uno tenta la supremazia sull’altro ? O non esistono regioni in cui centinaia di migliaia vivono sotto la linea di povertà, ritirando dalla spazzatura il suo mangiare, mentre pochi vivono nel lusso e ricchezza e non si interessano che questi mangiano dalla spazzatura.

I più forti dominano i più deboli o quelli che non fanno attenzione a questo. Caccia predatoria senza usare spade o cavalli di troia, ma non per questo lascia di essere una cacciata crudele che ancora esiste ai nostri giorni.

 

Allora, come contare su una società giusta se ciò che regna è l’ingiustizia ? come contare con una società basata sulla ineguaglianza con tanta disuguaglianza ? Come contare su una società amorosa e tenera con tanta mancanza d’amore ?

Chi commette ingiustizia; sente piacere nel vedere la disuguaglianza; e non sente mancanza dell’amore difficilmente cambierà questo per perdere la sua vita di dominio, ricchezze a azioni crudeli. Non vorrà che ci sia giustizia perché è ingiusto e gusta di questo. Non vorrà che ci sia uguaglianza, perché egli non vuole che tutti abbiano quanto lui ha. Non vorrà che ci sia amore perché si compiace delle sue azioni meschine.

Nel caso tu chieda ora dentro di te, "chi sei tu per dire tutto questo?" Pensa che io appena risponderei “sono una ricercatrice”. Non faccio parte della mente collettiva che crea la realtà della società conforme le sue deformità morali.

 

 

E anche che io stia sola, fuori da questo contesto, anche che io stia camminando senza entrare nell’incosciente collettivo che va creando la sua realtà quotidiana a partire dai suoi sentimenti niente virtuosi e va con questo, degradando sempre più la vita tra i fratelli; ed anche che io non riesca a creare la mia realtà nel mondo fisico, perché il collettivo è molto più forte de mio individuale, io continuerò fuori da questo degrado.

Se tutti cominciassero a modificarsi, a restaurare i valori divini che sono stati gettati in spazzatura, a realizzare una vita giusta e solidale per tutti, allora sì l’individuale sarebbe più forte di questo collettivo che oggi crea le realtà di ognuno. Lì sì, questo individuale sarebbe un collettivo forte e creerebbe una realtà molto più felice per tutti.

Ma è necessario che ciascun individuo cominci a modificarsi, e con questo creare un nuovo mentale collettivo. Riformare. Ricostruire la vita su pilastri fermi e giusti.

 

 

 

CAMBIARE LE MIE CONVINZIONI 

Non cambio le mie convinzioni per il timore di essere me stessa e accettarmi in quanto coscienza che sono, solo perché la maggioranza agisce così e vive terrorizzata temendo la propria ombra.

Siccome lei è presuntuosa, tu devi pensare. Ma non sono presuntuosa. Io difendo solo con intensità le mie convinzioni, senza con questo chiudere l’argomento, perché io ho imparato con l’orizzonte che l’infinito esiste. Allora, tutto ciò che io sapevo in quel momento era ciò che potevo sapere, ma sapevo pure che esisteva ed esiste molto di più da conoscere ed apprendere.

Tempi addietro io pensavo di aver passato tutto ciò che un essere umano passa per apprendere a vivere in un  mondo senza espressione. Né mi facevo idea che molti passaggi si defilano dinanzi a me con esperienze inedite e che arricchiscono  quanto alla conoscenza dell’essere umano e di me stessa.

Situazioni del quotidiano in cui andavo conoscendo sempre di più su di me, i miei sentimenti e pensieri, ben come quelli dell’essere umano in forma generale.

Ho percepito che l’umanità si degrada ad occhi aperti, ma che non dobbiamo tutti fare lo stesso. Mentre , quanto più cerchiamo di restare puliti o facendo la nostra pulizia interiore, più veniamo discriminati nel mezzo in cui viviamo.

Non è molto confortevole questa sensazione no, ma dinanzi a quello che si defila il futuro è necessario lasciar cadere i veli che coprono il nostro spirito e risvegliare. Oltre al risveglio, è pure necessario uscire dal letto e lottare per la vita, per la pace, per la sopravvivenza spirituale.

Oltre al risveglio, è necessario mantenere gi occhi aperti per non cadere nei fossi che ci circondano.

Oltre al risveglio e mantenere gli occhi aperti, è necessario vivere. Con qualità interiore e esteriore. Tutti abbiamo diritto a questo, ed anche se viviamo in un pianeta in cui il consumismo e l’egoismo reggono le note musicali dell’orchestra della vita della maggioranza, anche così, questo diritto ci è garantito e per esso dobbiamo alzare la bandiera ed esigere che sia rispettato.

Mentre, l’alienazione che avvolge molti, fa che ciascuno guardi appena il proprio ombelico, piange appena il proprio dolore, e non si preoccupa del fratello più prossimo

Questa alienazione sta facendo che pellegrini devino dal cammino dell’unione e cerchino cammini solitari. Il timore di aiutare ed essere etichettati di pazzi fa che siano proprio pazzi, poiché temono l’etichetta.

Il timore di essere amici, anche che sappiano di chi sono amici, fa che un distanziamento sia creato tra anime che hanno affinità spirituali e che si incontrarono non per caso.

Si rifiutano di mantenere gli occhi aperti perchè questo significa, molte volte aiutare invece di essere aiutato, dare da mangiare anche avendone poco, condividere i ripari dal freddo.

Tutti vogliono essere aiutati. Pochi voglio aiutare. E quando cominciano, in seguito vengono centinaia di motivi perché cessino di aiutare e tornano al proprio mondo, come se tutti fossero speculatori.

Mentre questa situazione si svolge sul Pianeta, all’esterno, gridano per la pace e litigano con Dio dinanzi qualche evento. Mentre sempre più egoisti  divengono sempre più gridano e disapprovano contro tutto come se questo fosse cambiare il proprio egoismo.

Mentre l’umanità, in quanto gli esseri che compongono l’umanità continuano a vivere in modo automatico, come fossero macchine, robot, o come se fossero incapaci di prendere azioni da sè stessi e non più agire influenzati dagli ossessori, tutto questo si intensifica, ed accade in tale forma che quando molti vorranno aprire gli occhi, svegliarsi ed alzarsi dal letto capiranno che non avranno più letto.

 Cercheranno gli amici a chi incrociarono le braccia e questi amici non saranno incontrati più, poiché continueranno il loro cammino senza fermare per conquistare un nuovo amore né riformare la casa. Non fermeranno di camminare nemmeno con gli ossessori che disturbano tutto il tempo tirandogli le compagnie che avevano incontrato (molte di queste compagnie, sono queste che risveglieranno) e con loro sarà possibile camminare quel passaggio.

Mentre gli ossessori fecero il lavoro completo:  rimossero da questi pellegrini compagnie amabili, teneri e li avvolse nelle loro tele di menzogne ed ora, questi, che prima erano amabili e teneri, già non si sentono più così.

C’è ancora un dettaglio: questi pellegrini, le cui compagnie e amicizie furono allontanate, continuano il loro cammino verso l’Energia Suprema.

 

 

 

 

continuare perchè ?

 

Esiste ancora un dettaglio: questi pellegrini, le cui compagnie e amicizie sono state distanziate, continuano il loro cammino verso l’Energia Suprema.

Cosa porta questi pellegrini, nella sua maggioranza solitari, a continuare il loro cammino ?

Cosa porta questi pellegrini a non desistere, a non tornare indietro e prendere cammini apparentemente più facili ?

Cosa porta questi spiriti pellegrini che già hanno raggiunto la loro propria luce ad incarnare in un pianeta, la cui umanità inferma non cerca la cura e si contamina sempre più ?

Cosa porta questi spiriti pellegrini che già vivono in uno stato alfa di Coscienza a disposi e vivere in mezzo a tanti spiriti crudeli e criminali ?

Cosa porta questi spiriti pellegrini a disporsi dai loro mondi di pace e vivere tra tanti disordini e ipocrisia ?

 Cosa spinge questi spiriti ?

La sua meta. Loro hanno mete. Obiettivi che trascendono la comune vita degli incarnati. I loro obiettivi non sono meramente la realizzazione di piani che soddisfano le necessità della vita incarnata. Per loro il più importante è l’obiettivo del loro spirito.

Hanno cura della vita incarnata ma mai dimenticano quella spirituale, e agiscono in tutti i momenti, anche se seguono la routine quotidiana del mondo fisico. Facendo ciò che molti già dovrebbero fare, ma che rifiutano per infantilità che gli peseranno sulle costole in tempi futuri, per la irresponsabilità con cui rifiutarono aiutare questi pellegrini nelle loro giornate di vita qui, sul pianeta Terra, per esempio.

Questi pellegrini, nella loro maggioranza solitari, si espongono a vivere in un mondo conturbato come questo, e malgrado sappiano che ci sono esseri che avrebbero predisposizione per un aiuto reciproco, ciascuno nel compimento delle proprie missioni … malgrado sappiano questo non sperano molto da ciascuno, poiché sanno che ognuno è tanto fragile in questo senso quanto una foglia secca portata dal vento.

Non vivono sperando che esseri predisposti ad una vita più giusta e solidale prendino azioni in questo senso, perché sanno che non lo faranno, anche se ne hanno la volontà. Allora, loro fanno la loro parte con la convinzione di aver fatto il possibile, date le circostanze, che nel caso del Pianeta Terra, sono le peggiori possibili.

Non tornano incompleti. Anche che non compiano i loro obiettivi per omissione e viltà dei loro fratelli, che avrebbero potuto aiutare e non lo hanno fatto, anche così, tornano come concludenti dei loro obblighi.

 Il loro curriculum spirituale gli da questa garanzia. L’Universo sa del loro potenziale e sa pure che non lo hanno realizzato ciò che vennero a realizzare non fu perché non vollero o perché restarono con inerzia di essere giusti e solidali, o per altro motivo qualsiasi. L’Universo sa che se non realizzarono le loro missioni fu per responsabilità dei fratelli, dell’umanità di quel momento, che ha impedito, ha ostruito i loro passi non permettendogli avanzare molto.

Mentre questo accade, il Pianeta Terra segue senza governo in quanto pianeta- materia organica, e in quanto umanità.

L’umanità del tempo presente incolpa Dio per una serie di cose. Incolpa i Maestri per altre. Cerca nulla per soluzione ai problemi creati da essa stessa e si siede nella vita accostata al muro dei lamenti pensando con questo, ottenere la commiserazione dell’Universo.

Questi pellegrini, nella sua maggioranza solitari nei loro obiettivi spirituali lottano quotidianamente per la sopravvivenza fisica così come la sopravvivenza spirituale, visto che divengono obiettivo degli ambienti nefasti installati sul pianeta e che promuovono tutto il disordine e destabilizzazione, rendendo difficoltosi i passi e la vita in forma generale.

Da questi ambienti nefasti astrali vengono quì quelli che incarnano portando in sè, nei loro corpi astrali tutte le emozioni inferiori che gli fondano la vita spirituale, e così qui incarnati seguono la stessa routine, poiché è questo che sanno fare, è così che sanno vivere: in forma nefasta, distruttrice, anche se, mentre incarnati, sono persone di buona apparenza, ben viste, occupano posizioni di distacco sociale, o vivono in forma anonima.

Indipendentemente di chi è ciascuno quì, incarnato la sua energia inferma si spande attorno e contamina gli altri e così segue un contagio, molte volte, di infermità fatali per lo spirito di ognuno.

E per quanto più educati, socialmente parlando, la sua energia è distruttrice e così in molte forme, incosciente, passano per la vita ostruendo i passi di chi ha l’energia costruttrice.

Questo è il mondo in cui stiamo vivendo. Luce e oscurità  mischiate. L’oscurità è dominante, al momento attuale, e perché la luce non sia spenta o non si spenga dinanzi all’oscurità in tutti i mondi, incluso il mondo degli incarnati, la luce ha bisogno di vincere il timore, il disanimo, e vincere incluso le emozioni inferiori, pre – umane regnanti attorno.

Questo è il mondo in cui stiamo vivendo.

 

 

 

 

Questo è il mondo in cui stiamo vivendo

 

Questo è il mondo in cui viviamo. Senza colore. Senza espressione. Senza volontà. Senza la luce che rivitalizza l’atomo che si trasforma in vita.

Un mondo in cui l’oscurità fa fronte alla luce e si auto propaga come conduttrice di una umanità persa da sè stessa, che la segue ad occhi chiusi, perchè è più facile.Con gli occhi chiusi l’umanità non ha bisogno di vedere ciò che è l’oscurità e allora si permette creare fantasie che addolciscono le proprie vanità, facendo che la vita sia difficile ma pochi fanno qualcosa per mutare il quadro lugubre che ora si presenta.

 Questo è il mondo in cui viviamo. In cui i saggi non sanno nulla; le scienze sono usate in accordo con la convenienza dei leaders che si auto considerano leaders planetari; gli umani pensano ma non cercano la verità, allora continuano appena pensando che pensano;nel frattempo seguono il loro cammino disastroso distruggendo i fiori del cammino e strappando i semi piantati.

Nel frattempo il Pianeta continua ad essere invaso dall’orda criminosa dell’Universo e qui, l’umanità incarnata fa conto di non vedere ed invita perfino questi criminali extra-terrestri, poiché, le loro azioni meschine, vuote di divinità, piena di sentimenti che interiorizzano lo spirito, timore e viltà dinanzi all’ostacolo, invitano ogni volta di più questi criminosi di fuori di venire qui, poiché qui hanno ciò che loro vogliono.

Quanto più i criminosi di fuori dal Pianeta giungono e si installano, il caos si intensifica, e quelli che dovrebbero accorgersi di questo continuano ad essere cechi e sordi, per timore di cominciare a cambiare le condizioni di vita qui, cercando restaurare la vita che qui esiste su basi giuste e solidali.

Mentre questo avviene i pellegrini, nella sua maggioranza, solitari nei loro obiettivi spirituali, seguono il cammino facendo quanto vennero a fare, dentro le pessime condizioni che si presentano, per ora sul Pianeta.

Condizioni pessime ? Chi sono io per dire così. Io sono nulla. Ma la mia mente e il mio spirito sono liberi, e nulla nè nessuno può impedirmi di vedere la realtà decadente vissuta oggi in questo Pianeta. E questi esseri vengono qui ancora a fare che cosa ? Perché vengono ? Cosa muove loro lo spirito e li fa arrivare e restare qui, in una donazione che pochi comprenderebbero ?

Sono differenti? Si, sono differenti, malgrado le condizioni di vita uguali per tutti. Sono differenti in quanto spiriti. Vibrano in frequenze differenti dalle frequenze comuni a quasi la totalità degli incarnati. Oltre a questo, molti vivono in frequenze sconosciute per questa civiltà di adesso; livelli elevatissimi di vibrazione di amore ancora sconosciuti a questa civiltà.

Sempre furono presenti, e sempre agenti in mezzo all’umanità decaduta e decadente. Vissero le loro vite in forma comune come vivono tutti. Hanno avuto i loro problemi, le loro difficoltà, hanno sostituito i loro denti da latte con la dentizione adulta, hanno avuto qualche dolore di pancia, e tra errori e certezze, hanno fatto ciò che vennero a fare, lasciando con la loro condotta grandi insegnamenti per il mondo, in forma anonima, nella maggioranza dei casi. O anche nelle scienze, arti e filosofia.

Molti furono considerati dei e per i quali, religioni fecero altari.

Non li rende meno esseri di luce se nelle diverse volte che incarnarono ebbero qui le loro vite, per peggiori condizioni che abbiano incontrato, preservarono la salute dei loro spiriti e come conseguenza, preservarono la propria luce  non lasciandola spegnere vivendo in mezzo a tanta oscurità.

 Non li rende meno santi, considerando che la santità loro la raggiunsero. Una santità nel senso della purificazione del loro essere sottile, una elevazione nella sua energia, ma non questi santi come li conosciamo, che in una sola vita morirono martirizzati e furono collocati su altari come santi inaccessibili.

 Quì per noi, per venire quì, loro sono stati molto coraggiosi, e quelli che sono venuti negli ultimi tempi, più coraggiosi ancora visto l’alto grado di infermità morali/spirituali, e molte letali.

 Il romanticismo creato attorno alla religiosità fece si che si creasse una idea menzognera rispetto a tutto: alla vita; alla reincarnazione come opportunità di assimilare esperienze; alla vita fuori del pianeta; e perfino all’energia Suprema, che chiamiamo Dio.

 Un romanticismo in cui le persone vedono con occhi colore si rosa la beatificazione di un essere, ed egli passa ad essere allora il suo eroe. Pochi si soffermano a domandarsi quale bandiera di pace egli sollevò, che causa divina egli è venuto a difendere … ma lo idolatrano come un essere santo perché è stato deciso che è santo. E fanno liste di richieste perché egli esaudisca. E quelli che non morirono assassinati e quelli che non ebbero le loro vite conosciute e famose ?

 E così, di romanzo e romanzo vivono tutti, in una illusione che tutto sia reale e assicurano la menzogna come bandiera da portare.

 

Mentre la verità  fornisce e da forze, la menzogna mina l’energia e la volontà dell’ essere nell’andare avanti.

 La menzogna ha trasformato ciò che doveva essere solidarietà, in elemosina. Ciò che doveva essere reciproco aiuto, in carità offensiva e umiliante.

La menzogna ha trasformato il lavoro in una schiavitù  legando tutti al tronco del capitalismo.

La menzogna ha trasformato Dio in un essere demoniaco da quale tutti mantengono distanza e di lui hanno timore e panico. La menzogna ha fatto che egli sia odiato dalla quasi totalità degli abitanti, che lo chiama con nomi forti, facendo scherno del suo nome.

La menzogna ha fatto dolore e mantiene tutti presi ad esso, senza darle respiro perché scoprano la verità. Senza dargli tempo perché si rileghino con l’infinito che c’è in ciascuno e scoprire il Cosmo in sé e attorno.

La menzogna ha trasformato il giusto in criminale. E il criminale in una vittima- un giorno egli impara e con questo, può tutto.

Cosa questi pellegrini solitari nei loro propositi spirituali vengono a fare qui, nel mezzo di questo degrado che stà portando il pianeta all’auto distruzione ?

L’amore che loro sentono per i loro fratelli. Sotto la nostra ottica, sarebbe un sacrificio per loro, ma sotto la loro ottica, non è sacrificio. Non nella forma che concepiamo qui come incarnati. L’amore che loro sentono è maggiore del dolore di tenere i loro spiriti accoppiati in un corpo denso, al tempo stesso fragile e fiacco, e vivendo in questo mondo caotico in cui tutto vale per avere il dominio sull’altro.

Questo è il mondo min cui viviamo.

E questi sono i pellegrini solitari, puri e santificati nella loro essenza e in quanto Coscienze che sono.

 

 

Frammenti di attenzione

Ci sono stati passaggi nella mia vita in cui io ho cercato con molta tenacia, un essere umano che potesse apprezzare, sentire amicizia, solidarietà, rispetto, per un altro essere umano, indipendentemente da qualunque cosa. Gustare per gustare. Amare per amore. Mi sono molto ferita in questa ricerca. Le cicatrici ancora oggi mostrano questa ricerca.

Sono stati lunghi e diversi passaggi differenti, nei quali mi sono lanciata in questa ricerca. Sono una cercatrice e non desisto. Ma non insisto in un cammino che non è adeguato per me, in quel momento. Nulla mi impedisce di cambiare cammino e lasciare dietro ciò che mi imprigiona, soffoca, mi lascia senza vita.

Io sapevo che ben più in là avanti avrei avuto bisogno molto di me stessa. E di fatto questo momento è arrivato. In future relazioni commenterò questo, se sarà utile.

Io non perdevo la speranza di incontrare qualche viandante in qualche passaggio della mia giornata, viandante questo che sentisse amicizia per l’altro essere umano, accettandolo così come è, esattamente come desidera essere accettato.

 

Questo è comune a tutti: desiderano che siano accettati e rispettati come sono, ma non accettano né rispettano gli altri come essi sono. Tutti incontrano e risaltano i possibili difetti degli altri e si dimenticano di averne, e molte volte molti di più degli altri.

Cosa è che fà l’essere umano così vuoto di sentimenti positivi ? O sarebbe meglio chiedere: perché l’essere umano è così vuoto di questi sentimenti ?

Lasciavo il mio spirito cercare l’amicizia con i miei amici spirituali. Era là, con loro, che io avrei potuto assaporare la solidarietà aldilà della superficialità.

Per questa epoca, in cui io cercavo incontrare un essere umano che fosse amico, ho trovato il vuoto dinanzi a me e una sensazione di perdita di qualcosa che non ho avuto. Come potrei io perdere qualcosa che non ho ? Ma è stato esattamente così che mi sono sentita.

Io persi la certezza dell’amicizia. Era ciò che io avevo. E senza questo riferimento avrei dovuto imparare a camminare da lì in avanti. Se qualche giorno io la rincontrassi in qualche passaggio, ottimo per me. Caso questo non fosse, io dovrei convivere con questa perdita = non esistono umani amici.

Stavo camminando in spirito, accompagnando il corso di un ruscello, in un luogo molto bello. Mi sono seduta su una piccola pietra e sono rimasta in silenzio. Ho sentito il mio viso bagnato e allora ho capito che stavo piangendo. Il mio spirito piangeva per la mancanza di amore tra i miei fratelli. Ho pianto per la siccità di ciascun cuore. Per il terreno essiccato e pieno di detriti nei cuori dei miei fratelli. Non mi lamentai perché erano così. Ho pianto perché loro non conoscevano l’amore. Perché l’amore non è riuscito a farsi presente nei loro cuori. Ho pianto perché l’amore continuava ad essere rifiutato dai miei fratelli.

Le lacrime calde, bagnavano copiosamente il mio viso, ma io ho continuato guardando le acque del ruscello, accompagnando il suo corso e cercando lì l’insegnamento di cui avevo bisogno. Il mio spirito doveva apprendere a non recedere nemmeno dinanzi alla mancanza d’amore dei miei fratelli.

Il mio spirito sà che non è solo. Mai siamo soli. La mia mente fisica comprese ciò che stava accadendo ed ha percepito la presenza di una amica spirituale. Una amica con molte esperienze di vita, che con tutto il suo amore, mi appoggiò sul suo petto e disse:” Piangi. Piangi tutto questo che stà qui dentro. Piangi tutti questi anni. Pulisciti perchè la tua luce possa brillare e illuminare i tuoi prossimi passi.”

 

 

 

 

E lì, in quel luogo di pace, il mio spirito pianse il disamore tra i fratelli della terra.

Ho pensato un poco al Rabbi di Galilea, che in un momento di totale abbandono e disperazione, disse “Perché mi hanno abbandonato ?” Ho compreso il suo dolore nel vedersi solo circondato di criminali in agguato di qualsiasi motivo per assassinarlo. Ho pensato allora alla sua sofferenza anche nel vedere che l’amore era gettato nella spazzatura di ciascuno di quelli che abitavano qui, in quell’epoca, ed anche da quelli che non erano incarnati.

Pensai a sua madre, al suo fedele amico Giovanni, al registrare che l’amore personificato era stato assassinato crudelmente.

 E mi domandai (ancora una volta) : cosa sono venuta a fare quì  ?

Il mio spirito stava tra amici. Spiriti amici. Stavo in un luogo di pace, piangendo per i loro errori e quelli dei loro fratelli. In uno sfogo dell’anima (necessario). Nel frattempo, io continuavo guardando e accompagnando il movimento delle acque e cercando di comprendere quale insegnamento avrei potuto trarre da lì. Osservavo le acque passare sulle pietre e proseguire maestose. Così come possiamo fare nel nostro quotidiano. Flash di luce, a volte, sorgevano davanti a me ed io immagazzinavo le informazioni che giungevano attraverso loro.

 Cominciai lì, a comprendere l’amore nelle sue manifestazioni quì sulla terra e come esso è rifiutato da tutti. Compresi che l’amore non è vissuto da tutti perché tutti hanno timore di lui e allora le chiudono la porte, lasciandolo fuori dalle loro vite. E compresi pure che ciascuno dei miei fratelli, un giorno finirà per scoprirlo in sé e lasciarlo manifestarsi nelle loro vite. E’ una questione di tempo, anche che sia infinito.

Compresi che tutto ha il suo tempo. Come dice la Bibbia. Tempo per piantare; tempo per cogliere; tempo per piangere; tempo per sorridere; tempo per camminare; tempo per riposare.

 Guardai il fiume, nuovamente.  Esso seguiva, impassibile il suo destino. Era ciò che dovevo fare. Seguire il mio destino.

E così, andai avanti di un altro passaggio della mia giornata. Più ferma quanto a me stessa e quanto alle mie convinzioni. Più sicura della mia ricerca della verità.

 

 

 

 

DEI ?

In questa occasione, mi è venuta molto alla mente un ricordo della mia pre adolescenza. Io vivevo nell’interiore, una città di circa 20.000 abitanti (all’epoca). Giunsero in città due missionari religiosi, non mi ricordo di quale ordine cattolico, e un certo giorno sono stati invitati a pranzo dai miei famigliari. Quando arrivarono e si accomodarono nella veranda della mia casa, io, estasiata, non smettevo di guardarli e immaginarli dei. Io, senza molta esperienza in relazioni umane, mi misi ad osservarli mezzo nascosta. Non sapevo io nella mia ingenuità, che loro sapevano di essere oggetto della mia osservazione e attendevano. Che cosa ? Il contatto.

Dal momento che arrivarono, io mi sentivo in cielo. Io non percepivo il mondo attorno a me. Era come un estasi. Ma chi sono loro ?

Ho continuato per un buon tempo, in un cantuccio della veranda, non pretendendo richiamare l’attenzione, ma prestando attenzione a tutto, e li sentivo relazionare come vivevano, le loro peregrinazioni per il Brasile, principalmente. Non portavano molte cose: uno zaino con il necessario e una coperta di scorta. Appena questo.

Mi sono   emozionata ad udire i loro racconti, e li ho immaginati per il mondo, così come il Rabbi di Galilea orientò i suoi discepoli a fare. Ed ho pensato: “Loro esistono. Loro stanno qui, in casa.” Era come se li conoscessi da sempre.

Ogni tanto, ero presa in flagrante: uno o l’altro mi vedeva guardare verso loro. Mi mandavano un caldo sorriso che riscaldava la mia anima e mi faceva la persona più felice dell’universo. Dopo il pranzo, tornarono tutti alla veranda. Io mi sono seduta nello stesso cantuccio di prima, e mi distraevo con i miei quaderni di scuola. Allora il mio cuore accelerò quando uno di loro si avvicinò e gentilmente volle vedere i compiti di casa che stavo facendo. La mia mente non sapeva, perfino per l’età che io avevo che era un ostacolo al risveglio spirituale, ma il mio spirito sapeva che erano loro.

Mentre gli altri adulti conversavano argomenti seri, da adulti, io stavo conversando con il mio nuovo amico (l’unico amico fino allora, vale prendere nota). Egli raccontò quello che sentiva, di come viveva felice andando per città, parlando dell’amore, della solidarietà, parlando del rabbi di Galilea in modo semplice per i semplici, vivendo senza beni materiali, dormendo in qualche letto quando qualche anima solitaria offriva il pernottamento, raccomandati dalla propria Chiesa alla quale sempre si presentavano quando arrivavano nelle città o villaggi. Molte volte era il proprio parroco della Chiesa che gli offriva alloggio per il tempo necessario, e gli saziava la fame.

Era fantastico ascoltarlo. Era divino . Io sentivo una volontà enorme di dire qualche cosa, ma non mi usciva nessuna parola. I pensieri volavano nella mia testa ad una velocità maggiore della luce, ed io non riuscivo a ritenere nessuno di essi e trasformarli in parole.

Io appena lo guardavo. Io lo ascoltavo. Era più un dialogo da spirito a spirito. Dal suo spirito al mio. E viceversa.

Quando ho compreso che si congedavano dalla mia famiglia e andavano via, io sapevo che non li avrei più rivisti. Nel mondo fisico, non mi sarei più incontrata con loro. E una tristezza infinita mi avvolse, e i miei occhi di bambina si riempirono di lacrime che cercai di ingoiare perché i miei non vedessero e non scherzassero con me per piangere dinanzi a estranei, e senza alcun motivo.

Allora, la mia anima chiese. Fortemente. In silenzio. Di fatto, il silenzio è il grido più alto che possiamo dare. Ed egli ascoltò il mio grido silenzioso e mi disse parole di conforto, incentivandomi a continuare ad essere una buona alunna, una buona figlia, obbediente ai genitori che egli sapeva chi io ero. Allora, mi rispose.

Rispose, con parole alle richieste che io ho gridato silenziosamente. Mi disse che io non avrei potuto andare con loro. Avrei dovuto studiare e crescere per decidere allora sulla mia vita. E quando io fossi cresciuta, allora avrei potuto decidere se desiderare vivere come loro, o se le circostanze della mia vita me lo avrebbero permesso, ricordando a me che molte volte il carro della vita passa con tanta velocità che non abbiamo condizioni di fermarlo per scendere nel tratto di strada che vogliamo. Ma che dobbiamo sempre mantenere l’innocenza dentro di noi.  Mi disse che ovunque loro fossero, avrebbero sempre pensato alla bambina nel cantuccio della veranda.

Si congedarono dai miei famigliari. Ambedue mi guardarono, e non fecero qualche movimento per congedarsi da me come lo fecero con la mia famiglia. Mi guardarono appena con un sorriso, mantenendo una azione cerimoniosa. Uno sguardo e un sorriso che diceva tutto e che le parole mai riuscirebbero a dire. E che io solamente comprenderò molti anni più tardi. Molti anni proprio. Io avrei compreso al momento opportuno.

Se ne andarono. Una parte di me se ne andò con loro. E stà con loro ancora oggi, ovunque siano. Stiano in qualunque dimora del Padre, un pezzo di me stà con loro.

 La mia famiglia non comprese (normale è chiaro) la mia tristezza, già manifestata alla loro partenza, e nei giorni seguenti. Né io. Ma io sapevo che a partire da quella visita e dalla partenza della visita, qualcosa mi sarebbe mancata, ed io avrei vissuto più solitaria di prima. Io con la mia propria compagnia, nella maggioranza delle volte.

A questi due dei, (io li vedevo come dei) solo posso ringraziare infinitamente per il sole che portarono nella mia vita, con la loro visita e le loro presenze per un giorno intero nella mia casa.

 

 

 

SEGUIRE IL MIO DESTINO

 

Ho guardato il fiume, nuovamente.  Seguiva, impassibile, il suo destino. Era ciò che mi faceva comprendere. Seguire il mio destino.

E così, andai avanti in altro passaggio della mia giornata. Più ferma quanto a me stessa e quanto alle mie convinzioni. Più sicura della mia ricerca della verità.

E così è stato. Io ho preteso seguire le orme del Pescatore. Non ho preteso calzare i suoi sandali, ma perlomeno seguire le sue orme, questo avrei fatto. Mi ero proposta a questo, ed anche se attorno contrariassero le aspettative, io non avrei aperto le mani dei miei obiettivi spirituali sul cammino dell’equilibrio.

Ho proseguito come le acque calme di un fiume. Superando gli ostacoli senza rumori, scandali, disperazioni. Di nulla queste emozioni avvantaggiarono: esse solo peggiorarono la situazione passante al momento.

Non sono state poche le volte che ho pensato di essere giunta al mio limite e che la mia pazienza si era persa in mezzo a tanta confusione di sentimenti di quelli che mi circondavano e si sforzavano di farmi credere di trovarmi sul cammino sbagliato, solo perché ero su un cammino diverso da loro. Non mi preoccupavo di difendermi né difendere le mie convinzioni, e mi guardavo dal fare lo stesso di loro: convincere con l’uso della forza verbale e perfino mentale. Io non ho voluto e non voglio convincere nessuno di nulla. Ho solo preteso e pretendo dire che se le cose sono difficili per alcuni, sempre avranno alternative che possano slavizzare quel momento, ancora che sia solo superandolo e andando avanti, o allora apprendendo a convivere con la situazione che è sorta nella nostra vita e che ci sembra essere insolubile.

Desistere ? Molte volte la nostra volontà è di desistere e lasciare che la vita ci porti nel modo che vuole. Ma chi ha camminato tanto ed ha acquisito responsabilità con la propria vita, e questo è esteso a tutte le forme di vita attorno, non desiste. Anche se cammina con le ginocchia sporche per averle dovuto usare per appoggiarsi nei passi di quel momento; anche con le mani sbucciate e sanguinanti per potersi appoggiare su pietre a punta o su spini; anche se con spalle incurvate in quel momento per il peso delle emozioni inferiori che fanno del tutto per farci cadere; anche con gli occhi lacrimanti per il dolore dei rifugi; ma sappiamo che il nostro destino è l’infinito. E nulla né nessuno ci farà desistere dalla nostra meta.

Perdersi d’animo mai, malgrado molte volte ci sentiamo tanto stanchi che abbiamo bisogno di fermarsi all’ombra di un albero e riposare, recuperando le forze per riprendere il tratto del cammino che si defila dinanzi ai nostri occhi. Il cammino è infinito.

E io posso affermare; niente nè nessuno mi farà desistere dalla mia meta di essere me stessa e un giorno poter giungere dinanzi all’Energia Suprema, o quanto più prossima possibile, guardarla senza aver bisogno di proteggere i miei occhi dalla sua luce infinita e dire:

 

- Tu sei stato il mio esempio di vita sino qui. E pure sarà d’ora in avanti. La Luce del Mattino di tutte le mie vite. Dove io sono stata, o starò, in qualunque spazio-tempo, tu sei la Luce Primaria che ha brillato, brilla e brillerà da sola. Io sono appena una piccola luce che cerca di seguire i suoi passi. Per scelta. Grazie di tutto. Per le volte che mi hai orientato nella forma di essere come te. Per le volte che hai compreso i miei errori, io ancora nell’infanzia del mio spirito; ancora dipendente dalla tua energia per crescere e apprendere a camminare con i miei propri piedi lo stesso cammino che tu hai fatto e continui a fare. Per le volte che attraverso questo universo dove ora mi trovo, hai inviato la tua Forza in tutti i momenti che ho avuto bisogno. Per preoccuparsi per me e auspicare quanto di meglio per me orientandomi sul cammino migliore per raggiungere i miei obiettivi: STARE INSIEME A TE.

 

 

 

 

stare insieme a te

 

......................come camminare il miglior cammino per raggiungere i miei obiettivi: STARE INSIEME A TE.

Dopo che quei due missionari passarono per la mia città e se ne andarono, io mi sentii più abbandonata di prima. Perché io avevo conosciuto persone mi osservarono. Che mi videro come essere umano, come “gente”. Allora un vuoto si fece nel mio cuore. A partire da lì io ho vissuto con questo vuoto. Una nostalgia. Io non comprendevo questo, ero bambina troppo per comprendere ( i bambini oggi comprendono molto di più di molti adulti, ma all’epoca mia di bambina, non c’erano date molte opportunità di essere bambini-gente)

Questo vuoto mi ha disturbato per molti anni. Mi ha fatto errare molte volte per imparare ad accertare. A causa di questa sensazione che io non sapevo definire io ho cercato amore/amicizia in tutti. Mi sono contusa molto in questa ricerca, e senza pretendere ho contuso pure altre persone. In questa ricerca io ricevevo sentimenti fraterni in tutti, e molte volte contundendo gli altri  in questo modo io mi sono contuso molto di più. Ferite che oggi, sono cicatrice, le quali sempre mi ricordano di non più calpestare con gli stessi passi di quell’epoca nel caso io  non voglia aumentare il loro numero nella mia vita. Io non voglio ferirmi più. Allora che io non ferisca i miei fratelli. Anche se oggi siano loro a ferirmi con le loro azioni, che io non ferisca più nessuno. Ho imparato. Molto dolore, ma infanzia,adolescenza e gioventù possono essere eccellenti scuole preparatorie per una maturità (spirituale/interiore) equilibrata.

Non sò se l’amicizia che io offro ha qualche espressione nella vita di qualche compagno di cammino in un mondo totalmente senza espressione come questo in cui viviamo. Ma io la offro a tutti quelli che incontro in qualunque dei passaggi d’incontro.

Cerco di essere leale all’amicizia. Per estensione, cerco di essere leale alla persona a cui offro amicizia. Anche se la persona rifiuta questa offerta, la mia lealtà all’amicizia rimane incrollabile, perché io so che essa, l’amicizia, esiste ed è una forma di trasformare questo mondo in un mondo di pace. Anche se il suo significato sia stato banalizzato e valori degradanti siano stati inseriti in essa contaminando le relazioni interpersonali ed essa, l’amicizia non passa da un ombra di ciò che è verità.

Imparare a vivere. A vivere con tutti attorno, ma sarei riuscita in tale impresa dinanzi alla diversità di personalità che ciascuno è ? Scontri di carattere, volontà, pensieri. Come convivere con tutto questo in modo armonioso ? Come è bello ricevere quel sentimento buono che trasmettiamo a qualcuno !! Come è bello sentire per il nostro fratello ciò che vogliamo che egli senta per noi. Quando c’è reciprocità, come fa bene !

E’ tanto semplice vivere. E noi , umani incarnati, complichiamo tanto che trasformiamo le nostre vite in dolori e sofferenze e ci tiriamo per la vita in forma pesante, quando sarebbe tanto facile, tanto semplice se vivessimo tutti in armonia, uno con gli altri che già potremmo volare !

 

E’ tanto semplice essere felice. E noi, umani incarnati, tanto prepotenti, coltiviamo una felicità che non esiste, e rifiutiamo la felicità duratura; la felicità che è il risultato di un vivere con qualità di sentimenti, i migliori possibili.

 Non sappiamo nulla. Quando comprenderemo questo, allora sì, percepiremo di cominciare a sapere qualche cosa.

 

 

 Non sappiamo nulla...

 

Non sappiamo nulla. Quando comprenderemo questo, allora sì, percepiremo che cominciamo a sapere qualcosa.

Mentre l’illusione offusca la nostra visione mostrandoci una vita effimera come eterna, e coprendo l’eternità con i manti della transitorietà, andiamo tutti, senza eccezione, a camminare in cerchio infinitamente.

Camminiamo nel modo che ci conviene, e questo è un diritto garantito. Mentre l’indolenza con cui trattiamo le leggi dell’universo non impedisce che esse siano eseguite. E tutti noi siamo soggetti ad esse. E sono queste leggi, che ci si presentano nelle nostre vite come circostanze, situazioni, che generano gli insegnamenti necessari che ci portano a tracciare, un giorno in qualche tempo, il cammino della Giustizia.

Mentre questo non avviene, andiamo, con passi addormentati, camminando per la vita senza percepire come è importante ogni minuto della vita fisica che abbiamo, o della vita spirituale che siamo.

Guardo verso l’alto e vedo un cielo azzurro leggermente  chiaro, un poco di nuvole che lo ricoprono , forse pioggia. Mi ricordo di altri cieli. Mi ricordo di quante volte da bambina, ho desiderato volare ed andare alla sua fine, pensando che il cielo fosse finito.

Nei miei momenti di solitudine dello spirito, io mi trasportavo per questi altri mondi, che sappiamo che esistono anche se la nostra ragione non accetta. Perfino il Rabbi di galilea disse che la casa del Padre ha molte dimore. Ed io credo in lui. Molto più di un credo per aver sentito parlare di lui. Credo in lui perché io sò che lui è esistito. Ed ancora esiste come essere di pace.

Hanno tentato di tappare la sua voce ma il vento lo ha sparso per tutto il pianeta, ed ancora oggi è possibile ascoltarlo.

E sempre fu lui che ha confortato il mio spirito nei suoi momenti di contrasti; che ha consolato il mio spirito nei suoi momenti di afflizione. E’ stato lui, ed è lui, che mi dà forze per seguire il mio cammino, malgrado molte volte, io stia camminando sola qualche tratto della giornata.

E’ stato lui che mi ricorda che la vita è bella, e che dobbiamo viverla un giorno , sperimentando il nettare divino manifestato in ogni atomo.

Senza che io senta qualsiasi affinità con credi religiosi, lui è il mio Rabbi (Maestro), mentre sono incarnata. Ricordando che egli non ha creato nessuna religione. E per questo, mi senti libera per seguire le orme del Pescatore. Calzare i suoi sandali ? Un giorno. Per ora, in questo tempo-spazio, in cui vivo incarnata seguire le sue orme è quello che posso e devo fare.

Non ho schiacciato l’Agnello.

Ho imparato a danzare con i lupi e non esserne cibo.

Ho imparato a non guardare negli occhi il serpente e ad evitare il suo abbraccio.

Rabbi, mio caro, cosa dire di più?

 

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